Quando l’intelligenza artificiale entra in corsia, la domanda più semplice è anche la meno utile: “chi decide, il medico o la macchina?”. Nella pratica clinica la risposta sarà quasi sempre: entrambi. Ed è proprio qui che nasce il problema più interessante, e meno discusso, dell’uso dei large language model in medicina. Non tanto la possibilità che l’algoritmo sbagli — eventualità ormai nota — quanto il rischio che la responsabilità della decisione diventi progressivamente indistinta.
Supervisione umana dell’AI
Più veloce, ma chi verifica? Il conto dell’AI in sanità
Nei reparti sanitari la presenza di un medico non garantisce un controllo reale sull’AI. Tra risposte persuasive, carichi di lavoro e verifiche onerose, la supervisione rischia di ridursi a una firma. Servono competenze, tempo, autonomia e responsabilità organizzative chiaramente definite
Università Degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

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