Viviamo in un momento di profonda proiezione strategica per il settore delle telecomunicazioni nel nostro Paese. A parlare sono sempre i numeri, in particolare quelli dell’azienda che da anni gestisce questi processi nel nostro Paese: Infratel Italia. I dati di bilancio segnano risultati record che testimoniano una solidità aziendale e industriale senza precedenti. I ricavi della società in house del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sono saliti a oltre 50 milioni di euro, segnando una crescita costante rispetto ai 34,7 milioni registrati nel 2022. Il risultato netto si attesta a 8,9 milioni di euro, supportato da un Margine Operativo Lordo di 9,5 milioni di euro, mentre il valore complessivo delle commesse gestite ha raggiunto l’impressionante cifra di 8,5 miliardi di euro.
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Infratel Italia PNRR, i numeri della crescita
Ottimi numeri, ma un elemento macro-strutturale di fondamentale importanza, che garantisce la sostenibilità del modello Infratel anche per l’era post-PNRR, risiede nella crescita del +16% dei ricavi ricorrenti. Oltre il 60% delle entrate correnti risulta, infatti, già interamente coperto da progetti pluriennali. Una dote finanziaria e industriale solida che assicura la copertura dei costi operativi e di gestione fino al biennio 2030-2031, a prescindere dalle sole risorse straordinarie europee. Proprio queste proiezioni vedono un ulteriore aumento con i ricavi diretti stimati in crescita fino a 63,1 milioni di euro al 2030 grazie a una progressiva diversificazione delle fonti, che spazierà dalle concessioni di rete diretta fino all’erogazione di servizi professionali e applicativi ad alto valore aggiunto.
Questo consolidamento economico evolve di pari passo con un ruolo istituzionale sempre più centrale nella governance delle infrastrutture di connettività nazionale. Infratel Italia si è affermata quale soggetto attuatore della Strategia Nazionale per la Banda Ultralarga, completando il Piano BUL e portando a termine il collegamento di oltre 6mila Comuni italiani. Un intervento pubblico coordinato che ha permesso di mappare ben 4 milioni di chilometri di infrastrutture nel catasto delle reti (il SINFI), abilitare 6 milioni di unità immobiliari in fibra ottica, connettere oltre 30mila scuole e 9mila strutture sanitarie. L’efficacia di questa azione è certificata anche su scala internazionale: l’indice DESI (Digital Economy and Society Index) del 2025 colloca infatti la copertura FTTH italiana per le famiglie al 70,7% e per le abitazioni al 77%, un dato stabilmente superiore alla media dei Paesi europei.
I piani PNRR verso la scadenza del 2026
Sul fronte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Infratel si avvia a completare tutti i piani finanziati dal Dipartimento per la trasformazione digitale entro la scadenza perentoria del 30 giugno 2026. Parliamo di programmi complessi e vitali per il Paese quali Italia 1 Giga, Sanità connessa, Scuole connesse, 5G densificazione, 5G backhauling e Isole minori. Anche i dossier più articolati, come la gestione dei civici inizialmente rimasti esclusi dal piano Italia 1 Giga a causa delle note vicende degli operatori privati, hanno trovato una soluzione grazie al deciso e puntuale intervento del Dipartimento della Trasformazione Digitale, attraverso il fondo Facility gestito da Invitalia con la collaborazione tecnica di Infratel.
Sul piano operativo, Infratel Italia contribuisce a tradurre la visione strategica di digitalizzazione in interventi concreti operando come consulente strategico del decisore politico e della PA e, in un secondo tempo, come soggetto attuatore per le infrastrutture a banda ultralarga e le reti 5G. Infratel conosce il mercato, la regolazione, le normative (soprattutto per l’e-procurement) e come eseguire i contratti del settore ICT.
In questi anni Infratel ha posto le basi ad alcune delle priorità evidenziate precedentemente ad esempio continuando l’operata di infrastrutturazione del base sia in ambito banda ultralarga (vedi completamento del piano BUL che il Piano 1Giga) che in ambito 5G (vedi il Piano 5G del PNRR o le reti private realizzate in ambito sanitario durante i giochi della Milano-Cortina) ma non ci siamo fermati a questo, abbiamo infatti posto le basi per integrare su reti sicure le sedi sanitarie affinché queste possano poi integrarsi e utilizzare in maniera più semplice e diretta i servizi digitali piuttosto che inserisci come unico punto nazionale di gestore delle informazioni con riferimento al mercato delle telecomunicazioni, facendo leva su quanto già disponibile sul SINFI per la rete terrestre e sottomarina, con possibilità di estensione alla rete mobile.
