Il 78% delle aziende italiane del MedTech l’ha già integrata nei propri prodotti o servizi, e il 61% opera in fasi avanzate di sviluppo e validazione. Sono numeri che, presi da soli, raccontano un Paese in buona salute sul fronte dell’innovazione. Eppure, la fotografia restituita dal primo studio sistematico nazionale — il report AI Adoption Gap in Healthcare, pubblicato il 15 aprile 2026 dall’Osservatorio Tech4GlobalHealth, nato dalla partnership scientifica tra l’Università Campus Bio-Medico di Roma e il Gruppo Intesa Sanpaolo — mette in luce un paradosso che non possiamo ignorare: questa innovazione fatica a diventare cura, e la carenza di adozione frenerà l’innovazione.
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Sanità digitale, perché l’AI italiana fatica a entrare nella cura
Il report AI Adoption Gap in Healthcare fotografa un sistema italiano capace di sviluppare intelligenza artificiale avanzata, ma ancora in difficoltà nell’integrarla nei percorsi clinici. Regole, risorse, dati, procurement e governance emergono come nodi decisivi per trasformare l’innovazione in cura
Direttore dell’Osservatorio Intesa Sanpaolo Tech4GlobalHealth Laboratorio IHT — Università Campus Bio-Medico di Roma

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