L’intelligenza artificiale promette di democratizzare conoscenza e capacità produttiva. Può però produrre l’effetto opposto: chi dispone dei modelli migliori, di più capacità di calcolo e delle competenze per usarli trasforma quel vantaggio in nuovi strumenti, maggiore produttività e ancora più accesso all’AI. Il prossimo digital divide, allora, non separerà chi ha l’AI da chi non ce l’ha, ma chi la consuma da chi la trasforma continuamente in nuovo capitale.
nuovi privilegi
Il divario dell’AI: chi può permettersi l’intelligenza migliore
L’intelligenza artificiale riduce i costi ma concentra vantaggi: accesso ai modelli migliori, capacità di calcolo, competenze e infrastrutture permettono a persone, imprese e Paesi di trasformare l’AI in capitale cognitivo, ampliando un divario che riguarda produttività, velocità e potere economico
informatico e ricercatore indipendente specializzato in EdTech

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