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Welfare, ascolto e genitorialità: perché auxiell piace alla Gen Z



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Supporto psicologico gratuito, credito welfare per i neo-genitori e partecipazione attiva alla vita aziendale: le misure introdotte da auxiell mostrano come sta cambiando il patto tra imprese e giovani lavoratori

Pubblicato il 16 lug 2026



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Supporto psicologico, sostegno economico ai neo-genitori, credito welfare, iniziative di wellbeing e coinvolgimento diretto delle persone nella crescita dell’organizzazione. La proposta di auxiell, società di consulenza con sede a Padova, fotografa una trasformazione ormai evidente nelle politiche HR: per attrarre e trattenere i più giovani non basta più lavorare su retribuzione, carriera e formazione. Serve un sistema di risposte concrete ai bisogni che attraversano la vita quotidiana delle persone.

L’azienda è entrata nella classifica Best Workplaces for Gen Z 2026 di Great Place to Work Italia, che premia le 20 organizzazioni più apprezzate dai lavoratori nati tra il 1998 e il 2012. Nel ranking auxiell Group figura al decimo posto, nella categoria Professional Services, con 100 dipendenti indicati nella scheda della classifica.

Il riconoscimento arriva in un anno in cui la società ha aumentato di oltre l’80% gli investimenti legati al welfare rispetto al 2024. Dal 2023, dichiara l’azienda, le risorse destinate al credito welfare e alle principali iniziative di cura delle persone hanno superato complessivamente i 300mila euro, con un utilizzo che coinvolge più del 90% della popolazione aziendale.

Welfare aziendale Gen Z, dal benefit al bisogno reale

La classifica Great Place to Work non si basa su candidature descrittive o su iniziative raccontate dalle aziende, ma sulle risposte dei lavoratori. Per l’edizione 2026, Great Place to Work Italia indica 92.798 persone coinvolte in 158 aziende, 7.741 appartenenti alla Generazione Z e 5.048 giovani che hanno compilato il questionario Trust Index tra marzo 2025 e aprile 2026. I criteri includono la media Trust Index della popolazione Gen Z, la rappresentatività di questa generazione tra i rispondenti e la differenza tra la percezione dei giovani e quella del resto della popolazione aziendale.

Dentro questo perimetro, il caso auxiell mostra come il welfare stia diventando un elemento di employee experience, più che un pacchetto accessorio. Tra le misure più rilevanti c’è il programma di supporto psicologico sviluppato con Unobravo per le aziende, servizio B2B che combina sedute individuali con psicologi o psicoterapeuti della rete, incontri formativi e progetti dedicati a specifiche popolazioni aziendali.

Auxiell copre interamente dieci sedute per ciascun dipendente e consente poi di proseguire il percorso a condizioni agevolate, anche attraverso il credito welfare. Il dato interno più significativo riguarda l’accesso al servizio: l’80% delle persone che lo hanno utilizzato non aveva mai fatto terapia in passato, mentre due su tre hanno scelto di continuare dopo il periodo di gratuità.

«Le persone più giovani non valutano un posto di lavoro soltanto sulla base della retribuzione o delle possibilità di carriera», spiega Riccardo Pavanato, Partner & CEO di auxiell. «Cercano ascolto, coerenza e risposte concrete alle esigenze che incontrano nelle diverse fasi della vita. Il nostro obiettivo è costruire un ambiente nel quale sia possibile crescere professionalmente senza dover mettere in secondo piano il benessere personale».

Supporto ai neo-genitori e conciliazione vita-lavoro

Dal 2025 l’azienda ha introdotto anche una parental policy che riconosce a ogni neo-genitore 1.500 euro all’anno di credito welfare per ciascuno dei primi tre anni di vita del figlio. Il sostegno può quindi arrivare a 4.500 euro per ogni nuova nascita e si aggiunge agli altri strumenti pensati per favorire l’equilibrio tra responsabilità familiari e lavoro.

La misura intercetta uno dei passaggi più delicati per la continuità professionale: la nascita di un figlio e la riorganizzazione dei tempi familiari. Per un’impresa di consulenza, dove trasferte, progetti e relazione con i clienti possono incidere sull’agenda individuale, la conciliazione diventa anche un tema organizzativo. Non riguarda solo il valore economico del contributo, ma la capacità dell’azienda di riconoscere che alcune fasi della vita richiedono strumenti specifici.

A queste iniziative si affiancano il credito welfare individuale, contributi ulteriori per chi affronta trasferte frequenti, incontri di wellbeing rivolti a tutta la popolazione aziendale e un programma di referral che consente ai dipendenti di partecipare alla ricerca di nuovi colleghi, con un riconoscimento economico da parte dell’impresa.

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