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Pagamenti PagoPa con multi-beneficiario: novità, vantaggi e possibili sviluppi

Il pagamento “multi-beneficiario” permette di emettere e gestire pagamenti, come TARI e TEFA, anche “cross ente”: ecco come potrà semplificare la vita di cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni

03 Set 2021
Patrizia Saggini

avvocata, esperta di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione

pagopa

La novità del pagamento “multi-beneficiario” rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana dei pagamenti online, perchè rende possibile l’emissione e la gestione di pagamenti anche “cross ente”, e nel breve-medio periodo rappresenterà sicuramente una semplificazione per cittadini/imprese e Pubbliche Amministrazioni. Ecco di cosa si tratta.

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Le novità del pagamento “multi-beneficiario”

Con il D. M. 21 ottobre 2020 del Ministero dell’economia e delle finanze sono state definite le modalità di versamento unificato, per le annualità 2021 e seguenti, della tassa sui rifiuti (TARI), della tariffa corrispettiva e del tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene dell’ambiente (TEFA) mediante la piattaforma pagoPA, in esecuzione di quanto previsto dall’art. 38-bis, comma 1, lett. a) e b), D.L. 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla L. 19 dicembre 2019, n. 157 (che ha modificato il comma 7 dell’articolo 19 del decreto legislativo n. 504 del 1992).

La modifica normativa è stata apportata con l’obiettivo di ottimizzare il pagamento della quota del 5% sulla Tariffa Rifiuti a favore della Provincia / Città Metropolitana, che viene versato a consuntivo dai Comuni, e in parecchi casi con notevole ritardo.

Per rendere possibile il pagamento di un avviso che ha come destinatari più soggetti, PagoPA spa ha introdotto una nuova modalità di pagamento “multi-beneficiario” per il versamento automatico delle somme ai rispettivi Enti impositori – Comuni per la TARI e Province/Città Metropolitane per il TEFA.

I piani di adeguamento delle procedure di pagamento

Per poter permettere il pagamento con le nuove funzionalità, è quindi necessario che i Comuni, le Città Metropolitane e le Province – tramite i loro Partner tecnologici – e i Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) prevedano un piano di adeguamento delle proprie procedure per l’attuazione dei pagamenti che hanno queste caratteristiche, che coinvolge sia i fornitori del SW di gestione del singolo tributo/pagamento, sia il Partner tecnologico e in ultima istanza tutti i PSP, che debbono “reindirizzare” correttamente a ciascun beneficiario le somme dovute.

Al fine di evitare che gli sviluppi informatici in capo agli Enti creditori e ai PSP comportino ritardi e disservizi nei confronti dell’utenza, e considerati anche i tempi di adeguamento delle procedure informatiche di gestione degli avvisi multi-beneficiario, PagoPA ha dato indicazioni secondo cui il pagamento di tali avvisi possa prudentemente avvenire a decorrere dal 1° luglio 2021. Come risulta anche dal Comunicato del MEF, sono state individuate alcune prassi che possono agevolare nella corretta gestione degli avvisi di pagamento della TARI e del TEFA per l’anno 2021, senza intralciare il processo di riscossione. In particolare:

  • In caso di pagamento rateizzato della TARI è possibile prevedere che il TEFA sia incluso nel pagamento dell’ultima rata, o comunque incluso in una rata in scadenza successivamente al 30 giugno p.v. Questa soluzione potrebbe essere adottata anche a regime; [Esempio]
  • In caso di pagamento in unica soluzione della TARI, sarebbe opportuno posticipare la scadenza del pagamento complessivo a saldo successivamente al 30 giugno 2021 – avendo cura di evidenziare esplicitamente il termine da cui sarà possibile effettuare il pagamento; [Esempio]
  • nel caso in cui sia indispensabile emettere avvisi di pagamento TARI con scadenza in unica soluzione prima del 30 giugno 2021 è possibile emettere un avviso relativo ad un primo acconto (ad es. 80%) e un altro a saldo (con scadenza successiva al 30 giugno 2021), comprensivo dell’intero importo del TEFA. [Esempio]

In ogni caso, i PSP avrebbero dovuto adeguarsi entro il 1 luglio scorso, mentre gli Intermediari/Partner Tecnologici dovrebbero essere pronti entro la fine del 2021.

Il nuovo modello di pagamento presso PSP con Ente multi-beneficiario consente la possibilità di gestire con un unico avviso i casi in cui l’importo pagato sia accreditato, in quota parte, su conti di diversi Enti beneficiari (es: tributo TARI/TEFA).

Ciò si verifica tutte le volte in cui la somma totale del debito debba essere ripartita tra più Enti Creditori (tutti aderenti alla Piattaforma pagoPA), o anche solo di un altro soggetto, diverso da quello che ha emesso l’avviso.
In tali casi la stessa posizione debitoria dovrà essere scomposta in diverse RPT ognuna delle quali afferente ad un Ente Creditore coinvolto.

La documentazione in merito al nuovo workflow di pagamento con avviso che rimuove la limitazione di un unico beneficiario è disponibile a questi link:

La sussidiarità per gli Enti in ritardo

A fronte di quanto previsto nell’allegato A dello stesso Decreto, agli Enti che al 30 giugno 2021 non siano ancora stati in grado di sviluppare una soluzione o di adottarne una fornita da un partner tecnologico, oppure adottare una soluzione “in riuso” messa a disposizione da numerose società “in house” regionali, PagoPA spa metterà a disposizione una soluzione in sussidiarietà, che consentirà:

  • la generazione degli avvisi pagoPA (analogici/digitali);
  • la successiva postalizzazione degli avvisi pagoPA a cura dei singoli Comuni;
  • di generare, a richiesta, un’avvisatura digitale tramite App IO.

