Nel manuale scritto da Eugenio Casanova, uno dei padri nobili dell’archivistica italiana, si rintracciano alcune indicazioni su come classificazione e fascicolazione debbano interagire, al fine di condurre la sedimentazione dell’archivio corrente sui binari davvero funzionali allo svolgimento delle attività del soggetto detentore della stessa documentazione. Così, con riferimento al titolario di classificazione, Casanova ricorda come esso si componga di titoli o categorie a loro volta suddivisi in classi, precisando però come quest’ultime “non si ripartiscono più in sottoclassi, ma in fascicoli”. E con riferimento poi al repertorio dei fascicoli, lo stesso autore sente di dover precisare che quest’ultimo altro non è se non “un elenco ripartito per titoli e per classi […] ove per ogni classe sono enumerati l’uno dopo l’altro i fascicoli che vi appartengono”[1].
la guida
Gestione documentale, il nodo tra classificazione e fascicoli: come fare
Classificazione e fascicolazione tornano al centro della gestione documentale pubblica: dalla tradizione archivistica ai fraintendimenti normativi nati con il protocollo informatico, fino alle Linee guida AgID e al caso del DAG-MEF, dove un nuovo servizio punta a ricomporre l’integrazione perduta
Direzione dei sistemi informativi del Ministero dell’economia e delle finanze

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