privacy

YouTube, i minori vera miniera d’oro: così Google lucra sui dati dei più piccoli

I numeri confermano come YouTube sia frequentato da tantissimi minori, i cui dati vengono però trattati illecitamente, in barba alle leggi Ue e Usa. Vediamo quali sono le dimensioni del fenomeno, le tutele normative e perché il sito YouTube Kids potrebbe rivelarsi un rimedio peggiore del male

06 Set 2019
Diego Dimalta

Studio Legale Dimalta e Associati

youtube

YouTube è utilizzato da tantissimi minori, i quali – confermano recenti ricerche – sono diventati il pubblico più profittevole per la piattaforma, che però non solo non adotta misure adeguate per tutelarli dai contenuti inadatti alla loro età, ma ne tratta illecitamente i dati. E per questo motivo Google è stata da poco multata negli Usa per 170 milioni di dollari dall’Authority FCC.

Le dimensioni del fenomeno

Per comprendere quanto sia stretto il rapporto tra Youtube e i minorenni, basta guardare ai numeri forniti dallo studio statunitense, “2017 kid & family trends report”, pubblicato da Brandlove e secondo cui che l’80% dei ragazzi in età compresa dai 6 ai 12 anni utilizza quotidianamente il sito di streaming (di proprietà di Google).

WHITEPAPER
DATI: come PROTEGGERLI e mantenerli CONFORMI alle regole? Scarica la Guida
Sicurezza dei dati
Database

La situazione non è molto diversa nel Regno Unito dove i dati rivelano come, già nel 2016, di media, per ogni 2 ore passate davanti alla televisione ogni bambino abbia speso 3 ore navigando su servizi di streaming online.

Queste le ragioni che, con molta probabilità, hanno portato un big come Disney, da sempre molto presente in televisione con canali dedicati a bambini e ragazzi, a decidere di investire diversi miliardi di dollari sullo streaming creando una propria piattaforma di streaming on line, denominata Disney+, in competizione con YouTube e Netflix.

I motivi del successo di YouTube tra i ragazzi

Ma perché ai ragazzi piacciono così tanto i servizi tipo YouTube e simili? Non esiste un unico motivo capace di spiegare tale fenomeno. Potremmo dire che si tratta di un insieme di fattori.

In primo luogo – stando a quanto emerge dal ricorso recentemente depositato dinnanzi alla Federal Trade Commission da alcune associazioni americane contro YouTube  – ha giocato un ruolo fondamentale la vasta gamma dei contenuti accessibili. E infatti, i ragazzi su YouTube possono guardare di tutto. Dai cartoni animati a show in live action, sino a video di propri coetanei che comprano giocattoli e li aprono per testarne le funzioni.

L’altro vantaggio riguarda il tempo, fattore chiave nella società di oggi. Con YouTube il bambino non deve più attendere l’inizio delle trasmissioni ma può scegliere autonomamente il momento in cui iniziare a guardare il video. Può fermare la visualizzazione, può condividere i video con gli amici e può commentare. Tutte funzioni non concesse utilizzando il mezzo televisivo.

Tali possibilità non possono che risultare potenziate dal fatto che, differentemente da un canale televisivo, Youtube può essere fruito tramite device mobili che permettono al ragazzo di godere dell’esperienza video ludica senza l’intromissione dell’adulto. Il più delle volte infatti, è sufficiente girare leggermente lo schermo per impedire ai genitori di intromettersi nell’esperienza video del minore e questo è un problema sotto una moltitudine di aspetti, non ultimo l’aspetto educativo.

Peraltro, in alcuni casi, sono proprio gli adulti a creare i primi contatti tra il bambino ed il servizio on line, ad esempio, per distrarre il bambino in momenti in cui non sono graditi i capricci. Non possono quindi stupirsi se, una volte cresciuti, i ragazzi creino un legame così forte con il device mobile e con le app in esso contenute.

