Il razzo parte. Il satellite si separa. I pannelli si aprono. Poi un’antenna si blocca. Una missione può perdere capacità senza perdere il veicolo: l’oggetto resta nello spazio, ma trasmette meno dati e può generare meno ricavi. Il problema tecnico diventa finanziario. [2]
L’infografica di New Space Economy segue questo passaggio attraverso quattro coperture: prima del lancio, durante il lancio, nella vita operativa, per i danni a terzi. Intorno, operatori, broker, assicuratori e riassicuratori. La domanda comune: quale perdita viene trasferita, a chi e a quali condizioni?

Indice degli argomenti
Assicurazioni spaziali dalla fabbrica alla vita in orbita
Il primo rischio precede il conto alla rovescia. Produzione, collaudi, trasporto, integrazione: il satellite attraversa impianti e responsabilità differenti prima di raggiungere la rampa. Una movimentazione errata può danneggiarlo. Un test può rivelare un guasto. Le coperture pre-lancio proteggono il bene nelle fasi concordate; i costi di un rinvio richiedono una verifica distinta. [1]
Poi si accendono i motori. Salita, separazione, trasferimento verso l’orbita di lavoro, apertura delle strutture, verifiche iniziali: ogni passaggio aggiunge una possibilità di anomalia. La formula “lancio più un anno”, riportata nella grafica, descrive un possibile contratto, non una durata obbligatoria. Esistono coperture con periodi diversi e programmi che accompagnano il satellite per più anni. [2]
Se una polizza termina alla separazione e la successiva comincia dopo il collaudo in orbita, l’intervallo può restare scoperto. Questo esempio mostra perché la data di partenza non basta: contano l’evento che attiva la garanzia e quello che la chiude.
ViaSat-3 e la perdita parziale di capacità
Il 12 ottobre 2023 Viasat comunicò che ViaSat-3 F1, dopo un problema di dispiegamento meccanico, avrebbe recuperato meno del 10% della capacità di trasmissione prevista. Il carico utile funzionava, ma con prestazioni ridotte. La società indicava coperture di 420 milioni di dollari per F1 e di 348 milioni per Inmarsat-6 F2. [3]
Una perdita può essere totale o parziale, oppure riguardare la durata utile. Per misurarla servono le prestazioni residue e le definizioni del contratto. Non soltanto la conferma che il satellite risponda ai comandi. [2]
Resta un secondo conto: il servizio. Un indennizzo per il satellite non comprende automaticamente tutti gli incassi persi o le spese sostenute per rimpiazzarne la capacità. Le garanzie su ricavi e interruzioni operative hanno un proprio perimetro. Hardware, continuità e fatturato possono subire lo stesso incidente, senza ricevere la stessa protezione. [1]
Premi e sinistri nel mercato delle assicurazioni spaziali
Nel rapporto Aon del primo trimestre 2026, il 2023 presenta circa 550 milioni di dollari di premi e 1,43 miliardi di sinistri. Per ogni dollaro di premio, circa 2,60 dollari di danni. Per il 2025, le stime passano a oltre 650 milioni di premi e circa 503 milioni di sinistri. Il perimetro è quello delle coperture di lancio e in orbita; i sinistri includono pratiche aperte e pagate, attribuite all’anno dell’evento. [5]
Il saldo fra premi e sinistri non coincide con l’utile netto: mancano spese e altre componenti della gestione. Una denuncia può inoltre cambiare valore durante l’istruttoria. Le cifre sono stime alla data della rilevazione, non liquidazioni definitive. [5]
SpainSat NG-II mostra la velocità di questo cambiamento. Gallagher riferisce che il 26 dicembre 2025 arrivò agli assicuratori la notifica di una possibile perdita su un satellite coperto per oltre 400 milioni di dollari. Nell’aggiornamento di aprile 2026, il broker stimava che il caso portasse il rapporto sinistri/premi del 2025 da circa il 15% a circa il 75%. Un evento concentra così una parte rilevante dei danni annuali. [4]
Come si distribuisce un rischio da 400 milioni
Una missione può richiedere più assicuratori. Il broker raccoglie i dati tecnici, negozia le condizioni e colloca il rischio; i sottoscrittori assumono quote, trasferendone eventualmente una parte ai riassicuratori. Lloyd’s, presente nell’infografica accanto alle compagnie, è invece un mercato nel quale operano sindacati assicurativi. [7][8]
Un esempio: 400 milioni di valore assicurato, dieci partecipanti da 40 milioni ciascuno. Se il danno coperto è totale, ciascuno risponde per la propria quota, secondo il contratto. La ripartizione distribuisce l’esposizione fra i sottoscrittori; non riduce il valore perso dall’operatore.
