E’ ufficiale, lo scorso 2 settembre il sindaco di New York Zoran Mamdani ha comunicato che per un anno le scuole pubbliche di New York bandiranno l’intelligenza artificiale per studenti e studentesse della scuola primaria fino alla terza media, quelli delle superiori invece avranno accesso due volte l’anno a lezioni per imparare ad usare l’Intelligenza artificiale.
Il bando arriva a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, che nella megalopoli nordamericana avverrà il prossimo 10 settembre.
Il divieto non è permanente ma in vigore per un anno scolastico, in modo da avere il tempo necessario per elaborare una politica precisa sull’Intelligenza artificiale, l’obiettivo infatti è di insegnare agli allievi a usare la tecnologia senza dipendere troppo da essa e saperla usare per apprendere.
Indice degli argomenti
Il divieto di IA nelle scuole di New York
Il bando riguarda i software di AI generativa rivolti direttamente agli studenti, mentre gli insegnanti potranno continuare a utilizzare l’intelligenza artificiale per preparare le lezioni e svolgere attività amministrative; i chatbot saranno invece vietati a tutti i livelli scolastici. La scelta di Mamdani nasce dalla volontà di valutare quale ruolo debba avere l’AI nell’educazione dei più giovani, sostenendo che sull’uso dell’intelligenza artificiale sia necessario adottare un approccio critico.
La decisione del sistema scolastico newyorkese, il più grande negli Stati Uniti con oltre 600mila studenti, arriva mentre anche le scuole pubbliche di Los Angeles stanno bloccando temporaneamente l’accesso alle piattaforme di Intelligenza artificiale in classe ai bambini di tutte le età: una mossa attuata in attesa di riuscire durante l’anno scolastico di mettere a punto una politica definitiva.
Il consiglio scolastico di Los Angeles ha approvato la risoluzione questa primavera, per cui dalla prima settimana di settembre, i bambini a partire dalla prima elementare, seguiti più avanti nel corso dell’anno dagli studenti delle scuole medie e superiori, dovranno rispettare dei limiti nell’uso di schermi e tecnologie.
Linee guida e limiti a Los Angeles
Per saperne di più sulle decisioni prese a New York è possibile consultare il sito Guidance on Artificial Intelligence (AI) and Screen Time dove è stata pubblicata la Guidance on Artificial Intelligence and Screen Time, un documento dettagliato e ricco di indicazioni operative per docenti e genitori, dove si spiega quali saranno i limiti imposti nel corrente anno scolastico e la ragioni di tali limitazioni.
Le nuove regole rappresentano un punto di partenza per il LAUSD (Los Angeles Unified School District), che solo pochi anni fa era leader nazionale nell’introduzione della tecnologia in classe.
La preoccupazione per l’uso (e l’abuso) dell’Intelligenza artificiale si accompagna ai timori per l’uso eccessivo dei cellulari e dei social media durante l’orario scolastico: New York ha bandito i cellulari nelle classi già l’anno scorso, suggerendo mezz’ora al massimo sugli schermi digitali dalla terza alla quinta elementare e 45 minuti per i ragazzi delle medie; a Los Angeles si è deciso lo scorso giugno di eliminare l’uso di schermi digitali in classe per i bambini più piccoli e di bloccare l’accesso a YouTube ed altri social durante le lezioni.
Il blocco dell’AI generativa sui dispositivi scolastici nelle scuole del distretto di Los Angeles è stato reso noto durante una riunione del consiglio scolastico, cogliendo di sorpresa gli stessi membri del board.
La stretta non significa però che New York voglia tenere l’AI fuori dalla scuola per sempre. Agli studenti delle superiori verranno proposte lezioni di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale due volte l’anno, mentre alcuni potranno sperimentare strumenti AI in programmi pilota sotto la supervisione degli insegnanti. Il dibattito riflette una questione sempre più difficile da ignorare nelle scuole: come insegnare a usare una tecnologia che può diventare uno strumento di apprendimento, ma anche una scorciatoia per evitare di imparare. New York sceglie, almeno per ora, di rallentare.
Divieto di IA nelle scuole: le reazioni
Ci sono reazioni opposte a questo tipo di misure, ma c’è un consenso abbastanza diffuso per l’idea che si debba limitare l’uso dell’Intelligenza artificiale per gli studenti più giovani. I genitori sono per lo più favorevoli ad introdurre restrizioni, si lamentavano già infatti che l’apprendimento sugli schermi e basato sull’intelligenza artificiale sta sostituendo l’apprendimento basato sull’esperienza, le interazioni sociali e il pensiero indipendente. Gli insegnanti sono divisi: c’è l’idea che l’interazione tra insegnante e studente sia fondamentale, da un lato però ci sono anche timori che un divieto generalizzato sull’Intelligenza artificiale possa impedire l’uso di strumenti educativi utili, in particolare per gli studenti che traggono beneficio dall’assistenza individuale, proprio per questo New York sta considerando la possibilità che ci siano eccezioni alla regola.
