Il contesto in cui oggi ci troviamo ad operare è caratterizzato da una complessità crescente. I mutamenti negli equilibri geopolitici, le trasformazioni nelle dinamiche commerciali e le tensioni che continuano a interessare l’Europa orientale e il Medio Oriente stanno ridisegnando il quadro in cui le economie competono e le società evolvono. In questo scenario, una domanda comune si pone per tutte le economie avanzate: come mantenere resilienza e competitività in un mondo in cui la capacità tecnologica è diventata un fattore sempre più determinante per la forza strategica di lungo periodo?
In questo quadro, la capacità di investire in modo mirato sulle tecnologie del futuro determina sempre più il differenziale competitivo tra economie avanzate. L’innovazione non è una variabile accessoria: è il motore principale attraverso cui i Paesi costruiscono prosperità, occupazione qualificata e rilevanza strategica.
È in questo contesto che si inserisce l’InnoTech Community di TEHA Group, con l’obiettivo di promuovere il confronto sui principali temi dell’innovazione: dall’Intelligenza Artificiale agentica al nuovo paradigma industriale, dall’economia spaziale alle infrastrutture per l’AI, dall’energia nucleare alle tecnologie più avanzate e di frontiera. Attraverso una Community multistakeholder, TEHA Group mira a favorire lo sviluppo e l’adozione di soluzioni capaci di generare un impatto positivo sulla società, sui cittadini e sulle imprese. Al tempo stesso, si propone di stimolare la crescita degli ecosistemi dell’innovazione in Italia, riunendo attori chiave, delineando strategie e formulando proposte per sbloccare il potenziale tecnologico del Paese.
La 15ª edizione del Technology Forum, svoltasi il 21 e 22 maggio 2026, ha rappresentato uno dei principali momenti di confronto sull’innovazione e la tecnologia in Italia e in Europa. L’evento ha offerto un’occasione di dialogo tra istituzioni, imprese, mondo della ricerca e stakeholder dell’ecosistema dell’innovazione, con l’obiettivo di approfondire le opportunità di sviluppo e le sfide che il Paese è chiamato ad affrontare in ambito tecnologico e scientifico. In occasione del Forum, TEHA Group ha inoltre presentato due strumenti di analisi dedicati alla misurazione della capacità innovativa: il TEHA – Global Innosystem Index, che valuta le performance dei Paesi a livello mondiale, e il TEHA – Regional Innosystem Index, focalizzato sulle regioni europee nel contesto continentale.
Indice degli argomenti
L’innovazione in Italia fotografata nel TEHA Global Innosystem Index 2026
Il TEHA – Global Innosystem Index (TEHA-GII) è uno strumento di analisi pensato per misurare la capacità innovativa dei Paesi e offrire una lettura organica delle performance dei rispettivi ecosistemi dell’innovazione. L’indice prende in considerazione i principali fattori che contribuiscono alla competitività tecnologica e alla produzione di innovazione, consentendo di evidenziare sia gli elementi di forza sia gli ambiti in cui esistono margini di miglioramento. In questo modo, il TEHA-GII fornisce una base informativa utile per orientare scelte strategiche, politiche di sviluppo e investimenti a sostegno della crescita economica e tecnologica.
Il TEHA-GII 2026 consente il confronto della performance degli ecosistemi dell’innovazione di 49 paesi di riferimento (UE27, OECD, BRICCS e alcuni paesi chiave a livello mondiale, come Singapore) mediante l’analisi di 32 Key Performance Indicators (KPIs) raggruppati in 5 macrodimensioni: Capitale umano, Risorse finanziarie a sostegno dell’innovazione, Ecosistema innovativo, Attrattività dell’ecosistema ed Efficacia dell’ecosistema dell’innovazione.

Figura 1 – TEHA-Global Innosystem Index 2026: classifica dei 49 paesi (punteggio da 1 a 10) e confronto con il TEHA-GII 2023. Fonte: elaborazione TEHA Group, 2026.
I risultati del TEHA-GII vedono Singapore al primo posto, con un punteggio di 4,94 su 10, seguita da Israele con 4,78 punti e dal Regno Unito con 4,51. L’Italia si colloca al 31° posto, con un punteggio di 2,79, confermando la stessa posizione registrata nell’edizione 2023 del TEHA-GII.
