Coyote System

Social e responsabilità, la sentenza UE che può cambiare le regole



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La Corte di giustizia UE, con la sentenza Coyote System, lega il controllo algoritmico alla responsabilità delle piattaforme: il safe harbour può venir meno quando l’algoritmo decide condizioni, modalità e priorità di diffusione dei contenuti, anche senza conoscenza effettiva dell’operatore

Pubblicato il 21 ago 2026

Renato Midiri

Cultore di Diritto pubblico presso l’Università degli studi di Roma Tre



responsabilità delle piattaforme online




Il 16 giugno 2026 la Grande Sezione della Corte di giustizia dell’Unione europea[1] è tornata a pronunciarsi su uno dei nodi più delicati del diritto digitale europeo: il regime di responsabilità dei prestatori di servizi della società dell’informazione previsto dalla direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico. Lo ha fatto decidendo su due rinvii pregiudiziali proposti dal Conseil d’État francese: da un lato l’obbligo imposto dalla Francia a società con sede in Repubblica ceca che gestiscono siti pornografici di predisporre sistemi di verifica dell’età degli utenti (C-188/24); dall’altro il divieto, imposto agli operatori di servizi di ausilio alla guida come Coyote System, di diffondere le segnalazioni di controlli stradali trasmesse dagli utenti stessi (C-190/24).

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