L’integrazione dell’intelligenza artificiale nel sistema produttivo italiano non si tradurrà in un processo di sostituzione tecnologica lineare, bensì in una profonda riconfigurazione dei compiti all’interno dell’intero stock della forza lavoro. Mentre il dibattito pubblico si concentra spesso sul “margine estensivo”, ovvero sulla distruzione netta di intere occupazioni o sulla nascita di nuovi ruoli professionali, l’impatto più dirompente dell’IA si giocherà sul “margine intensivo”, trasformando radicalmente la natura stessa delle mansioni quotidiane dei lavoratori che rimarranno in sella.
l'analisi
AI e lavoro in Italia: ecco le professioni più esposte
L’intelligenza artificiale non colpirà il lavoro italiano in modo uniforme: professioni cognitive, settori finanziari, attività d’ufficio e servizi avanzati risultano più esposti, mentre mansioni manuali e relazionali restano protette da barriere operative, fisiche ed emotive
ricercatore Randstad Research
ricercatrice Randstad Research
ricercatrice Randstad Research

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