La digitalizzazione dei percorsi clinici è oggi al centro della trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale. Non si tratta di un aggiornamento tecnico, ma di un cambiamento profondo nei modelli organizzativi e gestionali della sanità pubblica italiana, come dimostrano le esperienze concrete di ASL e Aziende Ospedaliere in tutto il Paese.
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Digitalizzare i percorsi clinici: una sfida di governance, non solo tecnologica
La vera sfida, nel ripensare in profondità l’organizzazione dei servizi, integrando strumenti informativi e modelli gestionali in una visione unitaria capace di connettere ospedale e territorio, clinica e amministrazione, dati e decisioni, non è “informatizzare” ciò che esiste, ma digitalizzare i percorsi clinici in modo da renderli più lineari, tracciabili, appropriati e misurabili.
Le esperienze maturate in molte Aziende Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere pubbliche dimostrano che la trasformazione digitale produce valore quando diventa parte integrante della governance e del management sanitario, incidendo concretamente sui processi assistenziali, sulla qualità delle cure e sulla sostenibilità economica.
ASL Roma 1: le immagini diagnostiche condivise come modello di integrazione
La digitalizzazione dei percorsi clinici significa, innanzitutto, garantire che ogni fase del percorso del paziente – dall’accesso al sistema alla diagnosi, dal trattamento al follow up – sia supportata da strumenti interoperabili, capaci di raccogliere e condividere informazioni in tempo reale.
In questo senso, l’esperienza di ASL Roma 1 rappresenta un esempio significativo di integrazione tra tecnologia e organizzazione: la gestione centralizzata delle immagini diagnostiche non è solo un intervento tecnico, ma un ripensamento del flusso clinico. La disponibilità immediata delle immagini radiologiche nei diversi presidi e nei servizi territoriali riduce la ripetizione degli esami, accelera la definizione diagnostica e consente ai professionisti di operare su una base informativa comune. Il dato clinico, reso accessibile e condiviso, diventa così elemento di coordinamento tra livelli assistenziali differenti, contribuendo a ridurre tempi di attesa e margini di errore.
ASL Roma 2: piattaforme unificate per governare ospedali e territorio
ASL Roma 2 ha sviluppato un modello ancora più esteso di integrazione digitale, governando attraverso piattaforme unificate i flussi clinici e organizzativi di più ospedali e distretti territoriali. La digitalizzazione dei percorsi clinici, in questo contesto, si traduce nella possibilità di monitorare in modo strutturato le liste di attesa, la presa in carico dei pazienti cronici, la programmazione delle attività ambulatoriali e chirurgiche.
La cartella clinica elettronica integrata, connessa ai sistemi amministrativi e di prenotazione, consente una visione completa del percorso del paziente, evitando frammentazioni e disallineamenti informativi. Non si tratta solo di efficienza operativa, ma di qualità della cura: un percorso tracciato digitalmente permette di verificare appropriatezza, esiti e tempi, rendendo misurabile ciò che prima era affidato a ricostruzioni parziali.
ASL Napoli 1 Centro: la digitalizzazione come strumento di equità e governo
In contesti metropolitani complessi come quello di ASL Napoli 1 Centro, la digitalizzazione dei percorsi clinici assume anche un valore di equità. L’integrazione dei sistemi informativi clinici e amministrativi mira a superare la storica frammentazione dei dati, costruendo un’infrastruttura unica in grado di supportare programmazione, controllo di gestione e monitoraggio delle performance.
La disponibilità di informazioni aggregate sui volumi di attività, sui tempi di attraversamento dei percorsi e sull’appropriatezza delle prestazioni consente ai vertici aziendali di intervenire in modo tempestivo su criticità organizzative, redistribuire risorse e orientare le scelte strategiche. In questo modo la digitalizzazione non è un progetto isolato, ma diventa strumento di governo.
Sanità territoriale e cronicità: il telescreening come nuovo percorso clinico
Particolarmente significativo è il contributo della digitalizzazione nella gestione delle cronicità e nella sanità territoriale. L’esperienza dell’ASL TO5 in Piemonte, con i progetti di telescreening per la retinopatia diabetica e la refertazione da remoto, dimostra come l’innovazione possa ridisegnare il percorso clinico spostando il baricentro dall’ospedale al territorio.
Il paziente effettua l’esame in prossimità del proprio domicilio, il dato viene trasmesso digitalmente allo specialista, la refertazione avviene in tempi rapidi e l’eventuale presa in carico specialistica è attivata solo quando necessaria. Questo modello riduce accessi impropri, alleggerisce le strutture ospedaliere e consente un uso più appropriato delle risorse specialistiche. Il percorso clinico non viene semplicemente informatizzato, ma riprogettato attorno alla persona, con il digitale come infrastruttura abilitante.
Telemonitoraggio e centrali operative: la continuità oltre la dimissione
La digitalizzazione dei percorsi clinici trova ulteriore sviluppo nelle piattaforme di telemonitoraggio e nelle centrali operative territoriali che stanno emergendo in molte regioni. La possibilità di integrare dati provenienti dal domicilio del paziente – parametri vitali, aderenza terapeutica, segnalazioni cliniche – con le informazioni ospedaliere consente una presa in carico continuativa e proattiva. Il percorso non si interrompe alla dimissione, ma prosegue in un ecosistema informativo condiviso, riducendo riacutizzazioni e ricoveri evitabili. Questo approccio, se adeguatamente supportato da sistemi informativi integrati, rappresenta uno dei pilastri della sostenibilità futura del SSN.
