La notizia non è che la CIA voglia usare l’intelligenza artificiale. Quello, ormai, sarebbe quasi scontato. Il punto vero è un altro, come riportato da Politico: l’agenzia sta iniziando a innestare l’AI dentro una delle sue funzioni più delicate, cioè la produzione di analisi sulle intenzioni, le capacità e le mosse degli attori stranieri. Non si tratta più, dunque, di aggiungere un software a supporto degli analisti, ma di modificare progressivamente l’architettura stessa con cui l’intelligence americana raccoglie, ordina, interpreta e trasforma l’informazione in giudizio strategico.
approfondimento
La CIA accelera sull’AI: cosa cambia per l’intelligence globale
La CIA punta a integrare l’intelligenza artificiale nelle piattaforme analitiche entro il 2030. Dalla sperimentazione di centinaia di progetti agli AI coworkers, emerge un nuovo modello di intelligence aumentata, tra vantaggio strategico, rischi cognitivi, governance, Humint e accountability democratica
Responsabile Settore Sistemi Informativi di Ateneo, Innovazione Tecnologica e Sicurezza Informatica. Responsabile per la Transizione Digitale di Ateneo e Referente di Ateneo per la Cybersicurezza Docente di Fondamenti di Cybersecurity al Dipartimento di Economia Aziendale

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
InnovAttori
-

L’IA nel turismo corre, ma non per tutti: la mappa italiana e globale
08 Mag 2026 -

AI agentica nel turismo: come cambia il mercato dei viaggi
09 Apr 2026 -

OpenBIM e interoperabilità: perché gli standard aperti sono decisivi in edilizia
03 Apr 2026 -

Competitività europea e sovranità, cosa manca davvero alle startup Ue
01 Apr 2026 -

Come l’AI porta il caffè sulle nostre tavole al tempo della guerra
13 Mar 2026












