L’adozione dell’intelligenza artificiale da parte degli studenti è già avvenuta, mentre le istituzioni formative continuano a inseguire. L’evidenza sperimentale mostra una doppia asimmetria: l’IA può migliorare la prestazione e peggiorare l’apprendimento quando lo studente le delega il lavoro cognitivo; può ridurre la qualità dell’insegnamento quando è il docente a delegare scelte che gli competono. A decidere gli esiti non è la piattaforma, ma il modo in cui cambia l’ora di lezione.
apprendimento
Scuola e università, l’AI è già arrivata: ora va ripensata la didattica
L’AI è già entrata stabilmente nello studio e nell’insegnamento. Ora scuola e università devono ripensare lezioni, prove e valutazione: il vero discrimine non è lo strumento utilizzato, ma quali attività cognitive vengono delegate e quali invece devono restare umane
Dipartimento di Matematica e Applicazioni "R. Caccioppoli", Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Matematica e Applicazioni “R. Caccioppoli”, Università degli Studi di Napoli Federico II
Dipartimento di Matematica e Applicazioni "R. Caccioppoli", Università degli Studi di Napoli Federico II

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