Living lab

I 100 luoghi di Industria 4.0, così il Veneto si fa laboratorio di innovazione industriale

Sono luoghi in cui si possono toccare con mano applicazioni del 4.0. Si tratta spesso di applicazioni sui processi che – essendo trasversali – possono essere mutuati da diversi settori, con un effetto moltiplicativo significativo. Un living lab che è anche un’esperienza mutuabile in altri territori

Pubblicato il 13 Apr 2018

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I 100 luoghi di Industria 4.0, così il Veneto si fa laboratorio di innovazione industriale

In Veneto la locale Confindustria si è data, da tempo, un’agenda su Industria 4.0, costituendo un tavolo dedicato al tema del quale fanno parte tutte e sei le territoriali.

Nel corso degli ultimi dieci mesi il lavoro è partito dallo scenario generale, ha seguito le tematiche inerenti le misure di sostegno nazionali, la partita dei Digital Innovation Hub e Competence Center, approfondito il tema dei servizi in capo ai DIH e il modello di audit per le imprese. Insomma un’agenda fatta di tanti temi e tanto approfondimento, per arrivare ai due argomenti clou (almeno per ora), il documento per un “Progetto di Legge regionale 4.0″ e il progetto denominato “I 100 luoghi di Industria 4.0”

Ma cos’è “I 100 luoghi di Industria 4.0“, primo esempio in Italia di questo genere?

Cos’è i 100 luoghi di Industria 4.0?

Il progetto fa parte delle iniziative di awareness e disseminazione intraprese da Confindustria Veneto, per aiutare a stimolare in tutti noi imprenditori una vera cultura del 4.0.

Nel piano Calenda si sostiene la necessità della creazione di Living Lab nei territori: luoghi in cui possano essere «toccate con mano» applicazioni del 4.0. Si tratta spesso di applicazioni sui processi che – essendo trasversali – possono essere mutuati da diversi settori, con un effetto moltiplicativo significativo. E allora si è detto quale miglior living lab, dove si stimoli l’emulazione e le migliori pratiche, delle Industrie che già hanno avviato un percorso verso il 4.0?

Da questa premessa Confindustria Veneto ha iniziato ad immaginare il progetto, puntando a promuovere positivi processi di emulazione e networking. Lo spunto è venuto da un analogo progetto attuato dal Baden Wurttenberg, visibile nel web, intitolato “100 Orte fur Industrie 4.0 in Baden Wurttenberg”, ovvero i 100 luoghi per l’Industria 4.0 nel Baden Wurttenberg.

Ma come è stato organizzato il tutto?

Elementi caratterizzanti 

Si tratta di un’iniziativa di carattere regionale, che, come si diceva, coinvolge tutte le Territoriali del Veneto ed è rivolta esclusivamente ad aziende venete “user” di tecnologie 4.0. Le regole di ingaggio minime prevedono la presenza congiunta di soluzioni avanzate (e visibili) sul 4.0 in azienda; un ecosistema aziendale orientato all’innovazione; disponibilità ad ospitare in azienda alcune iniziative di diffusione rivolte a stakeholders e imprese. In buona sostanza si comprenderà come l’obiettivo sia di «far toccare con mano» processi 4.0, in un ecosistema aziendale efficiente e orientato all’innovazione.

Confindustria Veneto da parte sua sta mettendo a punto un sito ad hoc con geolocalizzazione delle aziende per far raccontare le storie delle Industrie 4.0 anche con testi, foto e video, con approccio molto tecnico e utile per chi voglia comprendere come avviare un percorso 4.0

Modalità di gestione del progetto

Per selezionare i criteri di accesso e l’ammissione ad entrare nel progetto “I 100 luoghi di Industria 4.0” Confindustria si è rivolta alla Fondazione Univeneto, che raggruppa le quattro Università del territorio regionale ovvero quella di Padova, di Cà Foscari, dello IUAV e di Verona. Univeneto ha individuato un Comitato Tecnico Scientifico incaricato appunto di definire criteri scientifici e tecnologici di ammissione per le aziende e successivamente di valutare le candidature pervenute. I componenti individuati sono pertanto: Luciano Gamberini (UNIPD), Fabrizio Dughiero (UNIPD), Agostino Cortesi (Ca’ Foscari), Mario Pezzotti (UniVR), Francesco Musco (IUAV).

Il team accademico ha definito un questionario che le aziende troveranno online sui siti di Confindustria Veneto e di tutte le territoriali già entro il mese di aprile. Allo stesso tempo verrà inviata la Comunicazione di progetto alle circa 11 mila imprese iscritte a Confindustria Veneto. Da maggio in poi quindi vi sarà la ricezione delle candidature e la valutazione finale delle candidature a cura del team accademico. Ci si potrà poi candidare, da lì in avanti, in ogni momento, anche se le proposte saranno vagliate con cadenza trimestrale. Man mano che verranno ammesse le aziende si procederà subito alla implementazione del sito per iniziare a raccontare le storie tecniche delle singole Imprese4.0. Parallelamente, da settembre 2018, messe a punto le procedure, si pensa ad azioni forti di comunicazione e formazione e successivamente iniziative di road show nelle varie territoriali, per diffondere e rendere diffusa, tra gli imprenditori, l’iniziativa. Ecco quindi che nasce dal basso, dal territorio, un immenso living lab, fatto delle tantissime PMI venete.

Replicabilità del progetto

Ma perché vi abbiamo raccontato l’iniziativa in dettaglio? Proprio perché altri la possano mutuare in altre parti d’Italia. A tal proposito Fabrizio Gea, il delegato di Vincenzo Boccia, responsabile del coordinamento nazionale Digital Innovation Hub, Confindustria ci ha chiesto di mutuare in altre regioni l’innovativo progetto de “I 100 luoghi di Industria 4.0”. Cosa che faremo molto volentieri, affinchè quello dei luoghi di eccellenza di Industria 4.0 diventi un esempio virtuoso, nato in Veneto, ma replicabile in ogni parte d’Italia.

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