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Musk limita Starlink all’Ucraina: in gioco anche la nostra sovranità


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Una restrizione improvvisa della velocità dei terminali Starlink e Starshield ha interrotto missioni con i droni ucraini. Il servizio è stato ripristinato il 15 ottobre, ma resta senza spiegazione pubblica chi abbia deciso i limiti. Ecco il senso di quanto accaduto e le implicazioni per la sovranità digitale e militare dell’UE

Pubblicato il 15 ott 2026

Alessandro Longo

Direttore agendadigitale.eu



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Un limite di 160 chilometri orari su una connessione satellitare SpaceX ha costretto alcune unità ucraine a interrompere missioni con i droni, proprio mentre la Russia intensificava gli attacchi. Il vincolo, comparso senza preavviso fra il 13 e il 14 ottobre, interessava servizi basati su Starlink e Starshield, le reti di SpaceX usate per comunicazioni e operazioni militari. Il 15 ottobre, secondo un funzionario ucraino sentito da Axios, entrambi i servizi sono tornati alla piena operatività.

Il ripristino non chiude però la questione. Chi può cambiare le condizioni d’uso di una rete decisiva per la difesa di un Paese? E’ il punto più critico che il mondo deve risolvere e non vale certo solo per l’Ucraina. Dobbiamo anche noi in Europa porci il tema. Lo stiamo già facendo, ma con soluzioni ancora non a regime.

Vediamo i fatti. Elon Musk sostiene che Starshield, la versione destinata al governo statunitense, sia controllata da Washington e che eventuali limiti spettino ai militari americani e, in ultima istanza, al presidente. Per Starlink commerciale, invece, rivendica il controllo di SpaceX. Resta senza una spiegazione pubblica verificata la causa delle restrizioni di questa settimana: Kiev sospetta una pressione politica, mentre una fonte americana ha negato il coinvolgimento dell’amministrazione Trump.

Starlink in Ucraina, come un limite di velocità ha fatto saltare le missioni

Il dato dei 160 km/h è stato talvolta raccontato come un rallentamento di Internet. In realtà, riguardava la velocità di spostamento del terminale montato su un drone o su un altro mezzo, non il numero di megabit trasmessi al secondo. Superata una certa soglia, la comunicazione poteva interrompersi. Un velivolo continuava a volare, ma gli operatori rischiavano di perdere il video, i dati di posizione e il collegamento necessario a guidarlo.

Il consigliere ucraino Serhiy Beskrestnov ha denunciato missioni compromesse dall’assenza di un avviso preventivo. Alla Reuters, il 7° Corpo di reazione rapida ucraino ha riferito di interruzioni di 10-20 secondi già a 110-120 km/h e della cancellazione di alcune operazioni. Secondo Axios, in alcuni casi il servizio cadeva perfino sopra gli 80 km/h; dopo un primo recupero, il limite di 160 km/h continuava a rappresentare un problema.

La conseguenza non riguarda soltanto i droni impiegati per colpire obiettivi militari. Anche intercettare velivoli russi richiede velocità: i piccoli droni difensivi devono inseguire bersagli che spesso volano più rapidamente di 160 km/h. Il produttore ucraino Wild Hornets ha indicato per il suo intercettore Sting una velocità raggiunta di circa 315 km/h, riportata anche dal Financial Times. È un esempio della distanza fra la soglia contestata e le prestazioni richieste ad alcuni intercettori, non una prova che quello specifico modello usi Starshield.

Velocità a confronto (km/h)
Limite contestato Starshield160 km/h
Sting, velocità dichiarata315 km/h
0Scala: 0-315 km/h315
Fonti: dichiarazioni ucraine raccolte da Axios, 14 ottobre 2026; velocità dichiarata Sting riferita dal Financial Times, 30 settembre 2025. Il confronto illustra due soglie fisiche, non documenta l’uso di Starshield sul modello Sting. Limite rimosso il 15 ottobre secondo Axios.

C’è anche una distinzione operativa importante: secondo Reuters, i droni ucraini che colpiscono le raffinerie all’interno della Russia usano altri sistemi di comunicazione, perché Starlink non vi funziona. Non si può quindi dedurre che le restrizioni abbiano direttamente fermato quei raid. Le missioni compromesse riguardavano, secondo i resoconti disponibili, soprattutto attività in territorio ucraino o occupato, difesa aerea e logistica al fronte.

