Cassandra oggi violerà un suo paletto, parlando direttamente di una notizia di attualità.
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Starlink e il tecnocontrollo sui droni ucraini
L’Ucraina ha perso la capacità di controllare alcuni suoi droni perché Starlink ha limitato in quell’area la massima velocità a cui un nodo può spostarsi senza perdere il collegamento, portandola da un valore superiore a “soli” 160 km/h.
Ha fatto questo probabilmente “declassando” la connessione da un piano “aviation” (velocità massima non meno di 480 km/h) ad uno “standard” (appunto 160 km/h).
E poiché i droni militari controllati via Starlink volano a velocità superiori a 160 km/h, ne ha reso impossibile l’utilizzo fino a quando la modifica non è stata annullata.
Generalizzando, potremmo definire questa notizia come utilizzo di un interruttore controllato da un monopolista per decidere le sorti di una guerra.
Le condizioni d’uso invocate da Starlink
Monopolista che, quando la situazione è stata riportata a quella precedente, ha spiegato il motivo per cui la riduzione era stata fatta parlando di “una violazione delle condizioni d’uso di Starlink”.
“Condizioni d’uso” ???
E questo è quanto per quanto riguarda la notizia, inquadrata dalla prospettiva di Cassandra.
Rimettiamo quindi a posto il paletto momentaneamente rimosso e parliamo del fatto davvero importante.
Dal caso Starlink al tecnocontrollo centralizzato
Pochi di coloro che hanno letto od ascoltato la notizia sui media si saranno soffermati ad inquadrarla tecnicamente.
Molti di più l’avranno semplicemente valutata positiva o negativa dal punto di vista politico, strategico, o di “schieramento”.
Ma la grande maggioranza non avranno nemmeno sprecato un secondo per soffermarsi a pensare.
Tra i 24 incuriositi lettori di Cassandra, invece, alcuni avranno certamente generalizzato quello che è successo, e valutato la notizia come quel lampante esempio di tecnocontrollo che è.
Controllo, sorveglianza e tecnologie monopolizzate
Sì, perché il tecnocontrollo non ha solo la valenza orwelliana di sorveglianza, ma riguarda più in generale il controllo di qualsiasi tecnologia, anche per scopi molto diversi dal “controllo come sorveglianza”.
In questo caso il tecnocontrollo è stato semplicemente impiegato come vero, autentico “controllo” di un gruppo di persone attraverso una tecnologia centralizzata, anzi in questo caso monopolizzata.
Tecnologie centralizzate e controllo sui singoli individui
Ma ancora non siamo arrivati al punto. È questa la vera notizia? O non si tratta semplicemente di un ottimo punto di partenza per una riflessione più profonda e di valenza personale?
Quante tecnologie da cui siamo dipendenti senza ormai accorgercene più possono essere accese o spente selettivamente, come Starlink, come arma contro un gruppo preciso di persone?
Ma ancora più in generale, quante tecnologie possono essere accese o spente con una granularità sufficiente per agire su singoli individui?
La stragrande maggioranza dei “singoli individui” che si affidano a cose al di fuori del loro controllo non ne hanno ormai nessuna percezione, principalmente perché l’argomento non gli interessa affatto.
Gli interruttori nella vita quotidiana
Certo, solo fino a quando il drone cade, la carta di credito viene rifiutata, il bancomat nemmeno te la restituisce, il cellulare non prende, la connessione internet di casa smette di funzionare, l’account social viene chiuso, la posta elettronica non funziona, la licenza del software viene revocata, o l’autovettura rallenta a 70 km/h fino a quando non la porti dal concessionario, proprio come un certo treno polacco, riparato non dal produttore, non è più ripartito dall’officina.
Tutte cose già successe, già viste, di cui si è già parlato in seconda serata, ma che poi sono state rapidamente archiviate come note tecnologiche “di colore” senza importanza reale.
Tutti fatti che le persone ormai non considerano, perché credono che la cosa non li riguardi, od all’opposto di non poter fare nulla per contrastarli.
Ridurre la dipendenza dal tecnocontrollo
Eppure, nel loro piccolo, gli individui potrebbero fare parecchio. Evitare le tecnologie centralizzate se esistono alternative. Rinunciare a quelle non indispensabili se le alternative non esistono.
Vogliamo parlare di social e chat? Di sistemi operativi e computer? Di gadget elettronici ed IoT? Di fonti di informazione e di conoscenza?
Sì, Cassandra vorrebbe che consideraste proprio queste cose.
Perché la situazione di oggi è anche causata da voi, è anche colpa vostra. E Cassandra è stanca di continuare a ripetere “Io ve l’avevo detto”.
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