L’analisi delle diverse dimensioni del TEHA-GII 2026 restituisce un quadro articolato per l’Italia. Il Paese si posiziona al 33° per il capitale umano, 34° per ecosistema innovativo e 30° per risorse finanziarie a supporto dell’innovazione, migliorando leggermente al 27° posto per attrattività dell’ecosistema. Un segnale incoraggiante emerge invece sul fronte dell’efficacia innovativa: l’Italia scala significativamente la classifica, raggiungendo il 6° posto per produzione di nuove idee e per il loro impatto economico. Un risultato che testimonia la qualità della ricerca e della capacità creativa del Paese, ma che contrasta con la debolezza strutturale delle condizioni abilitanti.

Figura 2 – Panoramica dei Paesi leader nelle cinque dimensioni dell’Indice TEHA – Global Innosystem 2026. Fonte: Elaborazione TEHA Group, 2026.
Le eccellenze italiane tra ricerca, brevetti e supercomputer
L’ecosistema italiano dell’innovazione si distingue per alcune eccellenze. Innanzitutto, la qualità della ricerca accademica, misurata dal numero di pubblicazioni per cento ricercatori, vede l’Italia al terzo posto con 78 documenti pubblicati ogni 100 ricercatori, seconda solamente alla Svizzera con 89,7 pubblicazioni ogni 100 ricercatori e all’Australia con 88 pubblicazioni (nel periodo 1996-2025).
Un risultato che ha sicuramente a che fare con la qualità dei ricercatori italiani. Il nostro Paese si classifica infatti 9° al mondo e 3° in UE per numero di ricercatori nella top 2% dei più citati a livello mondiale.
L’Italia ottiene ottimi risultati anche nel tasso di successo delle domande di brevetto, dove si posiziona al 1° posto in Europa, con un tasso di successo del 79%, rispetto il 66% della Germania, il 63,7% della Francia e il 45,8% della Spagna.
Infine, l’Italia si posiziona al 4° posto al mondo e 2° in Europa per capacità computazionale, con 2 computer (HPC6 e Leonardo) nella top 10 mondiale dei supercomputer più potenti.
Nonostante questi punti di forza, l’ecosistema italiano della ricerca e dell’innovazione presenta alcune criticità che richiedono interventi mirati. Ad esempio, la quota di PIL destinata alla ricerca e sviluppo è pari solo all’1,38%, un valore significativamente inferiore al 6,76% di Israele, che occupa la prima posizione in classifica. Inoltre, in Italia la percentuale di popolazione con istruzione terziaria è del 22,31%, molto distante dal 64,66% del Canada, primo in classifica per questo indicatore.
Il Rapporto del Technology Forum approfondisce questi aspetti attraverso ulteriori analisi e confronti internazionali, con l’obiettivo di individuare esempi concreti e mirati di politiche e interventi capaci di rafforzare la capacità innovativa dell’ecosistema italiano.
Innovazione in Italia al 2030: priorità e potenziale di crescita
L’Italia ha accumulato un forte ritardo sul fronte dell’innovazione, ma esistono azioni concrete che, se attuate, potrebbero consentire al nostro Paese di recuperare diverse posizioni. Secondo lo studio elaborato da TEHA, l’Italia potrebbe passare dal 30° al 23° posto e registrare una crescita del PIL fino al +6,17%, equivalente a 135,8 miliardi di dollari. È quanto emerge dallo scenario “What If” dell’indice, nel quale l’indicatore TEHA-GII è stato ricalcolato con una proiezione al 2030, ipotizzando l’implementazione in Italia di misure di politica economica, finanziaria, industriale e sociale volte ad allineare il Paese alla media dei primi cinque Paesi UE di riferimento.
Lo scenario prende in considerazione un insieme di leve prioritarie per rafforzare la capacità innovativa del Paese. Tra queste rientrano, innanzitutto, gli investimenti nel capitale umano, con un incremento della spesa in istruzione pari a 52,58 miliardi di euro e un aumento di 6,97 milioni di persone con istruzione terziaria.
