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Accordi per l’innovazione 2025, come fare domanda: requisiti e date



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Il Mimit apre lo sportello “Accordi per l’innovazione – 2025” con 731 milioni per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto. Domande online dal 14 gennaio 2026 al 18 febbraio 2026 sulla piattaform

Pubblicato il 20 gen 2026

Maurizio Carmignani

Founder & CEO – Management Consultant, Trainer & Startup Advisor



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Il nuovo sportello 2025 del Ministero delle Imprese e del Made in Italy rimette al centro uno degli strumenti chiave della politica industriale nazionale: 731 milioni di euro per grandi progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale ad alto impatto tecnologico.

Con l’apertura del nuovo sportello “Accordi per l’innovazione – 2025”, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rilancia una misura strategica per sostenere la trasformazione tecnologica del sistema produttivo italiano. Non si tratta di un incentivo generalista né di un bando pensato per micro-interventi di innovazione incrementale.

Gli accordi per l’innovazione finanziano progetti di dimensione rilevante, capaci di incidere su intere filiere industriali e di tradurre la ricerca in traiettorie di sviluppo industriale concrete. La dotazione complessiva ammonta a 731 milioni di euro e si inserisce in un contesto di rafforzamento delle politiche pubbliche per la ricerca applicata, in coerenza con le priorità tecnologiche nazionali ed europee.

La misura è disciplinata dal decreto ministeriale 4 settembre 2025 e dalle relative disposizioni attuative, che ridefiniscono procedure, criteri e modalità di accesso.

Quando presentare la domanda per gli accordi per l’innovazione 2025

Le domande possono essere presentate esclusivamente in via telematica dalle ore 10.00 del 14 gennaio 2026 alle ore 18.00 del 18 febbraio 2026, utilizzando la piattaforma del Fondo Crescita Sostenibile gestita da Mediocredito Centrale.

Non si tratta di un click day in senso stretto: le domande vengono ordinate in graduatoria e solo i progetti collocati in posizione utile accedono alla fase istruttoria. Questo aspetto è cruciale per comprendere la logica dello strumento.

L’Accordo per l’innovazione non è un contributo automatico, ma il risultato di un percorso valutativo che culmina nella stipula di un accordo formale tra il Ministero, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche coinvolte nel cofinanziamento.

Chi può partecipare agli accordi per l’innovazione 2025

Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che, al momento della presentazione della domanda, abbiano almeno due bilanci approvati. Sono ammessi anche i centri di ricerca e, limitatamente alle aree di intervento individuate nell’Allegato 3 al decreto ministeriale, le imprese di servizi.

I progetti possono essere presentati da un singolo soggetto oppure in forma congiunta, fino a un massimo di cinque co-proponenti complessivi, inclusi eventuali organismi di ricerca.

Un vincolo spesso sottovalutato riguarda il ruolo del capofila: ogni soggetto può presentare una sola domanda come proponente singolo o come capofila di un progetto congiunto. Questa regola incide in modo diretto sulle strategie di partenariato e sulla selezione dei soggetti coinvolti.

Quali progetti finanziano gli accordi per l’innovazione 2025

La misura finanzia esclusivamente attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi, oppure al miglioramento significativo di soluzioni esistenti.

I progetti devono collocarsi all’interno delle specifiche aree di intervento individuate dal decreto ministeriale 4 settembre 2025.

Aree ammissibili: manifatturiero e digitale

L’Allegato 2 è dedicato prevalentemente al comparto manifatturiero e include ambiti come automotive e trasporti, materiali avanzati, robotica e semiconduttori.

L’Allegato 3 riguarda invece il settore digitale e delle telecomunicazioni, con un focus su tecnologie quantistiche, reti di comunicazione, cavi sottomarini e soluzioni di realtà virtuale e aumentata.

Requisiti dimensionali e tempi di progetto

Anche i requisiti dimensionali sono particolarmente stringenti. Le iniziative agevolabili devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 5 milioni di euro e non superiori a 40 milioni di euro.

I progetti devono avere una durata compresa tra 18 e 36 mesi ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione.

Agevolazioni e intensità di aiuto negli accordi per l’innovazione 2025

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo diretto alla spesa e, su richiesta, del finanziamento agevolato. Quest’ultimo è riservato alle imprese e non può superare il 20% del totale dei costi ammissibili di progetto.

L’intensità dell’aiuto varia in funzione della dimensione del soggetto proponente: fino al 45% per le piccole imprese, 35% per le medie imprese e 25% per le grandi imprese.

Per gli organismi di ricerca l’agevolazione è concessa esclusivamente come contributo diretto alla spesa, con percentuali differenziate tra attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale.

È prevista una maggiorazione fino a 15 punti percentuali qualora ricorra almeno una delle condizioni indicate dal decreto, come la collaborazione effettiva tra imprese con la presenza di almeno una PMI, la realizzazione integrale del progetto nelle regioni meno sviluppate o il coinvolgimento qualificato di organismi di ricerca con diritto di pubblicazione dei risultati.

Quota Mezzogiorno negli accordi per l’innovazione 2025

Un elemento centrale della misura è rappresentato dalla riserva territoriale. Il 34% delle risorse complessive è destinato a progetti di ricerca e sviluppo realizzati nei territori delle regioni del Mezzogiorno.

Si tratta di un vincolo rilevante, che influenza la competizione tra i progetti e richiede una valutazione strategica attenta, soprattutto per le imprese con più sedi o con attività di ricerca distribuite sul territorio nazionale.

Cumulo degli aiuti e incompatibilità da verificare

Le agevolazioni concesse nell’ambito degli Accordi per l’innovazione non sono cumulabili, sulle stesse spese, con altri aiuti di Stato.

È invece possibile la coesistenza con misure che non configurano aiuti di Stato, nel limite complessivo dei costi sostenuti. Questo aspetto deve essere valutato con attenzione già in fase di progettazione finanziaria, per evitare criticità in istruttoria o in fase di rendicontazione.

Dalla graduatoria alla stipula dell’accordo per l’innovazione

Dopo la presentazione delle domande e la formazione delle graduatorie, i progetti collocati in posizione utile sono sottoposti a istruttoria amministrativa, finanziaria e tecnica da parte del soggetto gestore.

Solo in caso di esito positivo si procede alla definizione e alla stipula dell’Accordo per l’innovazione tra il Ministero, i soggetti proponenti e le eventuali amministrazioni pubbliche coinvolte. Successivamente alla stipula, viene adottato il decreto di concessione che consente l’avvio formale delle attività di ricerca e sviluppo.

Gli Accordi per l’innovazione si confermano così come uno strumento selettivo e strategico, pensato per sostenere non l’innovazione in astratto, ma la capacità delle imprese e dei centri di ricerca di trasformare investimenti rilevanti in ricerca applicata in valore industriale e competitivo per il Paese.

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