L’Industria 5.0 si è presentata come la correzione etica dell’Industria 4.0. Dopo il decennio dell’automazione e della fabbrica interconnessa, il nuovo paradigma rimette l’essere umano al centro del processo produttivo: non più la macchina che sostituisce l’operaio, ma la collaborazione tra i due, la valorizzazione delle competenze, la sostenibilità sociale della produzione. È un messaggio che suona bene nelle presentazioni istituzionali e nei documenti europei.
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Industria 5.0, chi difende le competenze quando decide l’AI
Lo skill gap nel contesto di Industria 5.0 mette le imprese davanti a una contraddizione: si cercano competenze sempre più avanzate, ma si adottano sistemi che possono ridurre lo spazio del giudizio umano. La formazione serve, purché l’organizzazione del lavoro permetta agli operatori di esercitare ciò che imparano
CEO & Founder CREMETE SRL / CEO & Founder TALENCE SRL

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