È passato piuttosto inosservato nelle scorse settimane un aggiornamento tecnologico che invece, seppure in modo simbolico, rappresenta uno spartiacque di grande importanza. Esso riguarda il motore di ricerca DuckDuckGo (uno dei più importanti concorrenti di Google, in genere preferito da coloro che hanno a cuore la tutela dei dati personali). Nella barra che consente di scegliere i vari tipi di ricerca (siti, immagini, notizie…) è comparsa ultima l’iconcina di una chat: selezionandola si è immediatamente portati ad una pagina dove (peraltro con le consuete promesse di non memorizzazione delle proprie ricerche) è possibile immediatamente iniziare un dialogo usando, a scelta ChatGPT oppure Claude, due dei più celebri modelli di intelligenza artificiale generativa.
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Intelligenza artificiale a scuola: sì, ma alle giuste condizioni
Ci troviamo a un bivio: abbracciare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale nel settore educativo, adeguandoci ai suoi ritmi; oppure rimanere ancorati a modelli obsoleti, rischiando di perdere il treno del progresso. La tecnologia, se ben gestita, può democratizzare l’istruzione, ma serve una formazione adeguata degli insegnanti e una valutazione attenta dei risultati
Università degli Studi di Roma Tor Vergata

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