Un secondo ambito riguarda il potenziamento delle risorse destinate alla ricerca e sviluppo, con 41,14 miliardi di euro aggiuntivi di GERD, di cui 32,78 miliardi riconducibili alla componente privata. Lo studio considera inoltre il rafforzamento dell’ecosistema digitale e imprenditoriale, attraverso l’aumento di 2,76 milioni di sviluppatori software e una crescita della valutazione complessiva delle imprese “unicorno” pari a 176,76 miliardi di euro. Infine, viene valutata anche l’attrattività del Paese, misurata attraverso un incremento di 236,14 mila studenti internazionali e di 80,74 miliardi di euro di investimenti diretti esteri.
Le regioni italiane nell’indice TEHA Regional Innosystem
Le regioni sono i territori in cui l’innovazione prende forma e si sviluppa, generando ricadute che si propagano ben oltre i confini locali, fino a scala nazionale e globale. Per questa ragione, il Technology Forum 2026 ha rinnovato il TEHA–Regional Innosystem Index (TEHA-RII), che quest’anno ha valutato le performance innovative di 242 regioni europee attraverso 11 sotto-indicatori raggruppati in quattro aree: Sviluppo Economico, Capitale Umano, Talento per l’Innovazione, e Infrastrutture e Tecnologie Digitali.
In testa alla classifica TEHA-RII 2026 si conferma l’Île-de-France con un punteggio di 7,05, seguita da Stoccolma (6,59). Le posizioni dal terzo al quinto posto sono occupate da Hovedstaden (Danimarca), Helsinki-Uusimaa (Finlandia) e Praga (Repubblica Ceca), con punteggi rispettivamente di 6,22, 6,16 e 5,51.

Figura 3 – TEHA Group – Regional Innosystem Index 2026: Classifica delle top 50 Regioni Europee (punteggio da 1 a 10). Fonte: Elaborazione TEHA Group, 2026.
Sul fronte italiano, due regioni entrano nella top 50: la Lombardia si posiziona al 26° posto con un punteggio di 3,93, seguita dal Lazio al 43° posto con 3,20. Allargando l’orizzonte alle prime 100 posizioni, si aggiungono l’Emilia-Romagna (82°) e il Piemonte (99°). All’estremo opposto della classifica, le regioni del Mezzogiorno continuano a registrare le performance più deboli: la Calabria, in particolare, si colloca al 232° posto su 242, segnalando un divario territoriale che rimane una delle sfide strutturali più rilevanti per il sistema-Paese.

Figura 4 – Classifica delle Regioni Italiane secondo il TEHA-RII 2023 e 2026. Fonte: elaborazioneTEHA Group, 2026.
Un aspetto significativo della performance delle regioni italiane è la netta disparità tra le regioni del Nord e del Sud, evidenziata dal fatto che le regioni meridionali si collocano tutte nella seconda metà della classifica a causa della significativa differenza nelle performance in termini di innovazione tra le due aree del Paese.
Le proposte per rafforzare ricerca e innovazione in Italia
Dopo aver analizzato le attuali performance e il potenziale dell’ecosistema dell’innovazione in Italia e grazie al confronto con alcuni top business leader, TEHA ha elaborato 10 proposte da cui è necessario partire per sostenere l’ecosistema italiano dell’innovazione, così da orientare le scelte dei policy maker e dei principali stakeholder.
Competitività strategica per il Paese
Le prime tre proposte fanno riferimento all’area strategica “Competitività strategica per il Paese”:
- Definire una Politica Tecnologica Nazionale per sostenere la competitività strategica dell’Italia nel lungo periodo. La proposta prevede lo sviluppo di un documento strategico sulle tecnologie prioritarie, in complementarità con la L. 206/2023, che identifichi un numero limitato di domini tecnologici di frontiera (IA, manifattura avanzata, energia pulita, biotech) in cui l’Italia intenda costruire una posizione di leadership o co-leadership.
- Istituire Zone di Innovazione Speciale (ZIS) per concentrare e accelerare l’eccellenza tecnologica. La proposta prevede la creazione di un framework nazionale di ZIS come strumento di politica industriale orientata all’innovazione, distinto e complementare alla ZES, con un duplice mandato: accelerare i cluster esistenti dove la massa critica sta emergendo e costruire nuovi hub da zero nei domini strategici in cui l’Italia ha un interesse nazionale.