Il prezzo modifica il piano finanziario. Su 400 milioni, un premio del 6% vale 24 milioni; al 10% sale a 40. Sedici milioni da finanziare. È un esempio, non una quotazione. Il 5-12% della grafica non è una tariffa applicabile indistintamente a ogni satellite o a ogni rinnovo annuale.
Premi e capacità sono distinti: prezzo della protezione i primi, esposizione sottoscrivibile la seconda. I 502 milioni della grafica risalgono alla stima Gallagher della capacità operativa per il 2025. Nell’aprile 2026, il broker indica circa 300 milioni di capacità “competitiva”, sulla quale i sottoscrittori si contendono le quote. Per i rischi più complessi può essere inferiore. [4][6]
Assicurazioni spaziali per satelliti GEO e costellazioni LEO
Un satellite geostazionario concentra funzioni e capitale in un veicolo. Una costellazione in orbita bassa può distribuire il servizio su unità sostituibili e ridondanti. Cambia la scelta: trasferire la perdita del singolo bene o assorbirla nel bilancio della flotta. Gallagher segnala nel 2026 una domanda ancora debole di coperture per le costellazioni. [4]
Si consideri una rete di cento satelliti da due milioni di dollari: 200 milioni di hardware. Perderne cinque significa dieci milioni, prima di calcolare nuovi lanci e mancati ricavi. Se gli altri novantacinque mantengono il servizio, l’operatore potrebbe sostenere il costo senza assicurare ciascuna unità. Se quei cinque garantivano una funzione non sostituibile, la stessa perdita fisica produce un impatto diverso.
La ridondanza, però, non elimina la correlazione. Un guasto di progetto può ripetersi su più esemplari. Un lanciatore può trasportare insieme diversi satelliti e perderli nello stesso evento. Munich Re richiama entrambi i fattori: difetti seriali e accumulo delle perdite sul medesimo vettore. La valutazione segue quindi modelli, componenti e lotti di produzione. [9]
Distribuire dieci satelliti su cinque lanci limita l’esposizione al fallimento di un singolo vettore. Non protegge, invece, da un difetto comune a tutti gli esemplari. Il trasporto può essere diversificato; la tecnologia resta condivisa.
Responsabilità verso terzi nelle missioni spaziali
Una collisione può coinvolgere un altro operatore e generare frammenti. Il rapporto ESA 2026, basato sui dati fino a fine 2025, descrive l’aumento della congestione e il rischio di collisioni che producono ulteriori detriti. La gestione del fine vita e la rimozione attiva entrano così nella valutazione della sostenibilità delle orbite. [10]
Qui interviene la responsabilità verso terzi. Non è una quarta fase, successiva alla vita operativa: può riguardare diversi momenti della missione. Rinunciare alla copertura del proprio satellite non equivale a essere esonerati dai danni arrecati ad altri. Il rischio sul bene e quello di responsabilità seguono regole distinte. [1]
Stati, operatori e assicuratori: chi risponde
La Convenzione del 1972 distingue due situazioni. Per i danni sulla superficie terrestre o ad aeromobili in volo, lo Stato di lancio risponde secondo un criterio di responsabilità assoluta. Per i danni nello spazio a oggetti di un altro Stato di lancio, opera il criterio della colpa. Il trattato disciplina responsabilità fra Stati: non sostituisce i contratti delle imprese. [11]
Negli Stati Uniti, la Part 440 richiamata dall’infografica regola gli obblighi finanziari relativi a lanci e rientri soggetti a licenza o permesso. La FAA determina la perdita massima probabile, distinta dalla massima perdita possibile. Le rinunce reciproche alle pretese fra partecipanti si aggiungono al quadro: il diritto di chiedere un risarcimento va letto insieme agli accordi sottoscritti. [12]
In Italia, l’articolo 21 della legge 89/2025 prevede per gli operatori autorizzati assicurazione o altra garanzia finanziaria, con un massimale base di 100 milioni di euro per sinistro. La legge consente fasce inferiori secondo criteri definiti e riconosce al terzo danneggiato l’azione diretta contro l’assicuratore. Si tratta della copertura della responsabilità, non del valore del satellite dell’operatore. [13]
Assicurazioni spaziali, indennizzi e rischio di liquidità
Per un investitore, la verifica prosegue oltre il massimale. Quanto resta a carico dell’impresa? Quali eventi sono esclusi? Quando arriva l’indennizzo? La due diligence assicurativa affianca quella tecnica e contrattuale, collegando il danno alla continuità economica del progetto. [7]
Un ultimo esempio. Una società sostiene due milioni di costi mensili e attende sei mesi per incassare l’indennizzo. Con costi invariati e senza entrate compensative, deve finanziare dodici milioni nel frattempo. Sono ipotesi, non tempi medi di liquidazione: una polizza può coprire la perdita patrimoniale senza colmare subito il vuoto di cassa.
