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Pagamenti multi-beneficiario: il prossimo passo concreto di pagoPA



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PagoPA è ormai quasi universale nei Comuni e ha spinto i pagamenti digitali, anche grazie al PNRR. Restano però casi in cui si usa ancora F24 o in cui un avviso coinvolge più enti beneficiari. Il multi-beneficiario può ridurre manualità, ritardi ed errori contabili

Pubblicato il 27 gen 2026

Patrizia Saggini

avvocata, esperta di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione



pagopa

I pagamenti pagoPA multi-beneficiario possono essere il prossimo salto di efficienza dopo l’adozione quasi universale della piattaforma nei Comuni: non solo incassi più semplici per i cittadini, ma anche ripartizioni automatiche tra enti diversi, riducendo manualità contabili, ritardi e margini di errore.

La piattaforma pagoPA è ormai adottata quasi universalmente da tutti i Comuni italiani: nel 2021, il 99,4% dei Comuni (circa 7.860) aveva aderito, con transazioni in forte crescita da 9,4 milioni nel 2020 a 43,2 milioni nel 2023; i bandi finanziati con fondi PNRR hanno contribuito alla sua diffusione.

Fonte: https://www.pagopa.gov.it/it/numeri/

I cittadini pagano in modo semplice e rapido tramite canali multipli (app IO, PSP, home banking), con trasparenza sui costi delle commissioni e certezza dell’importo aggiornato automaticamente. La piattaforma offre sicurezza, tracciabilità e ricevute immediate, riducendo code e uso di contanti.

I vantaggi dei pagamenti pagoPA per i Comuni

I Comuni gestiscono incassi in tempo reale con molteplici vantaggi:

  • Riconciliazione automatica: abbina pagamenti a posizioni debitorie senza intervento manuale, eliminando errori e ritardi nel recupero crediti;
  • Rendicontazione automatica: avvio dell’iter di emissione delle reversali di incasso abbinate ai capitoli di bilancio per l’accertamento delle entrate;
  • Monitoraggio in tempo reale: controllo immediato di tutti gli incassi, per decisioni rapide su politiche di spesa;
  • Risparmio sui costi: riduzione diretta di spese di gestione e indirette (es. sanzioni, carta, inchiostro), con incassi più veloci con molteplici canali;
  • Tracciabilità e sicurezza: favorisce pagamenti digitali tracciabili, diminuendo contanti e supportando obblighi normativi;
  • Sostenibilità: contribuisce a obiettivi ambientali riducendo risorse fisiche e promuovendo avvisi digitali.

KPI per misurare l’impatto operativo dopo l’adozione di pagoPA

Confrontando dati pre e post-adozione della piattaforma, possono essere individuati i seguenti KPI per misurare i risparmi operativi nella performance degli enti:

  • Riduzione tempi di conclusione del processo: tempo medio di completamento pagamenti e riconciliazione (es. -30-40% post-digitalizzazione).
  • Costo per transazione: calcolo del costo unitario (back-office, personale, materiali) prima/dopo pagoPA, puntando a -20-30%.
  • Tasso di pagamenti digitali: percentuale di incassi via pagoPA sul totale, con target >75% per massimizzare efficienza.
  • Tempestività incassi: giorni medi di ritardo ridotti e quota pagamenti entro termini (es. >74% come benchmark PA).
  • Risparmio economico totale: importo annuo risparmiato su gestione pagamenti, inclusi costi indiretti come recupero crediti.

SEND e pagoPA: continuità tra notifica digitale e pagamento

Allo stesso modo, anche la piattaforma SEND per l’invio delle notifiche digitali si propone importanti obiettivi di semplificazione: la sua diffusione tra i Comuni è in forte accelerazione grazie ai fondi PNRR (Misura 1.4.5), con target nazionali di 6.400 enti aderenti entro giugno 2026. Oltre 1.900 Comuni sono già operativi per inviare notifiche digitali vincolanti tramite SEND, superando milestone europee (800 enti entro 2023).

Le due piattaforme — pagoPA e SEND — sono in qualche modo collegate sia perché gestite dallo stesso soggetto, sia perché ottimizzano l’esperienza utente soprattutto quando si tratta di notificare un atto che contiene un avviso di pagamento: il destinatario può utilizzare le stesse funzionalità di App IO, ad esempio, sia per leggere l’atto notificato sia per eseguire il pagamento, anche contestualmente.

Perché non è ancora finito il percorso: F24 e più beneficiari

Quindi possiamo dire che tutti gli obiettivi di trasformazione digitale sono già completati? Siamo già al termine del percorso, ma probabilmente rimane ancora qualcosa da migliorare. Mi riferisco a casi in cui la notifica, o anche il semplice pagamento da effettuare a favore della PA, viene gestita ancora con F24 oppure riguarda più beneficiari.

TARI/TEFA e pagamenti pagoPA multi-beneficiario: la spinta normativa

Su questo ultimo tema, con il D. M. 21 ottobre 2020 del Ministero dell’economia e delle finanze sono state definite le modalità di versamento unificato, per le annualità 2021 e seguenti, della tassa sui rifiuti (TARI), della tariffa corrispettiva e del tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente (TEFA) mediante la piattaforma pagoPA.

La modifica normativa è stata apportata con l’obiettivo di ottimizzare il pagamento della quota del 5% sulla Tariffa Rifiuti a favore della Provincia / Città Metropolitana, che viene versato a consuntivo dai Comuni, e in parecchi casi con notevole ritardo.