Dal braccio operativo al partner tecnico delle reti pubbliche
In questa fase di transizione, Infratel sta cambiando pelle, passando da braccio operativo e soggetto attuatore a partner tecnico stabile e possibile regista delle reti pubbliche. Il bacino dei committenti si è progressivamente ampliato dalla Pubblica Amministrazione centrale – MIMIT e Dipartimento per la trasformazione digitale – verso anche altri dicasteri, come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) per progetti legati alla prevenzione delle calamità sui territori, e verso le amministrazioni regionali. L’accordo quadro siglato con la Regione Abruzzo, ad esempio, per la realizzazione di una rete pubblica di proprietà regionale destinata a connettere Comuni e data center, unito alle intese in via di perfezionamento con la Basilicata e la Sicilia, dimostra la volontà di supportare gli enti locali affinché la proprietà delle reti rimanga pubblica, garantendo alle istituzioni un reale controllo e una superiore capacità di indirizzo strategico.
Il SINFI come gemello digitale del sottosuolo
In questo disegno si inserisce anche l’evoluzione del SINFI – Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture – che nel suo decennale si è accreditato come una best practice europea. Da catasto statico delle reti di telecomunicazione, il SINFI è diventato il “gemello digitale” del sottosuolo che integra i dati delle reti di acque bianche e scure, energia, gas e cavi sottomarini. Con il supporto dell’intelligenza artificiale, rappresenta oggi uno strumento decisionale strategico per pianificare gli investimenti industriali, localizzare nuovi data center ed evitare la duplicazione dei cantieri stradali. Grazie ai nuovi finanziamenti governativi, Infratel sta utilizzando il SINFI per supportare i Comuni sotto i 50mila abitanti su tutto il territorio nazionale, sopperendo alla carenza di personale tecnico negli enti locali e inserendo anche le aree interne in un sistema moderno di gestione del territorio.
Ma dietro questa imponente architettura di numeri, bilanci record, chilometri di fibra, algoritmi e piattaforme digitali, c’è un motore invisibile che nessuna relazione tecnica o tabella statistica potrà mai pienamente quantificare. Dietro tutto questo ci sono le persone.
Capitale umano e futuro di Infratel Italia
Il faro che guida e che deve continuare a guidare la governance di Infratel, sempre e comunque, è l’umanità. Negli ultimi anni, schiacciati tra l’avvento dirompente dell’intelligenza artificiale e l’ansia da prestazione per le scadenze perentorie dei piani pubblici, l’intero comparto ha rischiato di farsi travolgere da un approccio puramente numerico e asettico. La corsa contro il tempo per centrare i target del PNRR ha generato tensioni e dinamiche gestionali complesse. Non è un mistero che vi siano stati momenti di critica e confronto su tutti i progetti che sono stati inseriti nel Piano. La società del MIMIT però ha saputo dimostrare di non voler sacrificare la qualità del lavoro, l’attenzione ai bisogni dei territori e la dignità del capitale umano a scapito di logiche burocratiche strettamente quantitative.
Oggi che i cantieri giungono alla loro naturale scadenza è chiaro che il PNRR non finisce affatto con l’ultimo scavo o con la conclusione dei lavori di posa delle infrastrutture. Il Piano terminerà, nella sua reale e complessa operatività amministrativa e legale, solo alla fine della delicatissima fase delle rendicontazioni e al completamento di tutti i controlli documentali e tecnici necessari.
Inoltre, l’infrastruttura non cessa di esistere quando viene realizzata, perché una volta costruita va monitorata, gestita e protetta in un’ottica di sovranità digitale nazionale.
