La rivoluzione digitale sta investendo la società con ondate successive, come uno tsunami, e ogni ondata offre nuove possibilità e richiede nuove competenze. Come l’IA può servire ai docenti per adeguare la propria professionalità alle nuove sfide?
Nella seconda metà degli anni Ottanta, la prima ondata riguardò la diffusione dei personal computer. Diversi insegnanti impararono ad usare le applicazioni disponibili (editor di testi, fogli elettronici ecc.) per rendere più agevole il loro lavoro e, nelle scuole dotate di laboratorio informatico, alcuni cominciarono ad usarlo con i loro studenti.
Intorno alla metà degli anni Novanta, la seconda ondata vide la diffusione di Internet. Diverse scuole si collegarono alla rete e molti insegnanti cominciarono a sfruttare le potenzialità del web per l’accesso a risorse educative e, in alcuni casi, anche per la formazione a distanza. Agli inizi del 2000 iniziò la pubblicazione di diversi quadri di riferimento che indicavano il profilo professionale di un insegnante della società digitale: uno dei primi fu pubblicato nel 2005, il più recente nel 2022.
Indice degli argomenti
Dalle prime innovazioni al digitale diffuso nella scuola
Nel 2007 ci fu la terza ondata, iniziata con la diffusione capillare degli smartphone e dell’accesso a Internet. Cominciò a diffondersi la consapevolezza della necessità, per tutti, di una digital literacy o alfabetizzazione digitale, descritta nel quadro di riferimento della Comunità Europea. Nella scuola cominciò a essere usato l’acronimo BYOD (bring your own device), che presupponeva l’idea dell’aula come laboratorio in cui ogni studente, e ovviamente ogni insegnante, disponesse di un proprio dispositivo digitale con accesso alla rete.
Nel 2019, con il COVID, la quasi totalità degli insegnanti ha imparato a usare il digitale per realizzare una specie di didattica a distanza e ogni studente ha imparato a usare il proprio dispositivo per seguire i corsi.
Intelligenza artificiale a scuola: la quarta ondata e la svolta ChatGPT
La quarta ondata arrivò il 30 novembre 2022, quando venne rilasciata la prima versione di ChatGPT. Iniziò così l’era dell’Intelligenza Artificiale alla portata di tutti, e in particolare di tutti gli insegnanti e di tutti gli studenti. Come deve essere e che cosa deve saper fare un docente che opera in questo contesto? In altri termini, qual è il suo profilo professionale?
I quadri di riferimento per la professione del docente precedentemente proposti sono stati aggiornati per tenere conto delle possibilità offerte dall’IA, come ad esempio il quadro di riferimento dell’UNESCO.
Qui mi limiterò a una riflessione sugli aspetti principali riguardanti la professionalità di un docente ideale che opera nella società digitale, la cui infrastruttura cognitiva è permeata dall’IA, rimandando ai documenti citati per approfondimenti dettagliati. In particolare, mi concentrerò su come l’IA aiuta il docente ideale a costruirsi, e aggiornare, una propria visione su come il digitale e l’IA possono migliorare o rivoluzionare la propria pratica e il proprio modo di essere.
Il docente ideale tra competenze digitali e intelligenza artificiale a scuola
Innanzitutto, il docente ideale è digital literate, nel senso indicato dal quadro di riferimento citato. Quindi, sa come accedere a strumenti di IA (chatbot come ChatGPT, Gemini, DeepSeek, Copilot, Claude ecc.) e come usarli per comprendere l’impatto dell’IA sul suo modo di interagire con gli ambienti in cui opera nella sua pratica, che sono:
• i suoi studenti;
• i colleghi e, più in generale, la comunità scolastica;
• l’ambiente esterno alla scuola, che riguarda non solo le famiglie degli studenti, ma anche risorse per l’apprendimento costituite dai beni culturali, ambientali e paesaggistici a cui la scuola ha accesso.
Di seguito illustro un possibile uso dell’IA come strumento per la sua crescita professionale.
L’IA come metastrumento per la crescita professionale dei docenti
Come metastrumento, l’IA aiuta il docente ideale a costruirsi, e aggiornare, una propria visione di come il digitale e l’IA possono migliorare o rivoluzionare la propria pratica e il proprio modo di essere. Così, il docente ideale usa l’IA come uno degli strumenti di formazione continua, essendo consapevole del crescente bisogno di aggiornamento e di come l’IA può favorirlo.