Per rendere possibile il pagamento di un avviso che ha come destinatari più soggetti, PagoPA S.p.A. ha introdotto una nuova modalità di pagamento “multi-beneficiario” per il versamento automatico delle somme ai rispettivi Enti impositori — Comuni per la TARI e Province/Città Metropolitane per il TEFA.

Le ipotesi di pagamenti con diversi beneficiari — o addirittura il cui beneficiario è un ente diverso da colui che emette l’avviso — possono essere parecchie, al di là della TARI/TEFA, da cui è partita la modifica normativa appena citata.

Altri casi d’uso dei pagamenti pagoPA multi-beneficiario nella PA locale

Ad esempio, si possono presentare i seguenti casi.

IMU e contributo IFEL: oggi il flusso è legato a F24

Accertamento e riscossione coattiva per mancato pagamento IMU: il contributo all’IFEL è un obbligo di legge (istituito dall’art. 10 comma 5 del D. Lgs. 504/92 e la cui percentuale è stata definita dalla L. di Bilancio 2020, L. 160/19 – art. 1 commi 738-783) che serve a finanziare le attività dell’Istituto a supporto dei Comuni. Tale contributo è calcolato applicando una percentuale (corrispondente ad un’aliquota ridotta allo 0,56 per mille) sul gettito complessivo annuo di specifici tributi locali, tra cui principalmente l’IMU.

Il contributo IFEL si calcola certamente sulla quota parte relativa all’imposta recuperata, sia sul pagamento ordinario sia sugli importi oggetto di accertamento e di riscossione coattiva. Al momento, la quota per IFEL viene automaticamente detratta dall’Agenzia delle Entrate, utilizzando le funzionalità collegate alla riscossione con il mod. F24.

Sanzioni e riparti: quando emittente e beneficiario non coincidono

Sanzioni emesse dalla Polizia Locale con autovelox su strade non di competenza comunale: per il principio della territorialità della sanzione (art. 142 Codice della Strada), il 50% della sanzione spetta all’Ente proprietario della strada (esempio la Provincia) mentre l’altro 50% all’Ente a cui appartiene l’organo accertatore.

Sanzioni amministrative emesse da forze di polizia nazionali, il cui beneficiario è il Comune in cui si eleva la sanzione. In entrambi questi casi, si ha una diversità di ruoli tra chi emette l’avviso e il beneficiario, e ciò comporta operazioni contabili e gestionali che vengono fatte in modo manuale, comportando impiego di personale e possibilità di errore.

SUAP: una sola istanza, più enti, un solo pagamento

Oneri per le pratiche SUAP, in cui in alcuni casi gli importi dovuti per la presentazione dell’istanza sono di competenza di enti diversi (es: Comune, ARPA, Vigili del Fuoco, Az. USL, ecc.). Anche in questo caso, essendo l’istanza SUAP unica, sarebbe opportuno che anche il pagamento di eventuali diritti collegati alla pratica fosse pagato con un’unica operazione, e non con pagamenti divisi per ciascun Ente beneficiario.

CIE: un caso chiave per pagamenti pagoPA multi-beneficiario tra Comune e MEF

Pagamento del corrispettivo per incasso CIE, in cui una parte dell’importo è di competenza del Comune e un’altra parte è di competenza del MEF. La normativa di riferimento è contenuta nel Decreto 25 maggio 2016 — “Determinazione del corrispettivo a carico del richiedente la carta d’identità elettronica”: infatti, all’art. 2 comma 4 è già prevista — ma ancora mai attuata — la possibilità di incasso dei diritti con il Nodo Nazionale dei pagamenti, nel qual caso i corrispettivi verrebbero ripartiti “automaticamente” tra:

a) all’entrata del bilancio dello Stato, per la parte relativa ai corrispettivi, comprensivi di IVA, con imputazione al capo X – capitolo 3746 per la riassegnazione allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (…)

b) ai comuni che hanno rilasciato le carte d’identità elettroniche, per la parte relativa ai diritti fissi e di segreteria, sui conti correnti indicati dagli stessi all’atto dell’adesione alla piattaforma per i pagamenti elettronici.

Questa fattispecie rappresenta un esempio molto importante, perché al momento tutti i Comuni italiani emettono la CIE, quindi incassano dal cittadino il corrispettivo dovuto e almeno mensilmente versano — in modo manuale — le somme dovute al MEF.

È di tutta evidenza che la gestione di questo pagamento in modalità multi-beneficiario rappresenterebbe una grande semplificazione amministrativa e contabile per i Comuni, oltre che per MEF e Ministero dell’Interno. I Comuni eviterebbero operazioni manuali di versamento e rendicontazione, e gli Enti nazionali avrebbero a disposizione immediatamente le somme pagate, senza problemi di controllo o ritardo.

Requisiti abilitanti per rendere operativo il multi-beneficiario

Per la completa realizzazione di questo sistema, quindi, occorrono delle condizioni abilitanti:

  • in alcuni casi occorrono modifiche normative, in altri casi atti organizzativi tra i Ministeri o altri Enti competenti;
  • la piattaforma pagoPA deve garantire la gestione degli IBAN “pubblici” degli enti a cui deve essere effettuato l’accredito delle somme da riscuotere, evidentemente diversi da quello dell’ente che emette l’avviso.

Benefici finali dei pagamenti pagoPA multi-beneficiario: automazione e risparmio

Sfruttando le potenzialità del pagamento multi-beneficiario, si possono ottenere benefici notevoli, sia per i cittadini — approfittando dell’esperienza d’uso delle piattaforme abilitanti (pagoPA e SEND) — sia soprattutto per gli uffici della Pubblica Amministrazione, che possono automatizzare processi complessi che riguardano più istituzioni, risparmiando risorse sia in termini di personale sia in termini di tempo.

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