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L’AI non sostituisce la scuola, la obbliga a cambiare rotta: ecco la direzione



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L’intelligenza artificiale è ormai pervasiva e mette in crisi i sistemi scolastici tradizionali. Non basta introdurre il digitale: occorre ripensare curricoli, spazi, metodi e ruolo dei docenti per sviluppare le potenzialità di ogni studente

Pubblicato il 3 giu 2026

Vittorio Midoro

già dirigente di ricerca CNR presso l'Istituto Tecnologie Didattiche



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L’intelligenza artificiale (IA) è una di quelle tecnologie che determinano la direzione dell’evoluzione dell’umanità. Una tecnologia che cambia il modo di vivere degli esseri umani, così come, nel passato, era avvenuto con il controllo del fuoco, con l’agricoltura e l’allevamento, con la scrittura, con la stampa, il motore a vapore, l’elettricità e, recentemente, con le tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione.

L’intelligenza artificiale come tecnologia che cambia la storia

Siamo, dunque, immersi in una società in cui l’IA è diventata pervasiva. È all’opera quando facciamo un acquisto online, quando superiamo il limite di velocità in autostrada, quando consultiamo la posta elettronica, quando interagiamo in un social network, quando usiamo il navigatore e l’elenco potrebbe allungarsi all’infinito.

Senza vederla, l’IA è sempre più presente nella nostra vita. Per molti è diventata un interlocutore cognitivo, uno psicologo, un medico, un interprete, un consulente personale onnisciente.

L’IA è anche una meta-tecnologia che supporta lo sviluppo di altre tecnologie come la farmaceutica, la guida automatica, la robotica, le biotecnologie. Nessun ramo della scienza può più farne a meno.


L’enciclica “Magnifica Humanitas” e il cambiamento d’epoca

La recente pubblicazione della Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, con cui la chiesa cattolica prende atto dell’impatto dell’IA sull’epoca che stiamo vivendo, indica l’urgenza di comprendere qual è l’impatto della diffusione dell’IA sulle istituzioni della comunità umana e, per quello che mi riguarda, sui sistemi educativi.

Stiamo vivendo una rapida fase di transizione, un “cambiamento d’epoca”, in cui – mentre alcuni si contendono il futuro delle nuove tecnologie e altri sono impegnati nella riflessione su di esse – la maggior parte delle persone rimane in attesa, osserva da lontano e spera semplicemente che tutto vada per il meglio. Proprio per questo si impongono alla nostra coscienza domande decisive, che non possono più essere eluse: dove stiamo andando? Verso quale meta desideriamo orientarci? Quale direzione scegliere come comunità umana e come popoli? Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas”


Sviluppo sostenibile e pace: la strategia delle Nazioni Unite

Sulla meta e la direzione da scegliere le Nazioni Unite hanno da tempo indicato una strategia per uno sviluppo sostenibile (figura 1), volta a creare condizioni di vita più umane. Strategia oggi più che mai necessaria perché:

Uno sviluppo così concepito è in realtà «il nuovo nome della pace», perché mira a rimuovere le radici di ingiustizia e di conflitto e ad aprire spazi di vita più degna per tutti.

Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas”

Figura 1 — Obiettivi per lo sviluppo sostenibile

Noi, che ci occupiamo di sistemi educativi e abbiamo a cuore lo sviluppo armonioso dei nostri ragazzi, dobbiamo cercare di capire qual è l’impatto sulla scuola della pervasività dell’intelligenza artificiale.


Una scuola strutturata per una società che non esiste più

La nostra scuola è strutturata per rispondere ad esigenze di una società che non c’è più.

Molti sistemi formativi faticano ad aggiornarsi al ritmo dei cambiamenti e a sostenere una crescita integrale degli studenti. Lo sviluppo delle tecnologie informatiche e dell’IA rende rapidamente inadeguati programmi di studio pensati per un’altra epoca, mentre l’organizzazione della scuola, gli spazi, i metodi di valutazione e la stessa figura dell’insegnante chiedono di essere ripensati in vista di un’educazione realmente integrale, aperta a tutte le dimensioni della persona. È necessario sostenere la formazione continua dei docenti lungo tutto l’arco della vita professionale, perché sappiano dialogare in modo positivo con le nuove tecnologie, aiutando gli studenti a farne un uso responsabile, critico e creativo e a non subirne passivamente l’influsso. Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas”


Tre funzioni storiche della scuola e la loro crisi attuale

È possibile modificare questa scuola o dobbiamo concepirne una completamente diversa, una scuola nuova? E in quest’ultimo caso, su quali idee fondarla? Nel recente passato le esigenze a cui la scuola rispondeva erano soprattutto tre:

1) sviluppare abilità di base (leggere, scrivere e far di conto),

2) trasmettere un patrimonio culturale identitario,

3) formare e selezionare una classe dirigente, una comunità di quadri e una di operai.