Infatti, in una società che cambia velocemente, c’è bisogno di un costante aggiornamento e l’IA è una specie di stimolatore del pensiero che aiuta a comprendere problemi e soluzioni nella propria pratica. Ma su quali temi e come usa l’IA per formarsi una propria visione? I temi principali a cui il docente ideale è interessato riguardano aspetti tecnologici, pedagogici, curricolari, organizzativi, etici ed anche come questi sono affrontati dalla politica e quali sono le esigenze di innovazione.
Aspetti tecnologici: strumenti, prompt e uso consapevole dell’IA
Innanzitutto il docente ideale usa le chatbot per riflettere su quali sono gli strumenti di IA più efficaci per il suo lavoro e su come usarli. In particolare, sa porre le domande più appropriate. Una guida su come fare è fornita da una nuova disciplina, chiamata prompt engineering, che suggerisce come porre domande appropriate (prompt) alle chatbot per avere un dialogo funzionale ai fini che si vogliono raggiungere.
In altre parole, questa disciplina riguarda tecniche che mirano a guidare i sistemi IA a produrre risposte accurate, pertinenti e contestualmente appropriate, consentendo di ottenere gli output desiderati. Il docente ideale è capace di formulare prompt appropriati e usa l’IA per riflettere sugli aspetti che riguardano la propria pratica e che investono, in primo luogo, i modi di fare scuola, il curricolo, l’organizzazione della classe e l’etica.
Aspetti pedagogici: metodi didattici e personalizzazione con l’IA
Qui sono indicati alcuni spunti di riflessione sui modi di fare scuola che il docente può approfondire dialogando con le chatbot.
Metodi attivi e didattica digitale
Nuovi metodi di insegnamento
Come usare l’IA per rendere più coinvolgente l’apprendimento con strategie didattiche attive e collaborative (didattica basata su progetti, debating, classe capovolta, apprendimento collaborativo, elearning ecc.)?
Come passare da una scuola basata sugli scritti a una fondata sul digitale?
Percorsi su misura e supporto allo studio
Personalizzazione dell’apprendimento
Come usare l’IA per adattare i percorsi di apprendimento alle esigenze individuali?
Come l’IA può essere usata per analizzare dati sugli studenti per identificare punti di forza e difficoltà, offrendo contenuti su misura?
Come realizzare tutor virtuali e feedback immediato per supportare gli studenti?
Inclusione, accessibilità e valutazione formativa
Accessibilità e inclusione
Come l’IA abbassa le barriere linguistiche e fisiche con strumenti di traduzione, sintesi vocale e interfacce adattive?
Come favorisce l’apprendimento a distanza, ampliando l’accesso all’educazione?
Automazione e supporto ai docenti nella valutazione formativa
Come l’analisi predittiva aiuta a individuare studenti a rischio e ottimizzare le strategie educative?
Come sfruttare l’IA per realizzare una valutazione formativa?
Aspetti curricolari: come l’IA cambia concetti, competenze e discipline
Il docente ideale usa le chatbot per ripensare quali sono i concetti chiave da trattare, comprendendo qual è l’impatto dell’IA sulla propria disciplina. Ecco alcune questioni che potrebbe approfondire in un dialogo con l’IA.
La trasformazione delle discipline e del curricolo
L’IA ridefinisce i concetti chiave
L’IA sta trasformando le discipline ridefinendo concetti e paradigmi tradizionali.
Come questi cambiamenti si ripercuotono sul curricolo?
Cosa aggiungere, cosa eliminare, cosa integrare
L’IA modifica gli argomenti, le tematiche e i problemi della mia materia? E come?
Quali nuovi argomenti posso trattare? Quali posso eliminare?
Quali nuove competenze l’IA consente di sviluppare?
Motivazione e approcci multidisciplinari
Come l’IA permette di arricchire l’apprendimento degli argomenti della mia materia?
Come l’IA può rendere motivanti gli argomenti della mia materia?
Come la mia materia si collega alle altre? Come posso realizzare percorsi multidisciplinari?
Aspetti organizzativi: spazi, tempi e dispositivi per una didattica attiva
Una didattica attiva basata sull’uso del digitale e dell’IA rende inadeguati spazi, tempi e strumenti della didattica tradizionale. Il docente ideale dovrà quindi porsi il problema di come riorganizzarli. Un dialogo con le chatbot può fornire utili spunti di riflessione.