E’ quindi evidente che YouTube (come anche altre piattaforme simili) sia utilizzata da numerosi bambini. Posto questo dato di fatto, è interessante capire se i dati dei minori sono trattati correttamente o meno, soprattutto se si consideri che, negli Stati Uniti, Youtube è stata multata per 170 milioni di dollari proprio in ragione di un presunto trattamento illecito dei dati dei minori.

Le tutele delle norme (Gdpr e Coppa)

Il Regolamento Generale sulla Data Protection stabilisce (GDPR), per l’Europa, regole chiare in merito al trattamento di dati personali riferiti a minori di età.

L’articolo 8 GDPR prevede infatti che:

Qualora si applichi l’articolo 6, paragrafo 1, lettera a), per quanto riguarda l’offerta diretta di servizi della società dell’informazione ai minori, il trattamento di dati personali del minore è lecito ove il minore abbia almeno 16 anni. Ove il minore abbia un’età inferiore ai 16 anni, tale trattamento è lecito soltanto se e nella misura in cui tale consenso è prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale.

Analizzando nel dettaglio la norma possiamo osservare in primo luogo come la stessa risulti applicabile ai soli casi di trattamento basati sul consenso ([…]Qualora si applichi l’articolo 6, paragrafo 1, lettera a)[…]). Non solo, l’articolo in esame fa espresso riferimento ai servizi della società dell’informazione, dovendosi tra questi annoverare, di sicuro, anche YouTube e simili.

Ebbene, se un simile servizio è diretto ai minori e se il trattamento è basato sul consenso, sarà necessaria l’autorizzazione del genitore.

Posto che, come emerge dalla lettura dell’art. 2 quinquies del D.Lgs 196/2003, è da ritenere minore il ragazzo di età inferiori di anni 14, risulta opportuno soffermarsi sulla forma del consenso genitoriale richiesto dal GDPR.

Al fine di soddisfare l’obbligo di consenso da parte dei genitori, è sufficiente un banner con una sorta di tasto del tipo “clicca qui per consenso del genitore” oppure sono richieste formalità più stringenti?

In tal senso, risulta sicuramente meglio formulato il Children’s Online Privacy Protection Act il quale prevede che il Titolare del trattamento di dati di minori si munisca di un “verifiable parental consent” prima di raccogliere detti dati.

Non basta quindi un semplice banner, ma è necessario che il consenso del genitore sia verificabile.

A tal proposito, occorre evidenziare un’ulteriore differenza tra la normativa italiana e quella statunitense la quale ritiene che il trattamento dei dati dei minori sia sempre vietato, salvo il consenso del genitore. Un grande passo avanti rispetto al GDPR che, come visto, richiede invece il consenso solo laddove non esista altra base giuridica a giustificare il trattamento.

In ogni caso, ci si domanda: YouTube si premura di richiedere un consenso ai genitori? Parrebbe proprio di no. Ed infatti, questo è il disclaimer che appariva fino a qualche giorno fa sulla piattaforma: “You affirm that you are either more than 18 years of age, or an emancipated minor, or possess legal parental or guardian consent, and are fully able and competent to enter into the terms, conditions, obligations, affirmations, representations, and warranties set forth in these Terms of Service, and to abide by and comply with these Terms of Service. In any case, you affirm that you are over the age of 13, as the Service is not intended for children under 13. If you are under 13 years of age, then please do not use the Service. There are lots of other great web sites for you. Talk to your parents about what sites are appropriate for you”.

Come dicevamo, un simile disclaimer non può ritenersi sufficiente per considerare la piattaforma conforme al dettato normativo.

Non solo, tale banner, scritto in modo così complesso, non risulterebbe nemmeno idoneo ad essere compreso dal pubblico a cui è diretto.

L’obbligo di rendere un’informativa comprensibile, è difatti previsto tanto dalla normativa statunitense quanto dalla normativa italiane la quale, all’art. 2 quinquies comma 2 del D.Lgs 196/2003 afferma che: “In relazione all’offerta diretta ai minori dei servizi di cui al comma 1, il titolare del trattamento redige con linguaggio particolarmente chiaro e semplice, conciso ed esaustivo, facilmente accessibile e comprensibile dal minore, al fine di rendere significativo il consenso prestato da quest’ultimo, le informazioni e le comunicazioni relative al trattamento che lo riguardi”.

