sanità digitale

Fascicolo sanitario elettronico, il grande flop che il Governo vuole risolvere



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Il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) promette di trasformare la sanità italiana entro il 2026 in base ai nuovi annunci del Governo, integrando funzionalità avanzate come pagamenti, prenotazioni e consultazioni. Tuttavia, l’implementazione disomogenea tra le regioni e la mancanza di interoperabilità rappresentano sfide significative. La tecnologia, inclusi big data e intelligenza artificiale, potrebbe rivoluzionare la medicina…

Pubblicato il 14 giu 2024

Domenico Marino

Università Degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria



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Il Fascicolo Sanitario Elettronico si avvicina a un momento di rivalsa, come annunciato questa settimana dal Governo, con nuovi servizi entro il 2024-2026.

Ed era ora. Ma attenzione a non esagerare con l’entusiasmo: bisognerà vedere come sarà possibile risolvere i tanti problemi che rendono questo strumento in molti casi inutili, con poche fortunate (regionali eccezioni).

Ricordiamo che il Fse è un capitolo di cruciale importanza nell’evoluzione della sanità digitale in Italia. È uno strumento che promette, almeno sulla carta, di rivoluzionare il modo in cui i pazienti interagiscono con il sistema sanitario e i medici gestiscono le informazioni mediche.

Ma va oltre la semplice digitalizzazione dei dati: grazie all’integrazione con le tecnologie più avanzate, come l’intelligenza artificiale e l’analisi dei big data, potrebbe rappresentare un vero e proprio salto di qualità per l’efficienza del nostro sistema sanitario. Tuttavia, lo stato di attuazione del progetto sul territorio nazionale è in fase di stasi: molte sfide ancora devono essere affrontate per garantire una piena operatività.

Fascicolo Sanitario Elettronico: le funzionalità in arrivo

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) rappresenta quindi una trasformazione significativa nella gestione della sanità in Italia. Con un’implementazione prevista per essere completata entro giugno 2026, questo sistema digitale è destinato a rivoluzionare l’accesso ai servizi sanitari per i cittadini.

Entro la fine del 2024, secondo gli annunci del dipartimento innovazione, il FSE comincerà a integrare, su tutto il Paese, funzionalità avanzate come il pagamento dei ticket sanitari, la prenotazione di visite ed esami, la scelta o revoca del medico, e la consultazione dei referti; funzioni già disponibili per pochi fortunati cittadini di alcune Regioni.

  • Pagamento dei ticket sanitari: sarà possibile pagare i ticket sanitari direttamente online tramite il FSE. Gli utenti potranno accedere a questa funzione dal menu principale del loro FSE, selezionando la voce “Pagamento on line”. Questo servizio permette di visualizzare il riepilogo dei pagamenti già effettuati e di effettuare nuovi pagamenti in modo rapido e sicuro​​.
  • Prenotazione di visite ed esami: Attraverso il FSE, gli utenti potranno prenotare online visite e esami specialistici. Il sistema consentirà di modificare o disdire gli appuntamenti e di stampare la documentazione relativa agli appuntamenti prenotati.
  • Scelta o revoca del medico: Gli utenti potrà cambiare o revocare il proprio medico di famiglia direttamente dal FSE.
  • Consultazione dei referti: Il FSE consentirà davvero e per tutti, entro il 2026, di consultare online i referti medici e le immagini diagnostiche.

Queste nuove funzionalità sono parte di un piano più ampio che mira a rendere il FSE uno strumento quotidiano per i cittadini, facilitando un accesso più semplice e diretto alle cure mediche.

L’obiettivo è anche quello di rendere il sistema interoperabile a livello internazionale, permettendo così l’uso del fascicolo sanitario anche fuori dai confini nazionali.

La sicurezza del Fascicolo Sanitario Elettronico e il ruolo dei medici di base

Tutti questi sviluppi dovrebbero essere sostenuti da rigorosi protocolli di sicurezza che garantiscano la privacy dei dati degli utenti.