Spazi per collaborazione e accesso all’informazione
Spazi
Una didattica attiva, come l’apprendimento collaborativo, il debating, la classe capovolta, l’apprendimento basato su progetti, l’e-learning ecc., richiede lavori di gruppo e strumenti di accesso all’informazione e condivisione forniti dal digitale. Come riconfigurare gli spazi disponibili per renderli funzionali a questa didattica?
Tempi didattici e lavoro per progetti
Tempi
La scansione oraria delle lezioni non è adeguata a una didattica attiva in cui gruppi di studenti lavorano insieme per realizzare un prodotto o per condurre una ricerca. Come modificare i tempi tenendo conto del mio contesto?
Dispositivi e riduzione del digital divide
Dispositivi
Quali dispositivi supportano meglio la didattica che intendo realizzare, che integra il digitale e l’IA? Come superare il divario digitale tra i miei studenti?
Etica dell’intelligenza artificiale a scuola: responsabilità e cittadinanza digitale
Il docente ideale è cosciente delle problematiche etiche relative all’uso dell’IA, descritte ad esempio nell’EU IA Act e nelle raccomandazioni dell’UNESCO, ed è responsabile dell’educazione degli studenti a un uso consapevole e critico dell’IA. L’IA va usata come uno stimolatore di pensiero nell’elaborazione personale del sapere, senza l’accettazione passiva di tutto quello che propone. Ecco alcune questioni etiche su cui riflettere.
Pensiero critico e verifica delle fonti
Pensiero critico
Come posso aiutare gli studenti a distinguere tra contenuti generati dall’IA e quelli invece forniti da fonti affidabili?
Come far comprendere la necessità di verificare le fonti?
Come rendere coscienti gli studenti che le informazioni che ricevono possono essere false notizie e falsi contenuti (foto, video ecc.) creati con l’IA?
Come far comprendere che l’IA può contenere pregiudizi (di genere, di sesso ecc.) dipendenti dal contenuto dei dati con cui gli algoritmi sono stati addestrati?
Benessere, inclusione e bisogni educativi speciali
Benessere degli studenti
Quali strategie attuo per evitare la dipendenza tecnologica?
Come promuovo relazioni autentiche e spazi di dialogo?
Come riduco le diseguaglianze (digital divide)?
Come uso l’IA per i bisogni educativi speciali, promuovendo l’inclusione?
Trasparenza, privacy e attività in classe
Etica e trasparenza
Come aiuto gli studenti a mettere in atto i principi etici dell’IA (trasparenza, responsabilità, equità, privacy, sorveglianza e protezione dei dati personali)?
Strumenti didattici e pratiche educative
Quali attività pratiche posso adottare con i miei studenti (discussioni in classe, analisi critica dei testi generati dall’IA, laboratori, role playing per comprendere dilemmi etici, analisi di testi IA e creazione di un codice etico di classe)?
Collaborazione con famiglie, colleghi ed esperti
Coinvolgimento esperti e uso di risorse educative esterne. Collaborazione con genitori e colleghi
Come coinvolgere i genitori nel processo educativo digitale?
Come collaborare con i colleghi per condividere strategie e buone pratiche?
Politiche, linee guida e innovazione: il ruolo della scuola nell’era dell’IA
Il docente ideale riflette criticamente sui problemi posti dall’IA ai decisori e valuta come sono stati affrontati nella realtà in cui opera. Un esempio di questi problemi e delle raccomandazioni sulle possibili soluzioni si trova nel documento dell’Unesco AI and Education.
In Italia, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato linee guida per l’introduzione dell’IA a scuola: il docente ideale studia come applicarle nel contesto in cui opera e ne valuta l’efficacia e i limiti. Relativamente alla politica, studia le politiche attuali e le normative sull’IA nell’educazione, valutando obiettivi, benefici e rischi, con particolare attenzione alle implicazioni etiche (privacy, bias algoritmici, equità).
In tal modo si forma un’idea di quale sia il ruolo dei docenti e quello dell’IA, che deve integrare e non sostituire il lavoro dell’insegnante. Comprende anche quali sono le esigenze di innovazione di una scuola che, fondata sulla scrittura, si trova ad affrontare le sfide poste dalla rivoluzione digitale. Valuta qual è lo spazio a sua disposizione per realizzare innovazioni significative nel contesto in cui opera, considerando il potere di trasformazione dell’IA della realtà e della scuola.