Youtube avrebbe dovuto creare una informativa semplice, magari con disegni, capace di essere capita anche da un minore, ma così non ha fatto.

Peraltro, tutta la normativa esaminata presuppone l’avverarsi di una condizione preliminare. Ed infatti tanto l’art. 8 GDPR quanto l’art 2 quinquies, risultano applicabili solo laddove il sito sia diretto ai minori.

Quando un sito può ritenersi diretto ai minori?

A tal riguardo non esiste un’indicazione certa su cosa si intenda con sito diretto ai minori, dovendo necessariamente ricorrere a criteri di evidenza riscontrabili nella realtà dei fatti.

In tal senso, nel predetto ricorso presentato contro YouTube, si evidenzia come utilizzando come chiave di ricerca “children’s video”, YouTube restituisca circa 250 milioni di risultati.

Una quantità enorme, per un sito che si dichiara non dedicato ai bambini.

Uno dei canali più popolari tra i ragazzi, vanta circa 20 miliardi di visualizzazioni e 12 milioni di sottoscrizioni. Per capirci, Google, da questo singolo canale guadagna circa 5 milioni di dollari all’anno e ne esistono una moltitudine di canali simili.

Non stupisce quindi che i ragazzi siano diventati il pubblico più profittevole per YouTube stando ad un report del 2017 denominato “The Kids”.

Ebbene, effettuando YouTube una moltitudine di trattamenti di dati per ogni singolo visitatore, ed avendo l’evidenza che numerosissimi visitatori sono minori, è da ritenere che YouTube sia quantomeno un sito dedicato anche ai minori, dovendo quindi sottostare a tutta la normativa sopra esaminata.

Come si comporta YouTube

La privacy policy di Google come evidenziato nel ricorso alla FTC con riferimento al servizio YouTube afferma:

“we collect information about the services that you use and how you use them, like when you watch a video on YouTube, visit a website that uses our advertising services, or view and interact with our ads and content.”

Non solo, la privacy policy, proseguendo, rivela che Google e le società correlate, usano cookie e tecnologie simili (quali?) per raccogliere e trattare dati nel momento in cui l’utente interagisce con i servizi di terze parti.

Esistono poi i Google Analytics e tutta un’altra serie di tecnologie che rendono evidente come Google raccolga dati di adulti e, come visto, anche di minori, circostanza quest’ultima che complica il tutto come abbiamo illustrato.

Youtube Kids, un’arma a doppio taglio?

Proprio per questo motivo è stata di recente lanciata la piattaforma YoutubeKids diretta proprio al pubblico in età tra i 6 e i 14.

Questa soluzione può però essere un arma a doppio taglio per i nostri figli e ciò in quanto, di fatto, si presta ad essere utilizzata per finalità secondarie di targeting e di profilazione. E’ del resto chiaro che il fatto di avere un campione “pulito” rappresentato al 100% da ragazzi, rappresenta una forte tentazione per chiunque voglia analizzare preferenze e comportamenti dei bambini. La piattaforma YouTube classica, in tal senso poteva fornire delle informazioni inquinate dal fatto che lo stesso user poteva essere riconducibile al genitore ed ai minori, restituendo risultati talvolta difficili da analizzare (es: il trailer del film Avengers lo stava guardando il minore o l’adulto?)

YouTube Kids di fatto crea invece un campione perfetto di soli minori.

La tentazione è quindi evidentemente molta ma speriamo che Google sappia resistervi trattando con rispetto i dati dei bambini che si affideranno a questo servizio.