Starlink e Starshield: reti diverse, infrastruttura in parte comune

Per capire chi possa intervenire sul servizio occorre distinguere i due prodotti. Starlink è la rete commerciale che fornisce connettività satellitare a famiglie, imprese e organizzazioni; dall’inizio dell’invasione del 2022 è diventata anche una componente delle comunicazioni ucraine. SpaceX descrive invece Starshield come una piattaforma per la sicurezza nazionale: oltre a comunicazioni governative protette, offre osservazione della Terra e ospitalità di sensori e carichi utili su satelliti.

La distinzione non coincide con due infrastrutture completamente indipendenti. Come spiega una ricostruzione Reuters del 14 ottobre, il servizio di comunicazione Starshield usa terminali dedicati, cifratura rafforzata e percorsi di rete separati, ma sfrutta anche la costellazione e le infrastrutture sottostanti di Starlink. Il Regno Unito, che ha adottato Starshield, ha confermato a Reuters l’uso degli stessi satelliti e di parte delle stazioni a terra, con gateway e terminali separati.

Questa architettura spiega perché la diversa titolarità dei servizi non chiarisca da sola tutte le responsabilità. Il governo americano può essere titolare o committente di sistemi Starshield, mentre SpaceX mantiene un ruolo industriale e operativo determinante nell’infrastruttura condivisa. Per stabilire chi abbia deciso uno specifico cambiamento servirebbero evidenze sui comandi impartiti, sulle clausole contrattuali e sui poteri effettivamente esercitati: elementi che al momento non sono pubblici.

Starlink e Starshield, che cosa cambia

VoceStarlinkStarshield
UtentiUtenti civili, imprese e organizzazioni; impieghi difensivi dichiarati da MuskEnti governativi, militari e intelligence
ControlloSpaceX, secondo MuskGoverno Usa per i sistemi militari, secondo Musk
ReteConnessione satellitare commerciale su costellazione SpaceXComunicazioni con maggiori protezioni e terminali dedicati; tecnologie e infrastrutture in parte comuni a Starlink
In UcrainaCollegamenti al fronte, logistica e operazioni difensiveServizi militari protetti, comprese missioni offensive secondo i resoconti sull’impiego ucraino

Fonti: SpaceX, Starshield; Reuters, 14 ottobre 2026; Axios, 14 ottobre 2026.

La dipendenza ha anche una dimensione quantitativa. Nel dicembre 2024 il Pentagono ha previsto di estendere il segnale protetto Starshield a 2.500 terminali già presenti in Ucraina, aggiungendoli ai 500 coperti in precedenza: 3.000 unità nei due contratti, secondo le comunicazioni dell’ufficio spaziale militare americano riportate da Bloomberg. Il numero fotografa quegli accordi, non la dotazione odierna o l’intero parco Starlink ucraino.

Le accuse di ritorsione e quello che non sappiamo

Le limitazioni sono arrivate durante uno scontro fra Washington e Kiev. Donald Trump aveva chiesto di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe, mentre Volodymyr Zelensky contestava le aperture americane sul petrolio russo. Secondo Axios, alcuni funzionari ucraini sospettano una ritorsione per convincere Kiev a seguire la linea americana. Un alto funzionario statunitense, però, ha negato che l’amministrazione Trump fosse coinvolta nelle restrizioni.

Il messaggio pubblicato da Musk su X il 14 ottobre non indica chi abbia ordinato quello specifico intervento. Afferma che i limiti di Starshield spettano ai militari americani e al presidente, mentre l’uso di Starlink commerciale deve restare civile o difensivo. Il governo statunitense non ha pubblicato una spiegazione tecnica e politica conclusiva della vicenda. Intanto, secondo Axios, funzionari della Casa Bianca avrebbero detto agli interlocutori ucraini di non avere il controllo di SpaceX.

La questione è particolarmente sensibile perché esiste un precedente contestato. Un’inchiesta Reuters del luglio 2025, basata su testimonianze raccolte dalla testata, attribuiva a Musk l’ordine di disattivare copertura Starlink in alcune aree durante la controffensiva ucraina del 2022 nella regione di Kherson. Musk e SpaceX hanno contestato quella ricostruzione. Il precedente aiuta a capire la sfiducia di Kiev, ma non prova che nel caso dell’ottobre 2026 sia accaduta la stessa cosa.