- Definire il quadro EU.inc per prevenire l’arbitraggio regolatorio e rafforzare l’ecosistema europeo dell’innovazione. La proposta invita l’Italia ad assumere una posizione proattiva nei negoziati europei sull’EU.inc, promuovendo due principi chiave: una convergenza fiscale minima che impedisca l’arbitraggio tra giurisdizioni, e un’armonizzazione del contenzioso societario attraverso meccanismi di risoluzione uniformi a livello europeo.
Sviluppo del capitale umano e delle competenze
Le successive tre proposte fanno riferimento all’area strategica “Sviluppo del capitale umano e delle competenze“:
- Definire una strategia STEM nazionale per superare il gap delle competenze in Italia. A fronte di una carenza stimata di 4,5 milioni di lavoratori con competenze digitali avanzate, la proposta prevede di completare e ampliare il piano STEM del 2022, potenziare gli ITS, integrare le competenze umanistiche in chiave STEAM e costruire alleanze pubblico-private per lo sviluppo di programmi formativi accessibili a livello nazionale.
- Integrare il “coding for all” con un framework di Cultura Digitale e dell’Innovazione. La proposta punta a superare un approccio esclusivamente centrato sulla programmazione, introducendo la cultura digitale come materia fondamentale lungo tutto il percorso educativo, promuovendo un apprendimento basato sull’uso di strumenti reali di IA e investendo nella formazione continua degli insegnanti.
- Lanciare un “Talent Attraction Package” per attrarre talenti globali ad alto potenziale. La proposta prevede un insieme integrato di misure, ispirate ai modelli francese e tedesco, rivolte a ricercatori, imprenditori innovativi e professionisti STEM, attraverso la semplificazione degli incentivi fiscali per lavoratori altamente qualificati e l’introduzione di canali di ingresso prioritari (fast-track) anche in assenza di una proposta di lavoro preesistente.
Valorizzazione del potenziale italiano nella ricerca e innovazione
Le ultime quattro proposte fanno riferimento all’area strategica “Valorizzazione del potenziale italiano nella ricerca e innovazione”:
7. Rafforzare il Technology Transfer in Italia. L’Italia traduce in brevetti solo il 3% delle proprie pubblicazioni scientifiche (contro il 14% della Germania e il 12% della Francia). La proposta prevede l’istituzione di un framework nazionale unificato per il trasferimento tecnologico, il rafforzamento strutturale degli Uffici di Trasferimento Tecnologico, lo sviluppo di programmi formativi dedicati e la semplificazione delle procedure normative, anche riconoscendo la tutela della proprietà intellettuale come criterio di avanzamento della carriera accademica.
8. Istituire uno “One Stop Shop” per semplificare le autorizzazioni e accelerare l’innovazione. A fronte di un sistema autorizzativo frammentato, indicato dal 66,7% delle imprese come principale ostacolo agli investimenti in R&S, la proposta prevede la creazione di un organismo unico di coordinamento interministeriale per le autorizzazioni sperimentali, con tempistiche definite e responsabilità istituzionale chiaramente identificata.
9. Rafforzare la collaborazione tra Industria e Accademia e aumentare la remunerazione dei ricercatori di dottorato. La proposta prevede di aumentare le retribuzioni dei ricercatori di dottorato (oggi pari a circa 36.000 euro lordi annui, contro i 55.000 tedeschi) e di semplificare le procedure per i dottorati industriali, introducendo linee guida nazionali con tempistiche definite e modelli contrattuali standardizzati.
10. Fornire stabilità di lungo periodo per gli investimenti in R&S tramite un Pacchetto di Attrazione dedicato. Con la spesa italiana in R&S ferma all’1,38% del PIL, ben al di sotto della media europea, la proposta mira a rafforzare la governance coordinando gli strumenti esistenti nell’ambito di un piano di lungo periodo, garantire schemi di incentivazione stabili e attrattivi, e promuovere ecosistemi industriali integrati guidati da campioni industriali.
















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