Oggi le abilità di base sono molto più complesse, includendo la digital literacy e un uso consapevole dell’IA; inoltre, la globalizzazione richiede consapevolezza, strumenti e contenuti diversi, insomma, una cultura più adatta alla comprensione del mondo in cui viviamo; infine, il rapido sviluppo di nuovi lavori, diverse figure professionali e nuove forme di organizzazione del lavoro fanno sì che la formazione e la selezione avvenga in modi e luoghi diversi da quelli della scuola tradizionale.

La scuola attuale ha difficoltà nel favorire la crescita di ragazzi in grado di vivere in questa società, cercando di migliorarla.

Si moltiplicano conoscenze frammentarie, ma diventa più difficile cogliere la realtà nel suo insieme, porre domande di senso, sviluppare un autentico pensiero critico e creativo. Molti educatori avvertono già i segni di una possibile disumanizzazione, in cui le persone “sanno molte cose” ma faticano a dare un orientamento alla propria vita, anche a causa dell’incapacità di connettere le informazioni e le conoscenze, e di non perderne l’orizzonte di senso. Occorre promuovere una vera igiene dell’attenzione: ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato. Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas”


Oltre il digitale: immaginare un sistema educativo diverso

Per superare la crisi di questa scuola bisognerebbe andare oltre l’idea di usare il digitale e l’IA per migliorare vecchie pratiche, lasciando tutto il resto immutato. È necessario immaginare una scuola diversa. Una scuola cioè che aiuti ragazzi e ragazze a sviluppare il loro talento e il loro potenziale per operare con soddisfazione nella società in cui vivono, contribuendo a migliorarla. Allora, non basta l’introduzione del digitale e dell’IA per adeguare i sistemi scolastici alla nuova realtà, ma è richiesto un sistema educativo diverso. Ma da dove partire?

Oltre che prendere spunto da strategie di successo adottate in alcuni Paesi come la Finlandia, se ne possono elaborare di nuove, in analogia con proposte avanzate in altri settori, come l’economia, dove premi Nobel come Daniel Kahneman (Nobel nel 2002) e Amartya Sen (Nobel nel 1998) hanno proposto indicatori del benessere delle nazioni diversi dal PIL, basati su parametri che indicano il grado di soddisfazione delle popolazioni, fondando così una economia della felicità.


Le “capabilities” di Amartya Sen: un modello per la scuola nuova

Per esempio, Amartya Sen, economista e filosofo indiano, docente presso la Harvard University, propone un modello di sviluppo sociale utile per individuare le fondamenta di una scuola nuova. Infatti, al centro della sua teoria c’è l’individuo, caratterizzato, nel suo agire, da un insieme di modi di essere (beings) e da un insieme di azioni che può fare (doings).

L’attuazione di un’azione è subordinata a un certo modo di essere. Sen chiama functionings questa combinazione di essere (being) e fare (doing) che dà luogo all’operare nella vita. Il modo in cui viviamo può essere visto come un insieme di functionings. Se abbiamo la libertà di scegliere l’insieme di functionings che realizza il modello di vita che auspichiamo, e Sen aggiunge che è giusto auspicare, abbiamo le capabilities. La nostra realizzazione, e quindi la nostra felicità, è dunque legata alle capabilities.

Missione della scuola dovrebbe essere aiutare ragazzi e ragazze a riconoscere e sviluppare le proprie capabilities, rispettando differenze individuali e libertà di scelta. Per realizzarla, il punto di partenza è considerare l’individuo reale con i suoi modi di essere (beings) e di agire (doings). Ciò dà significato al termine apprendimento: diventare (essere) qualcuno (un fisico, uno scacchista, un poeta) contrapposto a apprendere qualcosa (la fisica, gli scacchi, la poesia).


Ambienti di apprendimento e comunità: il nuovo ruolo del docente

Per diventare qualcuno nella vita, bisogna operare all’interno di una comunità, che usa un proprio repertorio di conoscenze e strumenti, e condivide un’impresa comune. Nella scuola, dato un ambito di studio, o una problematica, lo studio dovrebbe essere basato su un ambiente di apprendimento che rifletta il repertorio e il modo di operare di quell’ambito. I docenti dovrebbero diventare progettisti e gestori di questi ambienti di apprendimento. Va sottolineato che una componente essenziale di questi è una comunità di apprendimento, caratterizzata dal dialogo e dalla collaborazione tra individui (tra pari e con gli educatori), che nessuna IA può rimpiazzare.