I sostenitori dell’uso dell’Intelligenza artificiale come strumento educativo – tra loro il fronte imprenditoriale/tech – affermano invece che le scuole pubbliche rischiano di restare indietro rispetto alla realtà; gli studenti incontreranno l’intelligenza artificiale ovunque fuori dalle mura scolastiche e poi più avanti all’università e nel lavoro, per cui bandirla durante gli anni formativi potrebbe lasciarli impreparati. E poi ci sono coloro che vogliono un divieto ancora più restrittivo: temono l’accesso a dati personali dei bambini e la dipendenza dall’intelligenza artificiale.
IA nelle scuole a New York e il mayoral control
New York è una delle poche grandi città USA dove il sindaco controlla direttamente le scuole pubbliche, un assetto chiamato mayoral control, molto diverso dal modello tipico americano e da quello italiano.
Dal 2002 la riforma voluta dal sindaco Bloomberg e approvata dalla legislatura dello Stato di New York, il sindaco di NYC nomina direttamente lo Schools Chancellor, il funzionario che dirige il New York City Public Schools (l’ex Department of Education), il più grande distretto scolastico degli USA con oltre un milione di studenti. Non esiste un consiglio scolastico eletto separatamente come nella maggior parte delle città americane: il Chancellor risponde al sindaco, non agli elettori.
Attualmente il Chancellor è Kamar Samuels, in carica dal 1 gennaio 2026.
Mamdani e Samuels hanno potuto annunciare il divieto di AI generativa per gli studenti dalla scuola dell’infanzia all’ottava classe (fino alla terza media) semplicemente con una conferenza stampa, senza bisogno di un voto del City Council (il consiglio comunale) o della legislatura statale: rientra nell’ordinaria gestione amministrativa e didattica del distretto, potere che la legge sul mayoral control attribuisce all’esecutivo cittadino.
Il Consiglio comunale (29 su 51 membri) aveva già scritto al sindaco chiedendo una moratoria, ma il Consiglio non ha potere vincolante sulle decisioni operative delle scuole. Questo è possibile perché negli Stati Uniti non esiste un ministero dell’istruzione nazionale che decide curricula o regole per tutte le scuole, a differenza dell’Italia.
L’istruzione è competenza degli Stati, non del governo federale: il Department of Education federale ha un ruolo minimo, soprattutto di finanziamento e diritti civili. Ogni Stato delega poi ai distretti scolastici locali, che nella grande maggioranza dei casi sono governati da consigli scolastici eletti separatamente (school boards), non dai sindaci; New York, Chicago, Boston, Washington D.C. sono tra le eccezioni con mayoral control: qui il sindaco è politicamente responsabile delle scuole, con l’idea di garantire più responsabilità e velocità decisionale rispetto a consigli eletti frammentati.
Le scelte di Boston, Los Angeles e San Francisco
La legge sul mayoral control non è permanente: deve essere periodicamente rinnovata dalla legislatura dello Stato di New York, che potrebbe modificarla o toglierla. Il Governatore dello Stato Kathy Hochul può intervenire politicamente, come ha fatto commentando la misura. Restano possibili ricorsi legali o pressioni politiche/elettorali, ma non un “veto” istituzionale immediato di un altro organo.
Il sindaco ha potuto agire da solo con il suo staff perché a New York, per legge statale, l’istruzione pubblica è di fatto un ramo dell’amministrazione comunale sotto la sua diretta autorità — un’eccezione americana, non la regola.
A differenza di New York, il sindaco di Los Angeles non controlla le scuole pubbliche — è il board eletto (consiglio scolastico) ad aver votato all’unanimità a giugno per vietare gli schermi nei primi anni e limitare l’uso quotidiano dei dispositivi, con lo staff amministrativo che ha poi esteso il filtro anche all’IA generativa sui dispositivi scolastici.
San Francisco sta invece prendendo tempo: il distretto scolastico di San Francisco non ha ancora una policy formale sull’IA e non voterà una proposta prima di marzo 2027, nonostante le pressioni di coalizioni di genitori e insegnanti che chiedono di disattivare subito l’IA generativa sui dispositivi degli studenti.
Il tema è ormai diventato nazionale: almeno 37 Stati americani hanno elaborato linee guida ufficiali sull’utilizzo dell’AI nelle scuole, ma non esiste ancora una posizione comune su quanto debba essere presente nelle aule e su come debba essere insegnata.
Riferimenti sul divieto di IA nelle scuole
Americans’ support for school cellphone bans has ticked up since last year










Partecipa alla community