Ecco perché dobbiamo cambiare radicalmente l’approccio, analizzando la transizione tecnologica guardando con priorità assoluta all’aspetto sociale e alla salvaguardia dei posti di lavoro. Chi ha lavorato sui territori, spendendo competenze per portare la connettività nelle aree più svantaggiate del Paese, non può essere considerato una risorsa temporanea da dismettere a bando concluso. Ben venga, infatti, il posticipo dei contratti per il personale a tempo determinato impiegato sulle progettualità del PNRR da giugno a dicembre 2026, garantendo continuità alle attività e stabilità immediata alle famiglie. Ma questo rappresenta solo il primo passo di una visione di più ampio respiro.
Ma a dirlo, almeno per Infratel, sono sempre i numeri ufficiali. L’organico medio della società è atteso in crescita fino a 420 unità nel 2027, con la quota di personale a tempo indeterminato in crescita. A riprova che le competenze tecniche, ingegneristiche e gestionali che hanno rafforzato in questi anni la struttura costituiscono un patrimonio stabile che non si esaurisce con l’emergenza dei fondi europei, ma che resta a presidio della digitalizzazione strutturale del Paese.
Connettività, democrazia e responsabilità sociale
La connettività sviluppa democrazia e garantisce libertà solo se si accorciano le distanze sociali, permettendo a un cittadino di un piccolo Comune montano di accedere alla telemedicina, al lavoro o all’istruzione con le medesime opportunità di chi vive in una grande metropoli. Le reti, le infrastrutture sottomarine, i data center e il cloud sono i vettori fisici di questa trasformazione, ma sono l’intelligenza, la sensibilità, il lavoro e l’umanità delle persone a dare un senso e una direzione a questa evoluzione. Ed è mettendo al centro la tutela e il valore di questo immenso capitale umano che Infratel si sta proiettando verso il proprio futuro, forte dei risultati raggiunti e consapevole della propria alta responsabilità istituzionale e sociale.
Il successo raggiunto in questi anni è il risultato di un grande lavoro collettivo che ha coinvolto migliaia di donne e uomini. Desidero ringraziare innanzitutto i manager e i vertici delle istituzioni MIMIT e DTD e delle aziende coinvolte, che hanno saputo affrontare con responsabilità e visione strategica sfide spesso senza precedenti. Un ringraziamento va agli operatori di telecomunicazioni, ai concessionari e ai partner industriali che hanno condiviso con Infratel Italia la responsabilità di realizzare uno dei più grandi programmi infrastrutturali della storia recente del nostro Paese. Ma soprattutto il nostro pensiero va a chi ha operato ogni giorno sul campo. Agli operai che hanno lavorato nei cantieri, spesso in condizioni difficili e in ogni stagione dell’anno. Agli installatori che hanno portato la connettività nelle città, nei piccoli comuni, nelle aree interne e nelle zone più complesse del territorio nazionale. Agli ingegneri, agli architetti, ai geometri e ai progettisti che hanno trasformato una visione strategica in opere concrete. Agli avvocati e agli esperti amministrativi che hanno garantito il rispetto delle procedure e la tutela dell’interesse pubblico. Agli archeologi che, con professionalità e sensibilità verso il nostro immenso patrimonio storico e culturale, hanno consentito di conciliare innovazione e tutela del territorio. Ai tecnici, ai collaudatori, agli specialisti della sicurezza, ai professionisti della rendicontazione e dei controlli che hanno accompagnato ogni fase del processo. Ai dipendenti di Infratel Italia che hanno dimostrato competenza, dedizione e spirito di servizio, spesso andando ben oltre i propri doveri professionali. A tutto il personale del Dipartimento della Trasformazione Digitale che non ha soltanto finanziato tutti i piani del PNRR ma che ha lavorato con impegno, professionalità e passione ogni singolo giorno insieme a noi per arrivare a questo traguardo.
A tutti loro va il nostro più sincero grazie. Perché le infrastrutture non sono semplicemente opere pubbliche. Sono il risultato del lavoro, dell’intelligenza, della passione e della responsabilità di migliaia di persone che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono ogni giorno alla crescita e alla modernizzazione dell’Italia. Se oggi possiamo parlare di un Paese più connesso, più competitivo e più inclusivo, è soprattutto grazie a loro. I risultati appartengono ad Infratel Italia, al DTD, al MIMIT ma il merito appartiene a tutte le donne e a tutti gli uomini che hanno creduto in questa missione e l’hanno trasformata in realtà.