Il coinvolgimento dei medici di base è essenziale in questa fase di transizione. Sono previste attività di formazioni specifiche per oltre 50.000 medici di base, che aiuteranno a utilizzare efficacemente il FSE, riducendo la burocrazia e migliorando la qualità del tempo speso con i pazienti.

Questa “sburocratizzazione” è vitale per alleggerire il carico di lavoro amministrativo e aumentare l’efficienza nel trattamento dei pazienti. L’efficacia del FSE non si limita solo a migliorare l’accesso ai servizi sanitari; mira anche a creare un sistema sanitario più efficiente e meno costoso.

Lo stato di attuazione del FSE in Italia

Appare opportuno, però a questo punto fare alcune considerazioni sullo stato di attuazione del Fascicolo Sanitario Elettronico in Italia, in particolare andando a confrontare cosa è stato fatto negli ultimi 6-9 mesi non solo nelle regioni pilota e in relazione agli ambiti di intervento dei progetti pilota a cui i riferiscono i dati precedentemente esposti, ma nel progetto nazionale complessivo riguardante la realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Per fare questo possiamo utilizzare i dati sullo stato di attuazione e sull’utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico.

Se guardiamo i dati sullo stato di attuazione la situazione sembrerebbe addirittura idilliaca: tutte le regioni superano il 90% di attuazione e la maggioranza dichiara un’attuazione del 100%., ma in realtà l’attuazione del fascicolo sanitario elettronico, guardato su base nazionale, è in una fase di stasi.

I dati positivi presentati si riferivano a singoli aspetti di progetti regionali che però non cambiavano il quadro di sostanziale immobilismo a livello nazionale.

A oggi, lo stato di attuazione del fascicolo sanitario in Italia è gestito dalle regioni in maniera disomogenea, cosa che potrebbe anche comportare una non intercomunicabilità dei dati.

FSE, ancora un miraggio per troppi cittadini

A un controllo su due collaboratori di Agendadigitale.eu – Regione Lazio e Regione Lombardia, in teoria quindi non tra le peggiori, anzi – è stato facile notare la quasi totale assenza di esami e referti dei pazienti relativi a strutture pubbliche – che in teoria sarebbero obbligate ad alimentare il fascicolo. Il motivo è noto: i medici non riescono a caricare, per mancanza di tempo, incentivi; e a volte ci si mette contro anche un’incompatibilità dei software usati.

In Italia, quindi, il fascicolo sanitario elettronico oggi è un miraggio per un numero consistente di cittadini. Anche le regioni che hanno avviato progetti in questo campo non hanno sempre tenuto in debito conto la necessità dell’interoperabilità nello scambio dei dati.

Senza fascicolo sanitario elettronico non solo diventano impossibili le applicazioni avanzate della sanità 4.0, ma perdono di efficacia anche le normali procedure sanitarie. Le grandi difficoltà che molte regioni hanno avuto nell’implementazione di una strategia vaccinale efficace sono causate da questa mancata digitalizzazione.

Se avessimo avuto un sistema di gestione nazionale del fascicolo sanitario elettronico, avremmo potuto procedere alla vaccinazione chiamando nominativamente e in base alle priorità i singoli cittadini, sapendo in anticipo quali erano i più fragili, andando a vaccinare a domicilio quelli che non erano in grado di spostarsi. Avremmo quindi velocizzato la procedura ed evitato il costo del ricorso a piattaforme di prenotazione esterne al sistema sanitario.

La necessità di porre fine alla frammentazione delle politiche sanitarie

I divari nell’introduzione nel Fascicolo Sanitario Elettronico, come anche il divario tecnologico nella sanità digitale italiana, possono essere ricondotti alla frammentazione regionale delle politiche sanitarie. Una sanità regionale gestita e governata da 19 regioni e due province autonome ha prodotto il frutto malato di una scarsa capacità innovativa, una gestione più attenta ai bilanci che ai reali bisogni dei cittadini con il contorno di fenomeni corruttivi e di illegalità diffuse che in maniera generalizzata hanno colpito tutti i sistemi sanitari regionali. Una recente ricerca (Marino D., Priolo M., “La Governance della Sanità in Italia dopo la Riforma del Titolo V, conflitti costituzionali e divari regionali, pubblicata su “Economia Politica”) ha messo in evidenza tutte le criticità di una sanità regionalizzata.

