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Direttore responsabile Alessandro Longo

Commissione europea

Morandini (Between): “Le semplificazioni di Kroes per la fibra? Attenti all’errore”

di Cristoforo Morandini, Between

15 Apr 2013

15 aprile 2013

Neelie Kroes della Commissione europea ci ricorda che le misure per la semplificazione per la posa della fibra possono fare risparmiare 40-60 miliardi di euro, che riportati all’Italia significa 4-6 miliardi di euro. A questo punto i giochi sarebbero fatti e possiamo attivare i cantieri.

Dove sta l’errore?

Un primo punto è legato al fatto che non basta rendere più semplice ed economica la realizzazione delle opere civili (per quanto importanti e costose, visto che incidono per il 70-80% del totale dei costi). Il vero nodo è quello di  trovare un modello di remunerazione che renda sostenibile l’avvio di una nuova fase di investimenti infrastrutturali che deve generare servizi che qualcuno è effettivamente interessato ad acquistare con una “premium price” rispetto alla spesa attuale.

Un secondo aspetto è  invece più specifico dell’Italia. Dopo la produzione di norme e regolamenti occorre garantire che l’interpretazione sia omogenea, che le declinazioni territoriali siano coerenti, che l’attuazione venga garantita, fino  ad arrivare a comminare delle sanzioni in caso di mancato recepimento.

Si può fare. Basta volerlo

  • adgmorga

    Mai sentito che l’offerta crea la domanda? Chi ha fatto le reti telefoniche all’inizio del secolo scorso doveva attendere la domanda? Quanto all’omogeneità delle norme, mai sentito parlare di competitività territoriale?

  • GiuseppeC

    Mi sembra il solito discorso della volpe e dell’uva. Ormai sono decenni che in Italia non si investe e la mia opinione è che il capitalismo italiano e i regolamenti nazionali non sono ancora maturi. Forse i nostri investitori sono ancora troppo attratti da facili guadagni con investimenti nulli? Secondo me si. Si ragiona ancora da furbetti del quartierino.

  • tibina

    Morandini è realista. una cosa sono i furbetti e i guadagni facili, un’altra l’idea che in tempi di crisi le imprese, soprattutto quelle sane, siano cosi’ miopi da investire senza prospettive adeguate di recuperare i loro soldi. Questo succedeva quando i monopolisti avevano soldi facili, aiutati dalla politica, e potevano fare investimenti a pioggia per gran parte improduttivi. spero che questo modello non torni.

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