Se lo smartphone ha ridisegnato il nostro rapporto con il tempo, azzerando la noia e frammentando l’attenzione, l’avvento dell’intelligenza artificiale punta ancora più in alto: al cuore della nostra autonomia intellettuale. Questo articolo propone un parallelismo tra le due rivoluzioni, esplorando come la delega sistematica alle chatbots per decisioni, dubbi e consigli quotidiani stia atrofizzando il pensiero critico.
delega tecnologica
Se l’IA pensa al posto nostro: quali capacità rischiamo di perdere
Dopo memoria e attenzione, la delega tecnologica raggiunge il giudizio. I chatbot aiutano a interpretare informazioni e valutare alternative, ma possono ridurre le occasioni per esercitare competenze. Per scuola e professionisti, la sfida è reinvestire il tempo risparmiato in ragionamento autonomo e verifica
Psicologa clinica, Psicoanalista associata alla SPI, Dirigente Psicologo presso l’AORN Ospedale Santobono Pausilipon IRCSS
Professore associato di Analisi Numerica, Dipartimento di Matematica e Applicazioni, Università degli Studi di Napoli "Federico II", fondatore e socio dello Spin-off universitario D3C, socio della Camelia Tech

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