WHITEPAPER
Certificazioni GDPR: tutti i vantaggi per le organizzazioni che vi aderiscono
Legal
Privacy
@RIPRODUZIONE RISERVATA

Speciale PNRR

Tutti
Incentivi
Salute digitale
Formazione
Analisi
Sostenibilità
PA
Sostemibilità
Sicurezza
Digital Economy
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr
CODICE STARTUP
Imprenditoria femminile: come attingere ai fondi per le donne che fanno impresa
DECRETI
PNRR e Fascicolo Sanitario Elettronico: investimenti per oltre 600 milioni
IL DOCUMENTO
Competenze digitali, ecco il nuovo piano operativo nazionale
STRUMENTI
Da Istat e RGS gli indicatori per misurare la sostenibilità nel PNRR
STRATEGIE
PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza: cos’è e novità
FONDI
Pnrr, ok della Ue alla seconda rata da 21 miliardi: focus su 5G e banda ultralarga
GREEN ENERGY
Energia pulita: Banca Sella finanzia i progetti green incentivati dal PNRR
TECNOLOGIA SOLIDALE
Due buone notizie digitali: 500 milioni per gli ITS e l’inizio dell’intranet veloce in scuole e ospedali
INNOVAZIONE
Competenze digitali e InPA cruciali per raggiungere gli obiettivi del Pnrr
STRATEGIE
PA digitale 2026, come gestire i fondi PNRR in 5 fasi: ecco la proposta
ANALISI
Value-based healthcare: le esperienze in Italia e il ruolo del PNRR
Strategie
Accordi per l’innovazione, per le imprese altri 250 milioni
Strategie
PNRR, opportunità e sfide per le smart city
Strategie
Brevetti, il Mise mette sul piatto 8,5 milioni
Strategie
PNRR e opere pubbliche, la grande sfida per i Comuni e perché bisogna pensare digitale
Formazione
Trasferimento tecnologico, il Mise mette sul piatto 7,5 milioni
Strategie
PSN e Strategia Cloud Italia: a che punto siamo e come supportare la PA in questo percorso
Dispersione idrica
Siccità: AI e analisi dei dati possono ridurre gli sprechi d’acqua. Ecco gli interventi necessari
PNRR
Cloud, firmato il contratto per l’avvio di lavori del Polo strategico
Formazione
Competenze digitali, stanziati 48 milioni per gli Istituti tecnologici superiori
Iniziative
Digitalizzazione delle reti idriche: oltre 600 milioni per 21 progetti
Competenze e competitività
PNRR, così i fondi UE possono rilanciare la ricerca e l’Università
Finanziamenti
PNRR, si sbloccano i fondi per l’agrisolare
Sanità post-pandemica
PNRR, Missione Salute: a che punto siamo e cosa resta da fare
Strategie
Sovranità e autonomia tecnologica nazionale: come avviare un processo virtuoso e sostenibile
La relazione
Pnrr e PA digitale, l’alert della Corte dei conti su execution e capacità di spesa
L'editoriale
Elezioni 2022, la sfida digitale ai margini del dibattito politico
Strategie
Digitale, il monito di I-Com: “Senza riforme Pnrr inefficace”
Transizione digitale
Pnrr: arrivano 321 milioni per cloud dei Comuni, spazio e mobilità innovativa
L'analisi I-COM
Il PNRR alla prova delle elezioni: come usare bene le risorse e centrare gli obiettivi digitali
Cineca
Quantum computing, una svolta per la ricerca: lo scenario europeo e i progetti in corso
L'indice europeo
Desi, l’Italia scala due posizioni grazie a fibra e 5G. Ma è (ancora) allarme competenze
L'approfondimento
PNRR 2, ecco tutte le misure per cittadini e imprese: portale sommerso, codice crisi d’impresa e sismabonus, cosa cambia
Servizi digitali
PNRR e trasformazione digitale: ecco gli investimenti e le riforme previste per la digitalizzazione della PA
Legal health
Lo spazio europeo dei dati sanitari: come circoleranno le informazioni sulla salute nell’Unione Europea
Servizi digitali
PNRR e PA digitale: non dimentichiamo la dematerializzazione
Digital Healthcare transformation
La trasformazione digitale degli ospedali
Governance digitale