Così, l’IA non sostituisce l’interazione tra gli individui, ma la potenzia, non elimina il ruolo del docente ma lo valorizza in quanto lo rende artefice dello sviluppo e della gestione dell’ambiente di apprendimento. In questa impostazione, oltre che personalizzare l’apprendimento e offrire un feedback continuo sul percorso di crescita, gli strumenti digitali e l’IA danno valore all’interazione tra gli studenti che operano nella comunità di apprendimento con strategie didattiche attive come il debating, la classe capovolta, l’apprendimento collaborativo, la didattica per progetti ecc. Così, tecnologie digitali e IA diventano strumenti di uso comune nella scuola, come ora sono il libro, la penna e i quaderni.


Un curricolo per le capabilities: dalla digital literacy al daimon di Platone

Riguardo ai curricoli, appare necessario individuare gli ambiti di azione (doings) e le identità (beings) da sviluppare, unitamente alle competenze e ai contenuti che li supportano. Il curricolo comprenderà, dunque, ambiti di azione e identità comuni e ambiti specialistici. Un nucleo comune a tutti comprenderà abilità tradizionali (leggere, scrivere e far di conto) e abilità relative al digitale (digital literacy) e all’IA (come per esempio quelle relative alla prompt engineering per generare risposte desiderate, alla valutazione dei risultati, ecc.).

Il curricolo sarà tale da mettere in grado lo studente di individuare l’ambito di azione e l’identità più rispondenti al proprio modo di essere, al proprio daimon, direbbe Platone1, scoprendo e valorizzando le capabilities che svilupperà negli studi e attuerà nella vita.

  1. [1] Prima della nascita, l’anima di ciascuno di noi sceglie una immagine o un disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro.”
    Platone (Repubblica X) ↩︎

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Domenico Di Frenna
Domenico Di Frenna
4 mesi fa

IA, scuola e cooperazione: una proposta concreta per trasformare le linee guida in esperienze reali

Gentile Dott. Midoro,
ho letto con grande interesse il Suo articolo “L’AI non sostituisce la scuola, la obbliga a cambiare rotta”.
Mi ha colpito in particolare la visione secondo cui l’Intelligenza Artificiale non debba essere considerata una scorciatoia tecnologica, ma un’opportunità per ripensare modelli educativi, metodologie e relazioni all’interno della scuola.
È esattamente il tema su cui stiamo lavorando da alcuni anni attraverso SocialStation® e Thinks4®, un ecosistema hardware e software sviluppato da IMDEA che integra Intelligenza Artificiale, cooperative learning e ambienti fisici di apprendimento.
La nostra convinzione è semplice:

Il problema non è introdurre l’AI nelle scuole. Il problema è evitare che l’AI aumenti l’isolamento digitale.

Per questo abbiamo progettato una
soluzione in cui l’AI non viene utilizzata da studenti isolati davanti a uno schermo, ma all’interno di una postazione collaborativa che stimola dialogo, confronto, creatività e costruzione condivisa della conoscenza.
SocialStation® è oggi protetta da brevetto industriale e design europeo e nasce come “luogo fisico della cooperazione digitale”, in cui docenti e studenti possono utilizzare strumenti AI mantenendo centrale la relazione umana.

Questa impostazione è fortemente allineata alle recenti Linee Guida del Ministero dell’Istruzione sull’Intelligenza Artificiale, che richiamano la necessità di un approccio antropocentrico, fondato sulla centralità della persona, sulla trasparenza, sull’inclusione e sulla supervisione umana.
Negli ultimi mesi abbiamo sperimentato il modello in contesti scolastici, culturali e formativi, arrivando recentemente a portare oltre 500 studenti in un percorso che ha unito cinema, AI, storytelling e cooperazione durante il SocialStation Movie Festival.
Le condivido due brevi contenuti che raccontano concretamente il nostro approccio:

🎥 Next Gen AI Napoli
https://www.youtube.com/watch?v=AdGgYgdl1RY

🎥 SocialStation Movie Festival 2026
https://www.youtube.com/watch?v=qHMnYKkPAL8

Inoltre, il progetto è stato recentemente raccontato anche da ANSA:
📰 SocialStation Movie Festival – ANSA
https://www.ansa.it/campania/notizie/2026/05/29/socialstation-movie-festival-il-cinema-motore-della-cooperazione-educativa_dd43de8e-5d5d-46f3-83fd-7a72803d0a19.html

Mi farebbe piacere poterLe presentare il modello e raccogliere il Suo punto di vista, valutando eventualmente possibili sinergie sui temi della didattica cooperativa, dell’alfabetizzazione all’IA e della costruzione di ambienti educativi che mettano davvero al centro la persona.
Resto a disposizione per un confronto quando Le sarà più comodo.

Un cordiale saluto,
Domenico Di Frenna
CEO & Founder – IMDEA S.r.l.
🌐 SocialStation.it
📱 +39 392 5257329
✉️ info@socialstation.it

“La tecnologia migliore non è quella che sostituisce le persone. È quella che le aiuta a costruire qualcosa insieme.” 🚀

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