L'approfondimento

NSO, un nuovo tassello al progetto per gli Acquisti Pubblici in Rete

L’NSO – Nodo Smistamento Ordini si incastona nell’ambito del sistema Apir – Acquisti pubblici in rete. Fulcro del progetto l’integrazione dei sistemi, per creare una sinergia tra gli strumenti di procurement e quelli fiscali e anagrafici, al fine di ottenere tutti i vantaggi della dematerializzazione

10 Set 2019
Luigi Foglia

avvocato, consulente senior di Studio Legale Lisi e Segretario Generale di ANORC

procurement, procurement pubblico, appalti pubblici, consip convenzioni

Un nuovo tassello si aggiunge al complesso mosaico di ApIR, il progetto per gli Acquisiti Pubblici in Rete, avviato con la Legge di Bilancio 2018. Il Nodo smistamento ordini – NSO, obbligatorio dal primo ottobre per la trasmissione degli ordini degli enti della Sanità pubblica e loro fornitori, rientra infatti in questo più ampio quadro di strumenti per il procurement.

Il contesto normativo

Il comma 411 prevedeva infatti che “al fine di incentivare l’efficienza e la trasparenza del sistema di approvvigionamento della pubblica amministrazione, l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione dei documenti attestanti l’ordinazione e l’esecuzione degli acquisti di beni e servizi devono essere effettuate in forma elettronica.” A tal fine, con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Agenzia per l’Italia digitale (AGID), d’intesa con la Conferenza unificata, sono adottati appositi regolamenti volti a disciplinare le modalità tecniche e le date di entrata in vigore delle modalità obbligatorie di invio in forma elettronica della predetta documentazione”.[1]

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Punto di avvio di questo importante progetto di monitoraggio si rintraccia al successivo comma 412 con la previsione, per gli enti del Servizio sanitario nazionale, della trasmissione dei documenti attestanti l’ordinazione (gli ordini di acquisto e gli altri documenti utilizzati nella di disposizione dell’obbligazione) e l’esecuzione (i documenti di trasporto, gli stati di avanzamento lavori e gli altri documenti utilizzati nella fase di svolgimento dell’obbligazione) degli acquisti di beni e servizi attraverso il Sistema di gestione messo a disposizione dal MEF – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e da questo gestito (anche avvalendosi delle proprie strutture societarie).

In ottemperanza a tale previsione, il MEF – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ha dunque realizzato il Nodo di Smistamento degli Ordini – NSO grazie al quale gestirà la trasmissione in via telematica dei documenti informatici attestanti l’ordinazione e l’esecuzione degli acquisti dei beni e servizi tra gli enti del Servizio sanitario nazionale, nonché i soggetti che effettuano acquisti per conto dei predetti enti e i loro fornitori di beni e servizi.

NSO, come funziona

Il sistema alla base del nodo NSO (già operativo per la sperimentazione e il cui utilizzo diverrà obbligatorio per gli ordini effettuati dagli Enti del Servizio Sanitario Nazionale dal prossimo 1° ottobre 2019) è compatibile con le indicazioni di un più ampio progetto della Commissione europea denominato PEPPOL (Pan-European Public Procurement OnLine) che ha lo scopo di individuare un insieme di elementi infrastrutturali e di specifiche tecniche che abilitino e facilitino le procedure di e-procurement dei singoli stati membri.

In Italia AgID, con una propria Circolare, la n.3 del 6 dicembre 2016, ha definito le “Regole tecniche aggiuntive per garantire il colloquio e la condivisione dei dati tra i sistemi telematici di acquisto e di negoziazione”, individuando proprio PEPPOL come architettura di riferimento per garantire l’interoperabilità nell’e-procurement pubblico italiano. Il progetto PEPPOL è composto da differenti componenti che individuano specifiche tecniche sia per le l’infrastruttura di rete (PEPPOL eDelivery Network) che per l’interoperabilità dei documenti di Business (PEPPOL Business Interoperability Specifications – BIS), sia per gli accordi che regolano l’utilizzo della rete (PEPPOL Transport Infrastructure Agreements – TIA).

L’integrazione dei sistemi

Il Nodo, oltre ad esser stato pensato e realizzato in un’ottica di e-procurement europeo, rientra anche in un più ampio sistema integrato, formato da più componenti indipendenti, realizzate e gestite da soggetti istituzionali distinti, fra loro interoperabili grazie all’utilizzo di interfacce e formati comuni, denominato Acquisti Pubblici in Rete (APiR): in questo modo la PA italiana punta alla completa dematerializzazione dell’intero processo di e-procurement . Il sistema Acquisti Pubblici in Rete sarà formato da più componenti indipendenti, realizzati e gestiti da soggetti istituzionali distinti, fra loro interoperabili grazie all’utilizzo di interfacce e formati comuni. L’architettura logica del sistema è costituita dai seguenti elementi:

  • un insieme definito di documenti con contenuti e formati standardizzati (ordine elettronico, fattura elettronica, mandato di pagamento, ecc.);
  • un sistema orchestratore, costituito dalla Piattaforma dei Crediti Commerciali (PCC), che acquisisce le informazioni contenute nelle transazioni, ne gestisce la coerenza e le utilizza per alimentare la Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP);
  • tre nodi di smistamento (NSO, SDI e SIOPE+), che hanno la funzione di gestire e tracciare gli scambi dei documenti in formato elettronico tra gli attori del processo (fornitori, amministrazioni pubbliche e istituti cassieri e tesorieri), anche per il tramite di intermediari (centrali di acquisto, consorzi di imprese, ecc.);
  • alcune banche dati come la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) e il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE)
  • altri sistemi (SIMOG, NoTIER, SICOGE Enti).

Alcuni dei sistemi menzionati (PCC, BDAP, SDI, BDNCP) sono già pienamente fruibili, altri sono al momento disponibili solo per determinati settori della pubblica amministrazione (SIOPE+) oppure in esercizio sperimentale (NSO).

Gli obiettivi del progetto

Si tratta di un progetto di grandissima rilevanza in grado di mettere a fattor comune tutta una serie di progetti ed esperienze concrete, così da garantire un completo ed efficace (oltre che trasparente) controllo e monitoraggio degli approvvigionamenti pubblici. Un progetto che permette di percepire l’altissimo valore che un serio, integrato e diffuso progetto di dematerializzazione può apportare a qualsiasi processo. Un progetto che speriamo aiuti anche i privati a percepire tutte le potenzialità del documento informatico e della digitalizzazione dei processi di business: solo in questo modo, evitando di fermarsi allo stretto necessario (fatturazione elettronica e corrispettivi telematici), si potranno ottenere reali vantaggi sia in termini di risparmio di tempo e denaro che in termini di aumento della propria competitività come impresa. Occorre, ormai, pensare sempre più a cicli di vita documentali integrati in grado di automatizzare tutta una serie di processi, spesso ripetitivi, rafforzandone trasparenza e sicurezza, velocizzandone la realizzazione.

La Pubblica amministrazione è sulla buona strada. I privati hanno già dovuto implementare, in quanto obbligatorio, alcuni processi. Non resta che iniziare, anche a livello macro-associativo, a immaginare clienti e fornitori sempre più integrati, ognuno con i propri sistemi, ma con un linguaggio comune sempre più standardizzato e basato su processi informatici integrati.

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  1. […] A tal fine, si rinviava ad appositi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentita l’Agenzia per l’Italia digitale (AGID), d’intesa con la Conferenza unificata, l’adozione di regolamenti volti a disciplinare le modalità tecniche e le date di entrata in vigore delle modalità obbligatorie di invio in forma elettronica della predetta documentazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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