Collaborare nelle smart community

Lo studio

Una analisi di Cisco IBSG spiega come favorire la collaborazione e la partecipazione dei cittadini in un progetto comune. Tra open data, big data, open innovation, il modello della Rete è la nuova infrastruttura su cui persone e aziende possono costruire il futuro

di Shane Mitchell, Sr Manager Urban Innovation, Public Sector Pratcice, Cisco IBSG

Nel settore pubblico, un fattore chiave per sviluppare strategie efficaci per innovare, aumentare la produttività e la capacità di reagire agli eventi è la possibilità di accedere, con una velocità e un’ampiezza senza precedenti, alle informazioni provenienti da reti complesse e distribuite composte da informazioni, comunità di persone, oggetti. Sfruttando le potenzialità di queste reti, le comunità possono condividere idee, esperienze e conoscenze che favoriscono la partecipazione.

Per migliorare la propria capacità di resilienza nei confronti di cambiamenti che oggi si presentano in forme più complesse e distribuite, i governi devono ridefinire la relazione fra il “centro” –  ove risiede il potere e l’autorità – e la “periferia”, dove innovazione e creatività si incontrano e si esprimono al meglio. Un maggiore utilizzo di sistemi di informazione pervasivi e distribuiti, e soprattutto la crescente diffusione di pratiche di co-sviluppo e co-produzione, sta cambiando le regole del gioco nelle attività di governo, rendendo superate le tradizionali “politiche” statali e i limiti che esse impongono.

Attraverso la collaborazione e la condivisione di conoscenze, i processi decisionali si “democratizzano; la tecnologia permette di ampliare la partecipazione della società; incide positivamente sull’inclusione; rende più trasparenti le attività e le scelte dei governi.

CISCO IBSG (Internet Business Solutions Group) ha realizzato una analisi, “Participation, Collaboration and Community” che ha identificato sei trend chiave che stanno trasformando la partecipazione dei cittadini e il concetto di democrazia. Amministrazioni pubbliche e comunità devono prenderli in considerazione e possono avvalersene per progettare, sviluppare e realizzare in modo migliore le proprie policy, le norme, i servizi. Essi sono:

  • l’Open Data e l’utilizzo dell’informazione per favorire l’innovazione e la trasparenza;
  • il fenomeno “Big Data” - ovvero la possibilità di attingere ad una quantità senza precedenti di dati, provenienti dalle più varie fonti, disponendo di metodi efficaci per analizzarli e servirsene per affrontare le principali sfide sociali, economiche ed ambientali;
  • l’Open Innovation e la produzione “tra pari” (peer production);
  • la progettazione centrata sull’utente;
  • la possibilità di connettere alla rete ed in una rete i più diversi luoghi;
  • lo sviluppo di un nuovo livello di fiducia tra cittadini e comunità, ottenuto aumentando il coinvolgimento e la partecipazione. 

La possibilità di connettere reti diffuse di persone, esperienze, beni al fine di attivare azioni comuni e condivise sta diventando un fattore critico in un mondo che sperimenta continue transizioni e turbolenze. La capacità di resilienza alimentata dalle reti sociali è l’elemento centrale dello sviluppo di nuovi principi organizzativi che tengano conto della capacità della Rete di intermediare, facilitare e “guidare” l’interazione fra le persone.  L’innovazione e la partecipazione nelle comunità si possono favorire attraverso strumenti creati insieme da attori pubblici e privati, costruendo ambienti in cui sperimentare liberamente nuovi modelli di collaborazione.

Le Reti ed i sistemi IT ad esse correlate – ad esempio reti di sensori, data center, device dotati di connessione IP -  costituiscono un’infrastruttura solida, sicura ed affidabile su cui persone, aziende ed amministrazioni possono offrire soluzioni innovative e scalabili (che siano applicazioni, servizi o nuovi modelli di business) per vincere le sfide del presente e aiutare la comunità a migliorare la sua capacità di affrontarle. Governi e imprese, collaborando, possono creare valore per la comunità attivando partnership pubblico/private in cui coinvolgere tutti gli attori della comunità interessati a un dato tema e in grado di offrire un contributo operativo o di idee. Investire nella creazione di reti unendo i mezzi del settore pubblico e di quello privato significa gettare le fondamenta necessarie a costruire sistemi di gestione della città e piattaforme per l’offerta di servizi ed a permettere ai cittadini di creare applicazioni ed attivare forme di innovazione aperta.

Trasformare il concetto di “networked society” in iniziative concrete richiede infine la creazione di nuovi modelli di business e organizzativi che mettano al centro innovazione e produttività, ed un diverso approccio all’analisi dell’interazione fra dati, connessioni, applicazioni, componenti delle comunità.  Quale che sia l’obiettivo, per attivare processi in grado di ottenere risultati positivi è necessario seguire alcune linee d’azione specifiche, quali:

  • progettare, costruire e testare nuovi sistemi, piattaforme, soluzioni operative, processi di provisioning che permettano agli amministratori e alle comunità di toccare con mano il valore della “connessione” abilitata dalle tecnologie e farne pratica;
  • sviluppare e alimentare nel tempo gruppi di influenza e di collaborazione operativa (formati da opinion maker,  esperti, leader pubblici dotati di esperienza, innovatori, imprenditori…) per incoraggiare la discussione su modelli di governance basati su apertura e connessione e metterli in pratica;
  • monitorare e misurare il processo di transizione a tali modelli di innovazione partecipativa e multi-stakeholder, per valutare i risultati ottenuti dalle amministrazioni e dalle altre istituzioni del settore pubblico in termini di innovazione, produttività, resilienza. 

Per il successo della collaborazione fra pubblico e privato e delle iniziative basate sulla co-creazione di soluzioni e servizi, è cruciale, infine, adottare un modello di governance organico ed aperto. Invece di prescrivere come si dovrebbero utilizzare i dati, la collaborazione, la rete, le amministrazioni pubbliche dovrebbero creare le condizioni perché gli altri possano essere coinvolti e partecipare attivamente. La sfida consiste nel creare un framework che incoraggi la creazione di connessioni in modo spontaneo. Pertanto, le tecnologie ed i modelli di governance devono mettere al centro i cittadini, creando servizi basati sulle loro esigenze e coinvolgendoli nei processi di progettazione e innovazione.

25 Febbraio 2013

TAG: cisco, studi