Il 21 giugno 2026 l’Economist ha pubblicato un articolo intitolato “China is having another AI moment. A new model has narrowed the gap with America”, riaccendendo il dibattito globale sullo stato della competizione tecnologica tra Washington e Pechino. L’interrogativo di fondo sollevato dalla testata britannica è alquanto pertinente: la Cina sta davvero riducendo in modo significativo il divario con gli Stati Uniti nella potenza dei Large Language Models (LLM) dell’intelligenza artificiale?
scenari
Modelli aperti e prezzi bassi: così la Cina cambia la competizione sull’AI
La competizione sull’intelligenza artificiale tra Cina e Stati Uniti non si esaurisce nei benchmark. Il caso GLM 5.2 mostra il peso crescente di costi, modelli open weight, diffusione, mercati e vincoli geopolitici, mentre per l’Europa emergono questioni di sovranità digitale e dipendenza dai fornitori
Professore ordinario di Digital Strategy & Artificial Intelligence

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