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L’AI nella PA oltre i pilot: la trasformazione parte dalle persone



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La Pubblica Amministrazione italiana affronta il passaggio dall’AI sperimentale a piattaforme AI-native, mentre regole, pensionamenti e carenza di competenze impongono un ripensamento di processi, governance e formazione per trasformare l’innovazione in valore pubblico diffuso e sostenibile nei servizi quotidiani

Pubblicato il 1 set 2026

Gherardo Montemagni

Responsabile Area Pubblica Amministrazione e Tecnologia di TEHA Group

Corrado Panzeri

Partner, The European House – Ambrosetti e Responsabile Area Innovazione e Tecnologia, TEHA Group



ai nella pa


C’è una finestra temporale che la Pubblica Amministrazione italiana non può permettersi di sprecare. Da un lato il quadro regolatorio sta maturando rapidamente: la Legge 132/2025 sull’intelligenza artificiale è in vigore dallo scorso ottobre, e le Linee Guida AgID per lo sviluppo e il procurement di sistemi di IA (Determinazione n. 43/2026), che hanno concluso la consultazione pubblica in aprile e sono ora nell’iter di approvazione che le renderà vincolanti per tutte le amministrazioni. Dall’altro, la tecnologia ha compiuto un salto di paradigma: alla fine del 2025 Gartner ha inserito le AI Native Development Platform tra le principali tendenze tecnologiche strategiche per il 2026.

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