Per una PMI fornitrice, il controllo cambia ancora. Il danno al satellite del cliente non coincide con le proprie penali, con i costi di sostituzione del componente o con la responsabilità di prodotto. Contano i limiti contrattuali, le garanzie offerte e le rinunce alle pretese. La copertura dell’operatore non si estende automaticamente all’intera filiera. [7][12]
Il lancio ha un orario. Il danno ha una causa. L’indennizzo ha condizioni e tempi. Tenere insieme questi tre piani permette di calcolare quanta perdita viene trasferita e quanta resta nel progetto. Il satellite può fermarsi in orbita. Il bilancio, sulla Terra, continua a registrare scadenze.
Dati e limiti del mercato delle assicurazioni spaziali
Il confronto sul 2024
La barra dei sinistri 2024 nell’infografica appare vicina a 450 milioni di dollari. Il testo Aon riporta premi intorno a 550 milioni e un margine lordo di circa 383 milioni: per differenza, circa 167 milioni di sinistri. Sono importi approssimati; la sintesi grafica non coincide con questi valori e non consente di ricostruire una serie storica omogenea. [5]
Percentuali e denominatori nel mercato spaziale
Il 40% attribuito nell’immagine alle operazioni in orbita non specifica il denominatore. Il 43% britannico corrisponde invece, per arrotondamento, alla quota della capacità teorica di lancio censita da Aon, non dei premi mondiali. [5]
Le garanzie italiane per gli operatori spaziali
Le eventuali fasce ridotte dipendono dai decreti previsti dall’articolo 13. La legge fissa un minimo di 50 milioni di euro, oppure 20 milioni per operatori con finalità esclusiva di ricerca o qualificati come start-up innovative. La sola dimensione di PMI non determina automaticamente una riduzione: contano i requisiti e il regime applicabile. [13]
Fonti
Riferimenti primari consultati il 15 ottobre 2026. Titoli cliccabili.
[1] AXA XL | Space Insurance | Coperture pre-lancio, ricavi e responsabilità.
[2] Munich Re | Space and satellite insurance solutions | Durata, prestazioni residue e perdite parziali.
[3] Viasat | Aggiornamento ViaSat-3 F1, 12 ottobre 2023 | Capacità attesa e coperture dichiarate.
[4] Gallagher | Space insurance market update Q1 2026 | 10 aprile 2026. SpainSat NG-II e capacità.
[5] Aon | Space Insurance Market Report, Q1 2026 | Premi, sinistri e capacità: pp. 8-14.
[6] Gallagher | Space Insurance Market Update Q1 2025 | 4 aprile 2025. Stima della working capacity.
[7] Aon | Space Insurance and Risk Management | Collocamento delle coperture e analisi dei rischi.
[8] Lloyd’s | Our market | Struttura e funzionamento del mercato.
[9] Munich Re | Risks in commercial space flight | Difetti seriali e accumulo sul lanciatore.
[10] ESA | Space Environment Report 2026 | 14 settembre 2026. Congestione e detriti.
[11] UNOOSA | Liability Convention, 1972 | Articoli II e III: responsabilità degli Stati.
[12] FAA | Financial Responsibility | Perdita massima probabile e rinunce reciproche.
[13] Legge 89/2025, art. 21 | Testo vigente, banca dati MEF | Garanzie finanziarie, fasce e azione diretta.
Infografica di riferimento: New Space Economy, “The Space Insurance Ecosystem”, ottobre 2026. Credito riportato nell’immagine: CC BY 4.0.





























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