Negli anni Novanta l’Italia non liberalizzò le telecomunicazioni nel deserto delle regole: il quadro normativo era già fitto, articolato e tecnicamente sofisticato. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni era stata istituita dalla legge 249 del 31 luglio 1997, anche se sarebbe diventata operativa il 10 marzo 1998; il D.P.R. 318/1997 aveva già definito il regime delle licenze, dell’interconnessione e del servizio universale. Il primo gennaio 1998, quando il mercato della telefonia vocale e delle infrastrutture venne aperto alla concorrenza in attuazione del quadro europeo, l’Italia non entrava dunque in un vuoto regolatorio.
Regole senza infrastrutture
AI sovrana, i data center non bastano se chip e modelli restano stranieri
La storia delle telecomunicazioni mostra che regolare l’accesso non garantisce investimenti infrastrutturali. Con l’AI l’Europa deve affiancare alle regole una politica industriale per chip, calcolo, energia, dati e modelli, evitando nuove dipendenze tecnologiche
Istituto per la Complessità Contemporanea

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