Il 16 giugno 2026 la Grande Sezione della Corte di giustizia dell’Unione europea[1] è tornata a pronunciarsi su uno dei nodi più delicati del diritto digitale europeo: il regime di responsabilità dei prestatori di servizi della società dell’informazione previsto dalla direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico. Lo ha fatto decidendo su due rinvii pregiudiziali proposti dal Conseil d’État francese: da un lato l’obbligo imposto dalla Francia a società con sede in Repubblica ceca che gestiscono siti pornografici di predisporre sistemi di verifica dell’età degli utenti (C-188/24); dall’altro il divieto, imposto agli operatori di servizi di ausilio alla guida come Coyote System, di diffondere le segnalazioni di controlli stradali trasmesse dagli utenti stessi (C-190/24).
Coyote System
Social e responsabilità, la sentenza UE che può cambiare le regole
La Corte di giustizia UE, con la sentenza Coyote System, lega il controllo algoritmico alla responsabilità delle piattaforme: il safe harbour può venir meno quando l’algoritmo decide condizioni, modalità e priorità di diffusione dei contenuti, anche senza conoscenza effettiva dell’operatore
Cultore di Diritto pubblico presso l’Università degli studi di Roma Tre

Continua a leggere questo articolo
Canali
InnovAttori
-

La vera sfida dell’AI in azienda non è cercare, ma ricordare bene
18 Ago 2026 -

Quali competenze per portare la physical AI nello spazio: il caso Sitael
22 Lug 2026 -

AI in azienda, perché gestire il cambiamento è anche una questione di sicurezza
10 Lug 2026 -

Data center, quanto cresce l’Italia: ma attenzione al thermal management
06 Lug 2026 -

Ecosistemi travel-tech: startup, AI e nuovi modelli per il turismo
15 Giu 2026













