La mancanza di accesso alla diversità porta a una visione parziale del mondo, che inevitabilmente impoverisce. Vale per le persone e anche per la tecnologia, soprattutto l’AI che si nutre di dati, i quali recano per forza l’impronta culturale in cui sono coltivati e rischiano quindi di riprodurre stereotipi di genere, bias, disuguaglianze. Al di là dell’impatto sociale, l’innovazione ha bisogno di varietà per evolvere e anche la differenza di genere è una risorsa preziosa. Eppure, nei settori tech c’è ancora uno sbilanciamento, con la presenza maschile nettamente più rilevante.
tecnologia e società
Donne e tech, quanta fatica farsi strada in tutto il mondo: i dati italiani e il caso del Bhutan
La scarsa diversità limita la visione e, nell’AI, rischia di trasformarsi in bias e stereotipi. In Italia il gap nell’ICT resta stabile, tra formazione e carriera, mentre progetti come quello avviato in Bhutan con il supporto delle Nazioni Unite mostrano possibili rimedi
Giornalista professionista, redazione AgendaDigitale.eu

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