PA digitale, è la volta buona? Così misure e risorse del PNRR possono fare la differenza
Servizi digitali
Comuni e digitale, come usare il PNRR senza sbagliare
La survey
Pnrr e digitale accoppiata vincente per il 70% delle pmi italiane
Missione salute
Fascicolo Sanitario Elettronico alla prova del PNRR: limiti, rischi e opportunità
Servizi pubblici
PNRR: come diventeranno i siti dei comuni italiani grazie alle nuove risorse
Skill gap
PNRR, la banda ultra larga crea 20.000 nuovi posti di lavoro
Il Piano
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUMPA2022
PNRR e trasformazione digitale: rivedi i Talk di FORUM PA 2022 in collaborazione con le aziende partner
I contratti
Avio, 340 milioni dal Pnrr per i nuovi propulsori a metano
Next Generation EU
PNRR, a che punto siamo e cosa possono aspettarsi le aziende private
Fondi
Operativo il nuovo portale del MISE con tutti i finanziamenti per le imprese
Servizi comunali
Il PNRR occasione unica per i Comuni digitali: strumenti e risorse per enti e cittadini
Healthcare data platform
PNRR dalla teoria alla pratica: tecnologie e soluzioni per l’innovazione in Sanità
Skill
Competenze digitali, partono le Reti di facilitazione
Gli obiettivi
Scuola 4.0, PNRR ultima chance: ecco come cambierà il sistema formativo
Sistema Paese
PNRR 2, è il turno della space economy
FORUM PA 2022
FORUM PA 2022: la maturità digitale dei comuni italiani rispetto al PNRR
Analisi
PNRR: dalla Ricerca all’impresa, una sfida da cogliere insieme
Innovazione
Pnrr, il Dipartimento per la Trasformazione digitale si riorganizza
FORUM PA 2022
PA verde e sostenibile: il ruolo di PNRR, PNIEC, energy management e green public procurement
Analisi
PNRR, Comuni e digitalizzazione: tutto su fondi e opportunità, in meno di 3 minuti. Guarda il video!
Rapporti
Competenze digitali e servizi automatizzati pilastri del piano Inps
Analisi
Attuazione del PNRR: il dialogo necessario tra istituzioni e società civile. Rivedi lo Scenario di FORUM PA 2022
Progetti
Pnrr, fondi per il Politecnico di Torino. Fra i progetti anche IS4Aerospace
Analisi
PNRR, Colao fa il punto sulla transizione digitale dell’Italia: «In linea con tutte le scadenze»
La Svolta
Ict, Istat “riclassifica” i professionisti. Via anche al catalogo dati sul Pnrr
Analisi
Spazio, Colao fa il punto sul Pnrr: i progetti verso la milestone 2023
FORUM PA 2022
Ecosistema territoriale sostenibile: l’Emilia Romagna tra FESR e PNRR
Il Piano
Innovazione, il Mise “centra” gli obiettivi Pnrr: attivati 17,5 miliardi
Analisi
PNRR: raggiunti gli obiettivi per il primo semestre 2022. Il punto e qualche riflessione
Analisi
PNRR: dal dialogo tra PA e società civile passa il corretto monitoraggio dei risultati, tra collaborazione e identità dei luoghi
Webinar
Comuni e PNRR: un focus sui bandi attivi o in pubblicazione
Analisi
Formazione 4.0: cos’è e come funziona il credito d’imposta
PA e Sicurezza
PA e sicurezza informatica: il ruolo dei territori di fronte alle sfide della digitalizzazione
PA e sicurezza
PNRR e servizi pubblici digitali: sfide e opportunità per Comuni e Città metropolitane
Water management
Water management in Italia: verso una transizione “smart” e “circular” 
LE RISORSE
Transizione digitale, Simest apre i fondi Pnrr alle medie imprese
Prospettive
Turismo, cultura e digital: come spendere bene le risorse del PNRR
Analisi
Smart City: quale contributo alla transizione ecologica
Decarbonizzazione
Idrogeno verde, 450 milioni € di investimenti PNRR, Cingolani firma
Unioncamere
PNRR, imprese in ritardo: ecco come le Camere di commercio possono aiutare
I fondi
Industria 4.0: solo un’impresa su tre pronta a salire sul treno Pnrr

Articolo 1 di 3