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SmartTourism Digital ESG Check, come funziona e i vantaggi



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Il Ministero del Turismo mette a disposizione uno strumento gratuito per misurare maturità digitale e sostenibilità delle imprese. La sfida è trasformare il check in decisioni concrete, capaci di ridurre frammentazione, semplificare i servizi e rafforzare il rapporto tra ospitalità e territorio

Pubblicato il 11 set 2026

Paola Recchi

Digital Transformation Advisor di TravelTech by BC Soft



Overtourism bcg; Il rinascimento del tech italiano nell'era dell'AI; settore hospitality; Turismo italiano nel 2025: i numeri, il ruolo dell'IA e le nuove rotte digitali turismo culturale digitale
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Il lancio dello SmartTourism Digital ESG Check da parte del Ministero del Turismo rappresenta un segnale importante per il settore. Lo strumento, disponibile gratuitamente attraverso il Portale Operatori del Tourism Digital Hub e sviluppato da ESG Impact, permette alle imprese turistiche di valutare il proprio livello di maturità digitale e di sostenibilità, individuando le principali aree di miglioramento.

L’aspetto più interessante è l’attenzione dedicata alle micro e piccole imprese, per le quali innovazione digitale ed ESG rischiano ancora di essere percepiti come temi complessi, costosi o riservati alle organizzazioni più strutturate.

Gli impatti dell’iniziativa

È un’iniziativa opportuna, anche alla luce del peso che il turismo ha raggiunto nell’economia italiana. Nel 2024 il Paese ha registrato il massimo storico di 139,6 milioni di arrivi e 466,2 milioni di presenze, rispettivamente in crescita del 4,5% e del 4,2% rispetto all’anno precedente. La componente straniera rappresentava il 54,5% delle presenze e l’Italia si collocava al secondo posto nell’Unione europea, dietro soltanto alla Spagna.

La crescita è proseguita anche nel primo trimestre del 2026, con 23 milioni di arrivi e 71,6 milioni di presenze: rispetto allo stesso periodo del 2025, gli arrivi sono aumentati del 4,2% e le presenze del 7,5%. Particolarmente rilevante è la crescita del comparto extra-alberghiero, che ha registrato un aumento delle presenze del 14,7%.

Questi numeri raccontano un mercato forte, internazionale e in espansione. Ma raccontano anche un sistema estremamente articolato. Nel 2024 l’offerta italiana comprendeva 32.943 esercizi alberghieri, 232.376 strutture extra-alberghiere e quasi 317 mila alloggi privati gestiti in forma non imprenditoriale. È una ricchezza straordinaria, ma anche una frammentazione che rende più difficile adottare standard, strumenti e processi comuni.

SmartTourism Digital ESG Check: dalla misurazione alla roadmap

Il merito principale dello SmartTourism Digital ESG Check è introdurre un principio molto semplice: prima di decidere dove investire, un’impresa deve capire da dove parte. La maturità digitale, infatti, non coincide con il possesso di un sito web, di un gestionale o di alcuni profili social. Riguarda la capacità di usare dati, tecnologie e processi per migliorare concretamente l’organizzazione, il rapporto con gli ospiti e la qualità dell’offerta.

Lo stesso vale per la sostenibilità. Non dovrebbe essere considerata un insieme di dichiarazioni da inserire nella comunicazione aziendale, ma un criterio con cui prendere decisioni: come vengono gestite le risorse, quanto sono accessibili i servizi, in che modo viene coinvolta la comunità locale, quali dati vengono raccolti e con quale trasparenza.

Un assessment può quindi offrire una fotografia utile. Il passaggio decisivo, però, è ciò che accade dopo: trasformare i risultati in una roadmap realistica, commisurata alle dimensioni, alle competenze e alle necessità della singola impresa.

Turismo digitale e ospitalità: il nodo dell’esperienza in soggiorno

Nel 2025 il mercato italiano dell’ospitalità ha raggiunto un valore di 38,7 miliardi di euro e l’eCommerce ha rappresentato il 57% del comparto ricettivo. Il dato conferma quanto la fase di ricerca, confronto e acquisto del viaggio sia ormai profondamente digitalizzata.

La situazione cambia quando l’ospite arriva a destinazione.

Durante il soggiorno, informazioni, servizi ed esperienze sono ancora spesso distribuiti tra email, brochure, messaggi, siti diversi e comunicazioni verbali. L’host continua a rispondere alle stesse domande; il visitatore fatica a trovare ciò che gli serve; molte attività locali rimangono poco visibili; dati e feedback vengono raccolti in modo discontinuo o non vengono utilizzati per migliorare l’offerta.

