Il blackout di Cloudflare di ieri, che ha causato problemi globali, rendendo irraggiungibili servizi come ChatGPT, Uber, e la piattaforma X, è conseguenza della concentrazione dei servizi in poche big tech cloud. L’hanno detto in molti. Certo, è l’analisi fattuale di quanto avvenuto. Ciò che non si dice abbastanza però è che questo status quo non va accettato come ineluttabile destino per l’attuale internet.
blackout internet
Cloudflare down, quanti problemi se il cloud è oligopolio globale
Il blackout di Cloudflare mostra quanto l’infrastruttura di internet dipenda da pochi grandi operatori del cloud. Il punto è che non dobbiamo accettare come inevitabile questo status quo. Forse persino frutto di abusi antitrust, come ora cerca di appurare la Commissione europea
Direttore agendadigitale.eu

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

Carlsberg mappa il genoma del luppolo: cosa cambia per la birra
19 Ott 2026 -

Dalla fabbrica connessa all’AI, il percorso di innovazione delle PMI umbre
16 Ott 2026 -

Come l’ERP spinge la trasformazione organizzativa in azienda
16 Ott 2026 -

Costruzioni, comprare tecnologia è facile: farla funzionare molto meno
01 Ott 2026 -

R&D, perché anche nei team tecnici l’adozione dell’AI deve partire dalle persone
30 Set 2026



























