Le competenze STEM rappresentano oggi uno degli asset più strategici per la competitività dell’Italia. Lo dimostra il Rapporto Annuale ISTAT 2026, secondo cui i laureati nelle discipline STEM registrano un tasso di occupazione pari all’86,5%, tra i più elevati in assoluto. Un dato che riflette la crescente domanda di competenze tecnico-scientifiche da parte delle imprese, trainata da settori ad alta intensità di innovazione come life sciences, biotecnologie, manifattura avanzata e tecnologie per la ricerca.
L’Italia dispone di eccellenze riconosciute a livello internazionale in molti di questi comparti. Il vero limite, tuttavia, non è la capacità di innovare, ma quella di disporre del capitale umano necessario per sostenere questa crescita. Sempre più aziende incontrano difficoltà nel reperire figure qualificate, con il rischio di rallentare progetti di ricerca, sviluppo tecnologico e trasferimento dell’innovazione.
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Donne e competenze STEM: una leva per la competitività dell’Italia
In questo scenario, aumentare la partecipazione delle donne alle discipline STEM rappresenta una leva concreta di politica industriale, oltre che una questione di equità. Ampliare la partecipazione femminile significa, infatti, allargare il bacino di talenti qualificati a disposizione delle imprese, rafforzando la capacità del sistema produttivo di competere sui mercati internazionali.
Il Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026 evidenzia come, nonostante le donne rappresentino quasi il 60% dei laureati italiani, la loro presenza nelle discipline STEM si fermi al 40,5% e scende ulteriormente al 36,7% tra i dottori di ricerca. Un potenziale ancora in parte inesplorato che il Paese non può permettersi di lasciare inutilizzato.
Competenze STEM e collaborazione tra scuola, università e imprese
Investire nelle competenze STEM significa investire nella competitività dell’Italia. Per riuscirci, però, non basta aumentare il numero di giovani che scelgono questi percorsi né favorire una maggiore partecipazione femminile lungo tutto il percorso formativo e professionale. È necessario costruire un ecosistema in cui scuola, università, ricerca e imprese collaborino in modo sempre più stretto per trasformare il capitale umano in innovazione, favorire il trasferimento tecnologico e rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
In questo scenario, le imprese sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più attivo e determinante nell’assumere professionisti qualificati, ma anche nel contribuire alla formazione delle competenze, sostenere la ricerca e creare connessioni stabili con il mondo accademico. È da questa collaborazione che le discipline STEM possono generare un impatto concreto sulla competitività del sistema Paese.
Open innovation e ricerca: l’esperienza di CrestOptics
L’esperienza di CrestOptics rappresenta un esempio concreto di questo approccio. Negli ultimi anni l’azienda ha investito in un modello di open innovation volto a creare connessioni stabili con il mondo della ricerca, sostenendo percorsi di dottorato e contratti di post-doc in collaborazione con realtà di eccellenza come il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, l’Università Cattolica del Sacro Cuore ed EMBL Rome. A questo si affianca il consolidato rapporto con l’IIT – CLNS Sapienza, nato come Joint Lab ed evolutosi nel tempo in un vero e proprio hub tecnologico dedicato alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie di imaging. Il modello di open innovation di CrestOptics ha, inoltre, favorito il rientro in Italia di ricercatrici e ricercatori con esperienze maturate all’estero, contribuendo a rafforzare il patrimonio di competenze scientifiche del Paese.
Formazione tecnica e opportunità professionali nelle STEM
La valorizzazione delle competenze, tuttavia, non riguarda soltanto la ricerca accademica. Per sostenere la competitività dei settori ad alta tecnologia è altrettanto importante riconoscere il ruolo della formazione tecnica secondaria, creando percorsi di inserimento qualificato per giovani diplomati provenienti dagli istituti tecnici e professionali. In CrestOptics, ad esempio, diverse giovani professioniste entrate in azienda dopo il diploma tecnico operano oggi nei reparti produttivi, contribuendo con competenze altamente specializzate allo sviluppo di tecnologie d’avanguardia. Un esempio concreto di come la formazione STEM possa tradursi in opportunità professionali qualificate lungo tutta la filiera dell’innovazione.
Competenze STEM tra crescita professionale e contaminazione manageriale
Un altro elemento sempre più determinante è la capacità delle aziende di offrire percorsi professionali dinamici. Le competenze STEM costituiscono infatti una base che può evolvere nel tempo, consentendo a chi proviene da ruoli tecnico-scientifici di sviluppare competenze trasversali e contribuire ad ambiti come il project management, la qualità, il marketing o lo sviluppo del business. Favorire questa contaminazione tra competenze scientifiche e manageriali significa rendere le organizzazioni più resilienti e offrire alle persone opportunità di crescita più ampie.
Inclusione e leadership femminile nelle discipline STEM
In questo quadro si inseriscono anche le politiche dedicate all’inclusione e alla valorizzazione della leadership femminile. Promuovere percorsi di mentoring, crescita professionale e pari opportunità non rappresenta soltanto una scelta di responsabilità sociale, ma un investimento sulla qualità dell’innovazione. Le organizzazioni che riescono ad attrarre e trattenere talenti diversi per esperienze, competenze e prospettive sono infatti quelle maggiormente in grado di affrontare la complessità della ricerca e dell’industria del futuro.
Il futuro delle competenze STEM in Italia
La competitività dell’Italia si giocherà sempre più sulla capacità di attrarre, formare e trattenere competenze scientifiche e tecnologiche. Per questo le discipline STEM non rappresentano soltanto una risposta alle esigenze del mercato del lavoro, ma un investimento sul futuro del sistema Paese. La collaborazione tra scuola, università, ricerca e impresa non è più un’opzione: è la condizione necessaria per trasformare il talento in innovazione e l’innovazione in crescita.
























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