Il paradosso: le limitazioni servono anche a bloccare i droni russi

Non tutte le restrizioni di Starlink sono arbitrarie o dirette contro l’Ucraina. Il ministero della Difesa ucraino ha annunciato nel febbraio 2026 una lista di terminali autorizzati, elaborata con SpaceX, per impedire ai militari russi di sfruttare unità ottenute irregolarmente. Il provvedimento prevedeva anche limitazioni agli spostamenti dei terminali nell’ambito delle misure di sicurezza.

La differenza rispetto alla crisi di ottobre sta nel coordinamento con chi dipende dal servizio. Bloccare un terminale russo non autorizzato può proteggere civili e infrastrutture ucraine; introdurre una soglia senza informare gli alleati può, secondo le testimonianze militari, ostacolare intercettazioni e rifornimenti. La tecnologia applica una regola in entrambi i casi. Sono il soggetto che la stabilisce, il momento e le eccezioni previste a determinarne gli effetti.

Le alternative europee: GOVSATCOM oggi, IRIS² non ancora

L’incidente impone una domanda anche all’Europa: con quali collegamenti garantire continuità a operazioni essenziali quando un fornitore o un governo extraeuropeo modifica le condizioni del servizio? Esiste già una prima risposta, ma non è un sostituto immediato di Starlink. La Commissione europea ha avviato GOVSATCOM a gennaio 2026: mette in comune capacità satellitari governative e militari di Paesi europei e le offre a utenti pubblici autorizzati, con un’infrastruttura di accesso dedicata.

Per l’Ucraina l’accesso non va dato per scontato. Con la decisione 2026/587 del 9 marzo 2026, il Consiglio dell’Unione ha autorizzato l’apertura di negoziati sulla sua partecipazione a GOVSATCOM e al programma europeo di connettività sicura. Un mandato a negoziare non equivale a un servizio già disponibile sul campo, né dimostra che le prestazioni attuali siano adatte al controllo di droni ad alta velocità.

L’altro progetto è IRIS², la futura costellazione europea a più orbite per connettività sicura. La Commissione ha indicato il 2029 per una prima versione semplificata e il completamento poco dopo, verso il 2030. Nel frattempo GOVSATCOM può diversificare alcune comunicazioni governative, ma non risolve automaticamente la dipendenza tecnica e contrattuale dei droni ucraini dalle connessioni Starlink e Starshield.

Autonomia satellitare europea: servizi e tempi reali

SistemaStato (2026)Per Kiev
GOVSATCOMOperativo da gennaio 2026, con capacità satellitari governative condivisePartecipazione ucraina oggetto di negoziato; equivalenza operativa con Starshield non dimostrata
IRIS²In sviluppo; prima versione semplificata annunciata per il 2029Non è oggi una rete sostitutiva disponibile per le missioni dei droni

Fonti: Commissione europea, febbraio 2026; Consiglio Ue, decisione 2026/587; Centro comune di ricerca della Commissione, IRIS².

La sovranità si misura anche nelle condizioni di accesso

Per Stati che affidano funzioni essenziali a piattaforme esterne, non basta contare quanti satelliti siano in orbita. La domanda operativa è chi può cambiare copertura, velocità ammessa e usi consentiti, con quale preavviso e con quali possibilità di contestazione. Un contratto di connettività può definire procedure, responsabilità e continuità attesa; non può cancellare da solo il potere sovrano di uno Stato straniero sulle sue risorse militari.

Per l’Europa, dunque, la risposta concreta comprende reti alternative realmente collaudate, non soltanto annunciate, terminali e sistemi di comando capaci di passare fra diversi collegamenti e intese politiche chiare sull’accesso in emergenza. Il ritorno online di Starlink e Starshield il 15 ottobre evita il protrarsi del danno segnalato dalle forze ucraine. Non cancella, però, il fatto più istruttivo: alcune missioni possono essere compromesse nell’intervallo fra una modifica remota del servizio e la spiegazione di chi l’ha disposta.

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