Una governance regionalizzata di questo tipo non può che ampliare i divari regionali della sanità e il sostanziale flop, almeno fino a oggi, dell’attuazione del fascicolo sanitario elettronico non è che uno dei fallimenti più evidenti. Non resta che sperare che l’impulso dato da quest’ultimo decreto possa finalmente dare una scossa al sistema per poter avviare il processo di trasformazione digitale della sanità italiana.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico e l’efficienza sanitaria

L’omogeneità e l’interoperabilità dei dati contenuti nel FSE sono fondamentali per garantire risposte tempestive ai bisogni di salute su tutto il territorio nazionale. La strategia governativa prevede anche una campagna informativa e incontri regionali per promuovere l’adozione e l’utilizzo del FSE.

Il FSE può essere visto come il motore di una rivoluzione digitale nella sanità italiana, con il potenziale di migliorare significativamente la vita quotidiana dei cittadini e la gestione della salute a livello nazionale. La collaborazione tra medici, strutture sanitarie, farmacisti, e l’attiva partecipazione dei cittadini sono essenziali per realizzare pienamente le promesse di questo ambizioso progetto.

La creazione del fascicolo elettronico sanitario che si arricchisce continuamente anche con il monitoraggio di valori rilevati in remoto è uno strumento insostituibile per un sistema sanitario moderno perché contribuisce, a rendere diagnosticabili in una fase molto iniziale molte patologie, a individuare situazioni di rischi, a gestire a distanza l’assistenza e la cura.

La tecnologia costituisce il mezzo fondamentale per fronteggiare le esigenze di un servizio continuo di assistenza da remoto, da costruire intorno al paziente, sulla base della patologia esistente. Il monitoraggio continuo consentirà l’individuazione tempestiva di criticità, permettendo l’adozione di interventi e misure correttive prima che appaiano complicazioni più gravi, con ricadute positive sia per il paziente, sia per il sistema sanitario in termini di riduzione di costi.

Con big data e IA, la medicina diventa predittiva e preventiva

La possibilità di utilizzare i big data e l’intelligenza artificiale stravolge l’assunto epistemologico principale della pratica clinica contemporanea, ossia la Evidence-Based Medicine (EMB), ossia “il processo della ricerca, della valutazione e dell’uso sistematico dei risultati della ricerca contemporanea come base per le decisioni cliniche”. Con l’utilizzo dei big data e dell’intelligenza artificiale nasce, invece, la medicina basata su ciò che non è evidente per il singolo medico umano, ma può diventare evidente con l’utilizzo dei big data e delle tecniche di deep learning in quanto in grado di considerare e processare molte più informazioni di quanto sia possibile ad un essere umano.

Oggi con l’utilizzo dei big data in Sanità e delle tecniche di deep learning siamo in grado di fare una effettiva medicina predittiva e preventiva molto tempo prima della comparsa dei sintomi e per le patologie croniche e ingravescenti questo costituisce un notevole vantaggio.

L’accesso istantaneo all’intero set di dati consente di prevedere l’evoluzione del quadro clinico attraverso algoritmi decisionali di supporto che rendano maggiormente efficiente l’intero processo.

Il tutto può essere realizzato enfatizzando la natura costruttivistica del processo, finalizzata a portare un notevole vantaggio a tutti gli stakeholder interessati nel percorso di cura e assistenza dell’individuo. Il monitoraggio dello stato di salute, la prevenzione di situazioni critiche e il supporto ad attività quotidiane rappresentano, quindi, un ambito applicativo emergente a livello sanitario, con particolare riferimento alle persone fragili, anziane e con patologie croniche.

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