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Tecnici specializzati e AI: i profili più richiesti dalle imprese



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L’intelligenza artificiale generativa alimenta la domanda di tecnici specializzati per costruire e mantenere data center, reti energetiche e impianti automatizzati. I numeri Randstad mostrano una crescita superiore a quella dei colletti bianchi, mentre carenza di profili e pensionamenti frenano investimenti e competitività

Pubblicato il 18 ago 2026

Paolo Passoni

Head of Construction & Technical di Randstad Italia



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Quando si parla di intelligenza artificiale e lavoro, il dibattito si concentra quasi sempre sul possibile impatto sulle professioni impiegatizie: automazione delle attività, sostituzione di alcune mansioni, trasformazione delle competenze richieste. Ma c’è un fenomeno meno visibile e altrettanto significativo, che sta emergendo con forza nel mercato del lavoro: l’AI sta aumentando la domanda di tecnici specializzati.

L’accelerazione dell’intelligenza artificiale generativa richiede enormi infrastrutture fisiche. Data center, reti energetiche, impianti industriali automatizzati, sistemi di raffreddamento, reti di distribuzione dell’energia devono essere progettate, costruite, installate e poi mantenute da tecnici altamente qualificati.

È un apparente paradosso. Più cresce il digitale, più aumenta il bisogno di professionisti che lavorano sul campo, con le proprie mani, sulle infrastrutture che sostengono la corsa dell’AI.

In realtà soprattutto è il segnale di una trasformazione profonda del mercato del lavoro: la tradizionale distinzione tra colletti bianchi e colletti blu sta progressivamente perdendo significato. Oggi ciò che fa la differenza è il livello di specializzazione, la capacità di integrare competenze tecniche e digitali e l’attitudine ad aggiornarsi continuamente.

L’AI e la crescita della domanda di tecnici specializzati

I numeri confermano questa tendenza. Un’analisi Randstad su oltre 50 milioni di offerte di lavoro nel mondo, di cui 7,3 milioni in Italia, evidenzia come dalla fine del 2022 ai primi mesi del 2026 la domanda di tecnici della robotica sia cresciuta del 107% a livello globale e addirittura del 152% nel nostro Paese. Gli ingegneri HVAC registrano un incremento del 67% nel mondo e del 74% in Italia. I tecnici di automazione industriale crescono rispettivamente del 51% e del 67%.

Nel complesso, negli ultimi quattro anni la domanda globale di professioni tecniche è aumentata del 27%, undici punti in più rispetto alla crescita media del mercato del lavoro e diciannove punti in più delle professioni impiegatizie. In Italia, la domanda di ruoli tecnici è cresciuta il 65% più rapidamente rispetto a quella dei colletti bianchi.

Gli skilled trades tra competenze tecniche e intelligenza artificiale

Quindi, la spinta dell’AI per tecnici è reale. Ma cosa sono esattamente i profili skilled trades? Sono professionisti che possiedono competenze tecnico-specialistiche acquisite attraverso percorsi tecnici, professionali, ITS e IFTS, in alcuni casi universitari (Ingegneria o Architettura). Operano nei settori manifatturiero, delle costruzioni, dell’impiantistica, dell’automazione e dell’energia.

Dai mestieri manuali alle competenze tecnologiche avanzate

Non si tratta più soltanto di mestieri manuali. Oltre alle competenze meccaniche, elettroniche, elettrotecniche, idrauliche o termoidrauliche ed edili devono padroneggiare software, sistemi digitali, sensoristica, automazione e strumenti di analisi dei dati. La componente pratica resta fondamentale, ma si integra sempre più con competenze tecnologiche avanzate.

I giovani che intraprendono questi percorsi dimostrano generalmente una buona preparazione. Il problema è che sono troppo pochi.

Tecnici specializzati e talent shortage: la domanda supera l’offerta

La vera criticità è infatti il crescente squilibrio tra domanda e offerta. A livello globale servono, in media, 56 giorni per assumere un tecnico specializzato, contro i 54 necessari per un profilo impiegatizio. In Italia il divario è ancora più evidente: 41,2 giorni contro 36,8.

Il ricambio generazionale e il problema della percezione

A questo si aggiunge una dinamica demografica preoccupante. Nel manifatturiero, ogni 100 giovani che entrano nel settore, 102 lavoratori ne escono, con una riduzione costante della forza lavoro. Inoltre, circa un quarto degli addetti è prossimo alla pensione.

Queste professioni continuano a soffrire di un evidente problema di percezione. Sono spesso considerate attività faticose e poco qualificate, quando in realtà rappresentano oggi percorsi professionali altamente specializzati, con ottime prospettive occupazionali, retribuzioni competitive e concrete possibilità di crescita.

Siamo di fronte a un problema che non riguarda solo il mercato del lavoro, ma la competitività del sistema produttivo. Senza tecnici qualificati rischiano di rallentare gli investimenti in innovazione. Un segnale di allarme: per non rallentare la corsa all’AI, è necessario ripensare i ruoli dei tecnici specializzati come carriere di primo livello, che offrono importanti opportunità occupazionali.

Per questo è necessario un impegno condiviso di istituzioni, imprese, sistema formativo e associazioni di categoria per valorizzare questi percorsi e renderli più attrattivi per le nuove generazioni.

L’intelligenza artificiale, paradossalmente, può diventare una preziosa alleata. Sta contribuendo infatti a ridefinire il ruolo delle professioni tecniche, come sempre più vicine ai tradizionali lavori intellettuali per livello di competenze richieste, complessità delle attività e contenuto tecnologico.

Formazione continua per i tecnici nell’era dell’intelligenza artificiale

L’evoluzione del ruolo dei “tecnici” rende indispensabile investire nella formazione continua. Le competenze richieste cambiano rapidamente e aggiornarsi non rappresenta più un’opportunità, ma una condizione necessaria per restare competitivi.

Academy, upskilling, reskilling e cross boarding

Le Academy aziendali, i percorsi di upskilling e reskilling promossi dalle agenzie per il lavoro e i nuovi strumenti formativi stanno assumendo un ruolo sempre più strategico. Randstad sta contribuendo a ridurre il mismatch tra domanda e offerta attraverso percorsi di formazione, per lo più gratuiti, dedicati a candidati ancora privi delle competenze richieste, accompagnandoli verso una qualificazione professionale. Allo stesso tempo sviluppiamo progetti di cross boarding, selezionando personale qualificato anche al di fuori dell’Europa, grazie a partnership consolidate in Africa e Sud America che consentono di rispondere al crescente fabbisogno delle imprese italiane.

L’intelligenza artificiale non sta soltanto cambiando il modo in cui lavoriamo. Sta trasformando anche il valore delle competenze tecniche e riportando al centro figure professionali indispensabili per costruire le infrastrutture del futuro. È una sfida che riguarda imprese, istituzioni e sistema formativo. E rappresenta un’opportunità straordinaria per restituire alle professioni tecniche il riconoscimento strategico che meritano nell’economia digitale.

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