A fine giugno Apple ha ritoccato al rialzo i listini di una quindicina di prodotti, dai MacBook agli iPad fino al Vision Pro, con aumenti compresi tra 100 e 300 dollari. Poche ore dopo, Microsoft ha annunciato il terzo rincaro delle Xbox in poco più di un anno. La spiegazione fornita dalle due aziende è la stessa: i chip di memoria necessari per i dispositivi costano sempre di più, perché i data center dell’intelligenza artificiale ne assorbono quantità enormi.
l'analisi
Che ci insegnano i rincari a smartphone e console causati dall’AI
Gli aumenti annunciati da Apple, Microsoft e vari marchi di smartphone mostrano come la domanda dei data center AI stia sottraendo memoria e capacità produttiva all’elettronica di consumo, facendo salire i prezzi di Mac, Xbox e altri dispositivi
Business Analyst

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