Gli avvisi pagoPA generati con questa soluzione, consentiranno ai cittadini di effettuare i pagamenti mediante i canali, resi disponibili dai PSP aderenti alla piattaforma, fisici (uffici postali, tabaccai, filiali bancarie, ecc), on line e tramite App IO.

Con una recente comunicazione, PagoPA ha pubblicato le condizioni d’uso del portale TEFA: occorre presentare una domanda indicando i dati richiesti; nel caso in cui il Comune utilizzi già un intermediario/Partner tecnologico, PagoPA ne valuterà la fattibilità, in base al numero di richieste di pagamento, della capacità di gestione della soluzione e del numero di richieste da gestire in concomitanza.

Da quanto risulta sul sito di PagoPA, a Provincia/Città Metropolitana, in qualità di Ente impositore della TEFA, dovrà esclusivamente comunicare ai comuni del proprio territorio di competenza l’IBAN di accredito del tributo TEFA, avendo cura di verificare che tale IBAN corrisponda ad uno di quelli censiti sulla piattaforma pagoPA (cfr Manuale Utente del Portale delle Adesioni, in particolare, la sezione relativa al censimento degli IBAN è al punto 4.6.2.8 “Attivazione e gestione degli IBAN (RP)”).

A fronte del pagamento effettuato dall’utente, la Provincia/Città metropolitana riceverà quindi l’accredito degli importi e la relativa rendicontazione:

  • accredito delle somme incassate attraverso la piattaforma pagoPA (D+1 – accrediti automatici il giorno successivo all’incasso TARI/TEFA);
  • rendicontazione analitica di tutti gli incassi TEFA per ciascun Comune e per ciascun contribuente (D+2 rendicontazione analitica fornita il secondo giorno lavorativo successivo all’incasso da parte dei PSP).

Le ricevute di tale pagamento saranno consegnate:
– alla stazione dalla quale è partita la richiesta di pagamento;
– a tutte le stazioni degli EC coinvolti e dedite alla ricezione di pagamento per conto terzi (parametro della stazione broadcast).

Cosa si può migliorare

Occorre però segnalare un’esigenza di miglioramento, relativa alla “comunicazione” degli IBAN degli enti su cui effettuare pagamenti: in una prima fase è comprensibile l’indicazione di una comunicazione specifica della Provincia / Città Metropolitana ai Comuni, ma forse questo non è sostenibile quando il sistema sarà a regime, quindi dovrebbe essere previsto un flusso comunicativo più agevole e automatizzato; ad esempio, si potrebbe rendere disponibile un servizio di consultazione (tramite web services e tramite API) con cui reperire/verificare i dati di accredito dell’ente beneficiario, eventualmente affiancato da una consultazione manuale del portale di PagoPA.

Questo faciliterebbe l’emissione di avvisi di pagamenti con multi-beneficiario tramite SW applicativi dedicati ed eviterebbe l’utilizzo di dati sbagliati o non aggiornati.

Proprio a questo fine, è in corso di attivazione la possibilità per ciascun ente aderente a PagoPA di indicare un IBAN di accredito come “pubblico” o “privato”: solo nel primo caso, il conto potrà essere visibile ed essere abilitato a ricevere pagamenti dall’esterno.

Anche perchè le ipotesi di pagamenti con diversi beneficiari – o addirittura il cui beneficiario è un ente diverso da colui che emette l’avviso – possono essere parecchi, al di là della TARI/TEFA – da cui è partito la modifica normativa citata in premessa.

Ad esempio, si possono presentare i seguenti casi:

  • sanzioni emesse dalla Polizia Locale su strade non di competenza comunale (e quindi l’importo della sanzioni è di esclusivo beneficio dell’ente proprietario della strada);
  • sanzioni emesse da forze di polizia nazionali, il cui beneficiario il Comune in cui si eleva la sanzione;
  • oneri per le pratiche SUAP, in cui in alcuni casi gli importi sono di competenza di enti diversi (ES: Comune, ARPA, Vigili del Fuoco, Az. USL, ecc.);
  • pagamento del corrispettivo per incasso CIE, in cui una parte dell’importo è di competenza del Comune e un’altra parte è di competenza del MEF.

Rispetto a quest’ultimo caso, la normativa di riferimento è contenuta nel Decreto 25 maggio 2016 – Determinazione del corrispettivo a carico del richiedente la carta d’identità elettronica: infatti, all’art. 2 comma 4 è già prevista la possibilità di incasso dei diritti con il Nodo Nazionale dei pagamenti, nel qual caso i corrispettivi vengono ripartiti “automaticamente” tra:

  • all’entrata del bilancio dello Stato, per la parte relativa ai corrispettivi, comprensivi di IVA, con imputazione al capo X – capitolo 3746 per la riassegnazione allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze (…)
  • ai comuni che hanno rilasciato le carte d’identità elettroniche, per la parte relativa ai diritti fissi e di segreteria, sui conti correnti indicati dagli stessi all’atto dell’adesione alla piattaforma per i pagamenti elettronici.

Questa fattispecie rappresenta un esempio molto importante, perché al momento tutti i Comuni italiani emettono la CIE, quindi incassano dal cittadino il corrispettivo dovuto e almeno mensilmente versano – in modo manuale – le somme dovute al MEF; è di tutta evidenza che la gestione di questo pagamento in modalità multi-beneficiario rappresenterebbe una grande semplificazione amministrativa e contabile per i Comuni – oltre che per MEF e Ministero dell’Interno.

I Comuni eviterebbero operazioni manuali di versamento e rendicontazione, e gli Enti nazionali avrebbero a disposizione immediatamente le somme pagate, senza problemi di controllo o ritardo.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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