Le domande per ridurre la frammentazione

È qui che la maturità digitale diventa concreta. Non nella quantità di software acquistati, ma nella capacità di rispondere ad alcune domande molto pratiche:

  • l’ospite riesce a trovare facilmente informazioni e servizi?
  • le richieste ripetitive assorbono ancora una parte significativa del lavoro?
  • le esperienze del territorio sono visibili nel momento in cui il visitatore potrebbe sceglierle?
  • la struttura raccoglie dati utili e li usa per prendere decisioni?
  • gli strumenti adottati comunicano tra loro o creano nuova frammentazione?
  • Il territorio è raccontato al meglio? I servizi, le esperienze e i luoghi rilevanti sono facili da trovare e da interpretare per il visitatore, oppure restano dispersi tra canali diversi e poco coordinati?

Per molte PMI turistiche, il rischio è adottare più tecnologia senza ridurre la complessità. La trasformazione digitale dovrebbe fare l’opposto: eliminare attriti, liberare tempo e rendere più semplice il rapporto tra ospite, struttura e territorio.

SmartTourism Digital ESG Check tra digitale e sostenibilità

Un altro aspetto significativo dello SmartTourism Digital ESG Check è l’integrazione tra maturità digitale e sostenibilità. Nel turismo, infatti, le due dimensioni sono sempre più collegate.

Una migliore organizzazione digitale delle informazioni può ridurre materiali cartacei e aggiornamenti duplicati. La conoscenza dei comportamenti dei visitatori può aiutare a distribuire meglio i flussi, promuovere esperienze meno congestionate e adattare i servizi ai diversi pubblici. Rendere visibili operatori, produttori e attività locali può aumentare la quota di valore che resta sul territorio. Una gestione trasparente dei dati rafforza invece la governance e la fiducia.

Non basta, naturalmente, installare una tecnologia per diventare sostenibili. Il digitale è un abilitatore: il risultato dipende da come viene utilizzato, dagli obiettivi scelti e dalla capacità di misurarne gli effetti.

Per questo, dopo l’autovalutazione, sarebbe utile che ogni impresa individuasse poche priorità concrete e misurabili, invece di costruire programmi troppo ambiziosi e difficili da mantenere. Ridurre le richieste ripetitive, rendere più accessibili informazioni e servizi, valorizzare meglio il territorio, raccogliere feedback strutturati o migliorare la collaborazione con gli operatori della destinazione sono obiettivi che possono produrre benefici tangibili già nel breve periodo.

La trasformazione digitale, infatti, non deve spaventare: non richiede necessariamente progetti complessi o investimenti fuori scala. Spesso il vero cambiamento nasce dalla scelta di strumenti semplici e di partner tecnologici che conoscono davvero il settore turistico e parlano la stessa lingua degli operatori dell’ospitalità. In questo modo, innovare diventa un percorso graduale, sostenibile e orientato ai risultati, anziché un progetto straordinario da affrontare una volta sola.

La maturità digitale delle PMI turistiche e il territorio

C’è infine una dimensione che considero decisiva: nel turismo la trasformazione digitale non può fermarsi ai confini della singola impresa. L’esperienza del visitatore è il risultato dell’interazione tra strutture ricettive, ristorazione, mobilità, attività culturali, commercio, guide, produttori locali, enti e servizi pubblici. Anche una struttura molto digitalizzata opera comunque all’interno di una destinazione che può restare frammentata. La vera unità di trasformazione, quindi, non è soltanto l’hotel, il B&B o l’agriturismo. È l’ecosistema territoriale.

Dal nostro osservatorio in StayAdvisor vediamo proprio questo bisogno: offrire alle PMI dell’ospitalità, agli operatori e ai territori strumenti semplici, modulari e immediatamente operativi, capaci non solo di migliorare l’esperienza del visitatore, ma anche di rendere più visibili servizi e attività locali e favorire nuove connessioni tra imprese e istituzioni.

Dallo SmartTourism Digital ESG Check alle decisioni operative

Lo SmartTourism Digital ESG Check offre al settore uno strumento utile per acquisire consapevolezza. Ora la sfida è evitare che il risultato resti un punteggio o un documento consultato una sola volta. Occorre trasformarlo in decisioni operative: scegliere pochi obiettivi, adottare strumenti proporzionati, formare le persone, misurare i risultati e correggere progressivamente il percorso.

La maturità digitale di un’impresa turistica non si misura dal numero di piattaforme che utilizza. Si misura dalla capacità di offrire informazioni più accessibili, servizi più semplici, processi più efficienti e una relazione più forte con il territorio.

Il vero valore nasce quando quella diagnosi diventa esperienza concreta, per chi lavora nel turismo e per chi sceglie di viverlo.

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