L’instabilità geopolitica aperta dalla guerra in Medio Oriente sta ridisegnando rotte commerciali, priorità energetiche e strategie industriali e l’Italia si sta guardando attorno. La ricerca di nuovi mercati dell’innovazione è, di fatto, una componente della sicurezza economica nazionale. L’Italia in questo senso si sta muovendo, per esempio attraverso iniziative come la partecipazione alla fiera Ecomondo a Guadalajara, nello stato di Jalisco in Messico, ad aprile 2026, che ha visto la partecipazione collettiva di un gruppo di aziende italiane tech che si occupano di tutela ambientale e sostenibilità energetica.
E del resto, il Messico nel settore della transizione energetica può diventare un interlocutore importante. Secondo i dati dell’Ufficio di Città del Messico dell’ICE – Italian Trade Agency, che cita a sua volta un approfondimento di El Economista, nel 2024 circa il 23,4% dell’elettricità generata in Messico proveniva da fonti pulite. Il restante 76,6% derivava da combustibili fossili, soprattutto gas naturale, ma il Paese ha un enorme potenziale legato all’energia solare e ai corridoi eolici, considerando le sue caratteristiche.
Il Made in Italy tecnologico in queste filiere green internazionali potrebbe rappresentare un fattore di integrazione produttiva: “Il Ministero degli Affari esteri e cooperazione internazionale immagina un’evoluzione significativa della relazione con il Messico, focalizzata sulla cooperazione energetica e la decarbonizzazione, trasformando le sfide attuali in opportunità di partnership strategica”, spiega Valentina Valente, capo dell’Ufficio economico-commerciale dell’Ambasciata d’Italia a Città del Messico.
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Energia e decarbonizzazione, perché il Messico è un partner strategico
La leva è la crisi energetica, che ha portato una nuova consapevolezza sulla necessità di una riconfigurazione delle catene di fornitura, per gestire in modo proattivo la pressione sui sistemi industriali e, oltretutto, raggiungere anche gli obiettivi climatici. Servono nuove forme di cooperazione: “Il Messico, sotto l’amministrazione Sheinbaum, ha posto la transizione energetica come priorità, puntando a diversificare il mix energetico e valorizzando le rinnovabili – racconta Valente -. Con una forte vocazione industriale e una grande capacità produttiva, il Messico è visto come un partner solido per l’Italia, specialmente nel contesto della necessità di diversificare le fonti energetiche e ridurre le emissioni”. E questo va letto anche “alla luce della prossima forma dell’Accordo modernizzato tra l’Unione Europea e il Messico, che favorirà anche la cooperazione strategica su questioni geopolitiche fondamentali e la lotta ai cambiamenti climatici”.
Gli shock causati dal conflitto in Medio Oriente a febbraio 2026 hanno reso chiaro come la transizione ecologica sia un terreno competitivo, dove si misurano capacità tecnologica, sicurezza degli approvvigionamenti, modelli regolatori e attrazione degli investimenti.
Filiere, competenze e governance
Per l’Italia, il rischio da evitare è presentarsi come semplice venditore di soluzioni. Nel mercato messicano, dove sono già presenti grandi attori internazionali, la capacità distintiva può consistere nel proporre un modello di sistema: tecnologie, ma anche formazione, distretti, piccole e medie imprese, competenze operative, relazioni istituzionali e accompagnamento industriale: “L’Italia può proporsi al Messico come partner strategico di sistema, non solo un fornitore tecnologico, ma un partner integrato, attraverso la condivisione di modelli industriali (PMI, distretti), la formazione tecnica specializzata e una cooperazione strutturata sulla sostenibilità – commenta Valente -. L’ICE e le Camere di commercio, tanto quella italiana in Messico, quanto quella messicana in Italia, possono sostenere le imprese in progetti integrati”.
All’Italia non mancano i punti di forza necessari, come il tessuto produttivo distribuito, in grado di combinare specializzazione manifatturiera, innovazione e capacità di adattamento. Nel campo dell’economia circolare, della gestione delle risorse, delle infrastrutture sostenibili e delle tecnologie per l’efficienza energetica, questo approccio può incontrare la domanda di modernizzazione di territori e imprese messicane. Certo la costruzione di filiere richiede governance: standard, formazione, assistenza tecnica, accesso al credito, interlocuzione pubblica e privata.
Il vantaggio italiano e la misura delle opportunità
Il Messico è un mercato competitivo. Nella transizione energetica e ambientale operano player globali con capacità finanziarie, industriali e diplomatiche significative. Per l’Italia, quindi, il vantaggio non può essere solo di prezzo o di scala, ma bisogna puntare su qualità tecnologica, flessibilità, trasferimento di know-how e capacità di creare ecosistemi locali.
Secondo Valente, “l’Italia possiede un vantaggio distintivo in Messico nel settore della transizione energetica e ambientale, distinguendosi rispetto ad altri attori globali, grazie a un approccio integrato che unisce tecnologia avanzata, sostenibilità manifatturiera e un modello di partnership basato sul trasferimento di competenze”. E infatti, “grandi gruppi italiani, come ad esempio Enel, hanno una presenza consolidata in Messico e un’esperienza diretta nella gestione di parchi solari ed eolici, inclusa l’integrazione con la rete (smart grids). L’Italia punta su alleanze strategiche e il trasferimento di know-how”.
I progetti non mancano: “La cooperazione Italia-Messico mira allo sviluppo di infrastrutture sostenibili, attraverso la condivisione di competenze tecniche e facilitando la creazione di ecosistemi locali anziché la semplice fornitura di beni”.
La partecipazione a Ecomondo e gli obiettivi strategici
La partecipazione collettiva alla fiera aveva l’obiettivo di “rafforzare il posizionamento dell’Italia come partner tecnologico e industriale nel settore dell’economia verde, valorizzando anche i risultati del Business Forum Messico – Italia dell’anno scorso a Città del Messico, che ha previsto un tavolo in tale settore”, precisa Valente.
Nel medio termine, continua Valente, “l’Italia punta a consolidare il proprio ruolo come partner strategico, nell’ambito dell’economia circolare, aumentando l’integrazione del Made in Italy nelle catene produttive locali e contribuendo alla transizione ecologica messicana. Allo stesso tempo, intendiamo promuovere la fornitura di beni, tecnologie e infrastrutture in un settore prioritario, in linea con il Piano per la crescita dell’Italia in Messico varato per il 2026”.
Queste iniziative possono certamente portare a opportunità interessanti: “Il successo di programmi di business matching come OpportunItaly si misura principalmente dalla quantità e qualità degli incontri tra aziende italiane e buyer, nonché dal numero di accordi, contratti e collaborazioni avviate, soprattutto nei settori green tech ed energie rinnovabili. Un indicatore chiave è anche la capacità delle imprese italiane di collaborare con partner messicani, pubblici e privati, in ambiti come sostenibilità, sviluppo urbano e gestione delle risorse naturali”, commenta Valente.
Rilevante è inoltre il livello di soddisfazione dei partecipanti rispetto ai risultati ottenuti, in quanto “nel lungo periodo, il successo si riflette nell’ampliamento delle relazioni internazionali e nell’aumento dell’export, ad esempio attraverso maggiori vendite di tecnologie sostenibili e la partecipazione a nuovi progetti in Messico”.













