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Europrivacy® e GDPR: il sigillo UE che trasforma la compliance in valore



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Con il GDPR la compliance è un obbligo con rischi e sanzioni fino a 20 milioni o al 4% del fatturato annuo. La certificazione Europrivacy, sigillo europeo ex art. 42, valida specifici trattamenti di dati personali nello SEE, con criteri modulari e controlli tecnici, nazionali e contestuali.

Pubblicato il 5 mar 2026

Nicole Mazzocchi

Senior Consultant, P4I

Silvia Santinelli

Junior Legal Consultant, P4I



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Google vaultgemma; furto documenti; indipendenza garanti privacy ISO/IEC 27701:2025 europrivacy




Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2016/679 (di seguito, “GDPR”), la compliance non è più una semplice opzione, ma un requisito di legge: i rischi legali e finanziari sono imponenti, con sanzioni che possono raggiungere i 20 milioni di euro o il 4% del fatturato mondiale totale annuo.

Tuttavia, laddove molti percepiscono il GDPR come un quadro di vincoli legali e rischi finanziari, la certificazione Europrivacy TM/® sposta il paradigma verso la validazione formale del trattamento di dati personali.

Essendo il primo e unico schema approvato dall’EDPB e riconosciuto in tutti i paesi dell’Unione Europea (UE) e dello Spazio Economico Europeo (SEE), è un vero e proprio strumento che elimina le barriere nei mercati transfrontalieri e trasforma la privacy da costo operativo a valore competitivo.

Un riconoscimento formale e sovranazionale

Il GDPR prevede meccanismi di certificazione, sigilli e marchi di protezione dei dati.

In particolare, la certificazione è una attestazione rilasciata da una parte terza (organismo o ente di certificazione) relativa a un oggetto (prodotto, processo, servizio, persona o sistema) sottoposto a valutazione della conformità rispetto a requisiti specifici.

Nel caso dell’art. 42 del GDPR, la certificazione è relativa ai trattamenti di dati personali.

La certificazione rappresenta uno strumento utile per i titolari e i responsabili del trattamento a dimostrare il rispetto degli obblighi, le garanzie sufficienti e la conformità ai requisiti di protezione dei dati. La certificazione in sé non è una prova della conformità, ma rappresenta piuttosto un elemento che può essere utilizzato per dimostrare la conformità («Linee guida 1/2018 relative alla certificazione e all’identificazione di criteri di certificazione in conformità degli articoli 42 e 43 del regolamento (UE) 2016/679» dell’EDPB).

Il GDPR prevede che i criteri di certificazione di un meccanismo di certificazione debbano essere approvati dall’autorità di controllo competente o dall’EDPB. Ove i criteri siano approvati dall’EDPB, ciò può risultare in una certificazione comune, il sigillo europeo per la protezione dei dati. L’EDPB con il «parere 28/2022 sull’ approvazione dei criteri di certificazione Europrivacy da parte del Comitato come sigillo europeo per la protezione dei dati a norma dell’art. 42.5, del regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD)», ha dato valutazione positiva in merito ai criteri di Europrivacy.

Pertanto, Europrivacy è il primo sigillo ufficiale europeo ai sensi dell’articolo 42 del GDPR. È quindi formalmente riconosciuto in tutti gli Stati membri dell’UE e dello SEE e dalle rispettive autorità di controllo nazionali. Lo schema è gestito amministrativamente dall’ECCP (Centro Europeo per la Certificazione e la Privacy) in Lussemburgo, con la supervisione di un Comitato Internazionale di esperti Europrivacy.

Scopo e ambito di applicazione: focus sul trattamento

La vera innovazione di Europrivacy risiede nel perimetro della valutazione, ossia il trattamento di dati personali (e non l’azienda in toto), definito Target of Evaluation (ToE), che deve essere specificato con precisione e risultare facilmente comprensibile. Tale ambito può riguardare una singola attività di trattamento o un insieme omogeneo di trattamenti, come la gestione del personale, i processi di profilazione o servizi digitali specifici come le app di home banking.

Lo schema si rivela così applicabile a organizzazioni di ogni dimensione, incluse le PMI. Grazie a criteri modulari, Europrivacy è progettato per validare anche trattamenti complessi legati a tecnologie emergenti quali Intelligenza Artificiale (IA), IoT, Blockchain e Big Data.

I pilastri tecnici: criteri e standard

La certificazione Europrivacy si basa su un’architettura rigorosa che combina diversi set di controlli:

• Core GDPR criteria: consentono una valutazione sistematica della conformità agli obblighi chiave definiti dal GDPR. Garantiscono che tutte le certificazioni Europrivacy assicurino un elevato livello di conformità al GDPR.

• Misure tecniche e organizzative: la certificazione Europrivacy richiede l’adozione di adeguate misure per garantire la sicurezza e la protezione dei dati trattati. Se l’oggetto della valutazione non include trattamenti ad alto rischio oppure è coperto da una certificazione ISO/IEC 27001 (o 27701) attiva, tali controlli possono essere evitati, riducendo così tempi e costi.

• Obblighi nazionali: il ToE deve essere anche conforme agli obblighi nazionali applicabili. Devono essere considerati provvedimenti e linee guida autorità nazionali di protezione dei dati.

• Criteri contestuali: controlli specifici per settore e tecnologia per garantire una valutazione completa.

Conclusione

In un panorama normativo sempre più complesso, Europrivacy emerge non solo come il sigillo europeo ufficiale per la protezione dei dati, ma come un alleato strategico per titolari e responsabili del trattamento. Certificando specifici trattamenti di dati personali con criteri modulari, rigorosi e adattabili a tecnologie emergenti, lo schema riduce rischi e costi operativi, e trasforma la compliance da obbligo a leva di differenziazione sul mercato.

In definitiva, non si tratta di un traguardo statico, ma di un ciclo triennale di sorveglianza attiva che garantisce alle imprese la resilienza necessaria per navigare l’incertezza tecnologica e normativa, rendendo la protezione dei dati il motore, e non il freno, dell’innovazione digitale.

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