Give Me Drug

Contro lo spreco del farmaco e la povertà sanitaria, dalla Puglia una piattaforma innovativa

Il progetto Give Me Drug persegue l’obiettivo di ridurre lo spreco del farmaco e al tempo stesso di rispondere al bisogno di cura delle persone meno abbienti. Ecco come funziona e quali sono i ritorni socio-economici

Pubblicato il 31 Mag 2018

Chiara Lerario

promotore del progetto Give Me Drug

Valentino Moretto

Business Developer – Links Management and Technology SpA

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Contro lo spreco del farmaco e la povertà sanitaria, dalla Puglia una piattaforma innovativa

Give Me Drug, letteralmente donami un farmaco, è un progetto[1] che nasce dalla voglia, e al tempo stesso dalla riconosciuta e ormai crescente necessità, di contribuire con innovazioni di tipo sociale e digitale al fenomeno dello spreco del farmaco da un lato e della povertà sanitaria in Italia dall’altro.

Contro lo spreco del farmaco e la povertà sanitaria

Ben otto sono i miliardi, secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco, di compresse inutilizzate ogni anno nel nostro Paese. In un contesto sociale in cui si verifica un così alto spreco di farmaci si registra anche un deciso incremento della richiesta di farmaci a fronte del costante aumento degli indigenti assistiti. Ma il dato ancora più preoccupante è che le difficoltà legate alla possibilità di curarsi riguardano gran parte delle “normali” famiglie italiane che, per motivazioni socio-economiche, si trovano a dover rinunciare a visite mediche o esami di accertamento.[2]

Uso poco consapevole dei farmaci

A ciò si aggiunge, poi, la scarsa sensibilizzazione da parte del cittadino ad un uso consapevole e corretto del farmaco: gran parte della popolazione infatti fa abuso di farmaci, in particolare antinfiammatori e antibiotici, assumendoli spesso senza prescrizione medica; il 60% non getta i farmaci scaduti nell’apposito contenitore ed il 70% non controlla se un farmaco è già in suo possesso prima di farsene prescrivere una nuova confezione, non considerando i danni che tutto ciò comporta sia in termini di salute personale ed ambientale sia in termini di sostenibilità per il SSN. Ebbene, nel contesto appena delineato GIVE ME DRUG, in linea con la recente legge nazionale antispreco 166/2016 (cosiddetta “Legge Gadda”), con le analoghe normative regionali approvate (Puglia, Lombardia, Veneto, etc), con le circolari vigenti in tema di regolamentazione dell’acquisto, della donazione e dello scambio di farmaco (art.15 Legge n.475/1968, Dlgs n.196/2003, Dlgs n. 17/2014, direttiva 2011/62/EU, Dlgs n. 223/2006), persegue l’obiettivo di ridurre lo spreco del farmaco e al tempo stesso di rispondere al bisogno di cura delle persone meno abbienti.

Come funziona Give Me Drug

Ciò sarà possibile attraverso una piattaforma socio-tecnica che metterà in relazione il cittadino, le farmacie e gli enti senza scopo di lucro al fine di cedere/donare farmaci. Scendendo nel dettaglio della soluzione, che sarà online in una versione sperimentale a settembre prossimo all’indirizzo www.donasalute.it , essa consentirà:

  • all’utente finale di poter acquistare un farmaco, grazie all’acquisto dalle farmacie accreditate sulla piattaforma
  • Alle farmacie di poter donare farmaci, anche eventualmente prossimi alla scadenza, interoperando con il proprio gestionale, caricando sulla piattaforma tutti i dati relativi ai medicinali in scadenza e scegliendo quali donare.
  • Agli enti senza scopo di lucro di soddisfare il bisogno di farmaci da parte dei meno abbienti gestendo l’offerta del farmaco reso disponibile sulla piattaforma

Tutelare il diritto alla salute

Questo meccanismo consentirà, dunque, da un lato di evitare lo spreco del farmaco – venendo anche incontro all’esigenza delle farmacie di non accumulare giacenze in magazzino – e dall’altra di garantire il fondamentale diritto alla salute tutelato costituzionalmente dall’art. 32 come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività (…)”. Le ricadute e gli impatti progettuali potranno inoltre incidere in maniera sostanziale sui seguenti aspetti:

  • L’empowerment sistemico e strutturato di farmacie ed enti assistenziali (onlus, parrochie, etc) in buone pratiche anti-spreco e nel dono del farmaco con evidenti ricadute economiche, sociali, ambientali ed istituzionali
  • Il coinvolgimento di comunità ed enti pubblici che potranno beneficiare di una “piattaforma sociale” in grado di lanciare, all’interno dei singoli contesti urbani, iniziative solidali e attente ai più deboli
  • L’introduzione di innovazioni che possano valorizzare, tramite tecnologie e interoperabilità, il patrimonio informativo delle farmacie
  • Il potenziale interesse da parte di fondazioni ed istituti di credito verso un progetto che può avere forti impatti e ritorni socio-economici

L’auspicio, inoltre, è che la piena operatività della piattaforma possa essere salutata e accompagnata all’emanazione dei decreti attuativi necessari a promuovere gli sgravi fiscali collegati alla legge 166/2016 e alle analoghe legge regionali. Ci si augura, infine, che il sistema di attori e stakeholders, pubblici e privati, potenzialmente interessati al progetto possa adottare la piattaforma e farne un riferimento per la domanda/offerta non solo di farmaci ma, in prospettiva, di diversi servizi di welfare.

_________________________________

  1. Finanziato con il bando PIN (Pugliesi Innovatori) con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e del PO Puglia 2014/2020 ↑
  2. si legga il Rapporto 2016 – Donare per curare: Povertà sanitaria e Donazione Farmaci, promosso dalla Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato con il sostegno di IBSA dall’Osservatorio Donazione Farmaci di Banco Farmaceutico ↑

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