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AI, l’errore di puntare tutto sui modelli e poco sulla qualità dei dati



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Il paradigma dominante dello sviluppo AI investe tutto sui modelli e quasi nulla sui dati. È un errore metodologico e oggi anche industriale e regolatorio. Produce sistemi fragili, difficili da spiegare e sempre più lontani dai requisiti imposti dai nuovi quadri europei. Il punto è semplice: stiamo ottimizzando la parte sbagliata del sistema

Pubblicato il 5 giu 2026

Donato Malerba

Professore Ordinario di Sistemi di Elaborazione delle Informazioni all’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e Responsabile scientifico dello Spoke 6 – Symbiotic AI del progetto FAIR – Future Artificial Intelligence Research

Vincenzo Pasquadibisceglie

RTT presso il Dipartimento di Informatica



giornata europea protezione dati


Proviamo a descrivere una scena familiare a chiunque abbia lavorato su un progetto di intelligenza artificiale (AI) in un contesto reale. Si addestra un modello, le metriche sono buone, si va in produzione. Dopo qualche mese – a volte qualche settimana – le prestazioni calano. Si interviene sul modello, si ritocca l’architettura, si riesegue l’addestramento. Le cose migliorano un po’, poi calano di nuovo. Il ciclo si ripete.

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