Il Veneto e il sistema informativo regionale: uniformità e interoperabilità
Un passaggio decisivo riguarda l’evoluzione dei sistemi informativi integrati come veri strumenti di governo clinico. In Veneto, le Aziende ULSS, in raccordo con il Consorzio Arsenàl.IT, stanno adottando un Sistema Informativo Ospedaliero regionale che uniforma cartella clinica elettronica, processi amministrativi e integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico.
La standardizzazione dei percorsi digitali consente di garantire omogeneità assistenziale su scala regionale, favorendo interoperabilità e confrontabilità dei dati. La digitalizzazione, in questo caso, diventa anche leva di coesione territoriale e di riduzione delle disuguaglianze organizzative tra aziende.
Padova e Niguarda: la cartella elettronica come architettura di governance clinica
L’Azienda Ospedale-Università di Padova ha investito nella digitalizzazione integrata dei processi clinici e gestionali, collegando reparti, servizi diagnostici e area amministrativa in un’unica architettura informativa.
Il percorso clinico è così tracciato in ogni sua fase, dalla presa in carico al follow up, e i dati raccolti alimentano sistemi di monitoraggio delle performance e di controllo di gestione. Analogamente, grandi aziende ospedaliere come il Niguarda di Milano hanno implementato cartelle cliniche elettroniche evolute e sistemi informatizzati di gestione dei percorsi chirurgici e multidisciplinari, migliorando coordinamento, sicurezza e tracciabilità delle decisioni cliniche.
San Giovanni Addolorata: PNRR e dematerializzazione al servizio del dato clinico
In questo scenario si inserisce anche l’esperienza dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, che ha avviato da tempo un percorso strutturato di informatizzazione e progressiva dematerializzazione dei processi clinici e amministrativi, costruendo un sistema informativo ospedaliero integrato capace di centralizzare i dati e supportare sia l’attività assistenziale sia quella gestionale.
L’adozione di piattaforme evolute per l’aggregazione e l’interoperabilità dei dati clinici, in particolare nei percorsi di emergenza-urgenza e nella gestione delle cronicità, si accompagna agli investimenti previsti nell’ambito del PNRR per l’aggiornamento delle infrastrutture digitali e il miglioramento dei servizi diagnostici e assistenziali. Anche qui, la digitalizzazione dei percorsi clinici rappresenta il cuore della trasformazione: il dato raccolto in pronto soccorso, in reparto o in ambulatorio diventa patrimonio condiviso, a supporto di decisioni tempestive e coordinate.
Cloud, FSE e competenze: le condizioni per una trasformazione sostenibile
La migrazione verso infrastrutture cloud qualificate, l’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico e la standardizzazione dei sistemi informativi rappresentano ulteriori passaggi fondamentali per garantire sicurezza, scalabilità e interoperabilità, superando storiche frammentazioni e abilitando una governance fondata su dati affidabili e tempestivi. Tuttavia, la tecnologia non è neutra né autosufficiente: digitalizzare un percorso clinico significa anche definire responsabilità, tempi, indicatori di esito e strumenti di valutazione. Senza una revisione dei processi e senza un investimento sulle competenze del personale, il rischio è quello di trasferire inefficienze nel dominio digitale.
La palestra domotica della ASL 8 di Cagliari: tecnologia e invecchiamento attivo
Un altro esempio di innovazione tecnologica e organizzativa viene proposta dalla ASL 8 di Cagliari della Regione Sardegna che ha presentato il progetto sulla palestra domotica.
Un esempio di vicinanza alla popolazione anziana attraverso un modello di invecchiamento attivo utile per la prevenzione di malattie cronico degenerative. Il progetto rappresenta un passo concreto verso l’integrazione tra servizi sanitari, sociali e innovazione tecnologica, inserendosi nel più ampio percorso di evoluzione della sanità territoriale. La rete di palestre domotiche HUB e SPOKE consente di ripensare l’attività fisica adattata come parte integrante dei percorsi di presa in carico, superando la logica dell’intervento isolato e favorendo continuità assistenziale e prossimità delle cure.
L’utilizzo delle tecnologie digitali permette di migliorare l’accessibilità ai servizi, riducendo le disuguaglianze territoriali e rispondendo in modo più efficace ai bisogni delle persone fragili. Il modello organizzativo integra in modo strutturato medicina di prossimità e medicina preventiva, valorizzando l’attività fisica adattata come strumento di promozione della salute.
L’approccio multidisciplinare consente la costruzione di percorsi personalizzati e clinicamente appropriati, mentre il coinvolgimento coordinato degli attori istituzionali rafforza l’integrazione socio-sanitaria. La palestra HUB assume il ruolo di centrale operativa territoriale a supporto delle strutture SPOKE, che garantiscono capillarità e continuità dell’offerta.
La visione di Federsanità: dati, esiti e sostenibilità per il SSN del futuro
Per Federsanità, l’innovazione tecnologica deve essere letta come parte integrante di una strategia più ampia di rafforzamento dell’integrazione socio-sanitaria. La digitalizzazione dei percorsi clinici, se orientata alla misurazione degli esiti, alla trasparenza e all’appropriatezza, rappresenta uno degli strumenti più potenti per garantire qualità e sostenibilità.
Le esperienze delle ASL e delle Aziende Ospedaliere pubbliche italiane dimostrano che il cambiamento è possibile quando è guidato da una governance consapevole e orientata ai risultati. In un contesto segnato da risorse limitate e bisogni crescenti, la capacità di trasformare i dati in decisioni, e le piattaforme digitali in percorsi clinici realmente integrati, rappresenta la condizione essenziale per costruire un Servizio Sanitario Nazionale moderno, coeso e pienamente rispondente alle aspettative dei cittadini.









