Nel cuore di Manhattan, protetto da una doppia serie di porte scorrevoli e circondato da schiere di server tradizionali, si trova un oggetto che, a prima vista, ricorda una scultura d’avanguardia, ossia un cilindro verticale composto da sezioni concentriche di rame scintillante e acciaio, interamente progettato per compiere un “miracolo logico”. Parliamo di un computer, ma non uno di quelli che usiamo ogni giorno nelle nostre case o nei nostri uffici, bensì un computer quantistico.
A costruirlo è stata un’azienda britannica, la Oxford Quantum Circuits (Oqc), che lo ha installato (in partnership con NVIDIA) in un data center nel cuore di New York[1] per metterlo a disposizione delle imprese-clienti attraverso connessioni in fibra ottica. L’obiettivo? Permettere alle grandi aziende di toccare con mano il futuro e abituarsi a una tecnologia che promette di riscrivere le regole della farmaceutica, della finanza globale e della sicurezza informatica.
Per anni la computazione quantistica è rimasta confinata nel regno della fantascienza o dei laboratori universitari blindati. Si parlava di promesse, di teorie, di miracoli matematici costantemente rimandati a un domani indefinito. Oggi, però, lo scenario è radicalmente cambiato. I giganti del settore tecnologico mondiale non stanno più semplicemente studiando la materia, ma stanno scommettendo miliardi di dollari sul fatto che, entro il 2030, queste macchine inizieranno a surclassare i super-computer tradizionali in compiti specifici e cruciali. Sundar Pichai, l’amministratore delegato di Google, ha recentemente fotografato la situazione con un’efficace analogia, spiegando che l’informatica quantistica si trova oggi nello stesso punto di sviluppo in cui si trovava l’Intelligenza Artificiale cinque anni fa[2]. Un “diamante allo stato grezzo” o un momento di transizione, insomma, sospeso tra la sperimentazione pionieristica e l’esplosione commerciale.
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Computer quantistico, la corsa miliardaria tra aziende e governi
Per capire l’entusiasmo che sta contagiando Wall Street e i governi di mezzo mondo in queste settimane, basta guardare i numeri. Pochi giorni fa, Quantinuum, una società del Colorado (USA) specializzata nel settore e sostenuta dal colosso statunitense Honeywell, ha fatto il suo debutto sul mercato azionario di New York con una quotazione iniziale che ha superato la vertiginosa cifra di quindici miliardi di dollari. Nel frattempo, le azioni della rivale e connazionale IonQ hanno registrato una crescita superiore al 700% rispetto ai livelli dell’autunno del 2024. Come scrive Michael Peel sul Financial Times, persino la politica sta muovendo i suoi passi strategici, con l’esecutivo a stelle e strisce che ha annunciato un piano da due miliardi di dollari per acquisire quote azionarie in nove aziende chiave del settore, tra cui una startup legata ad ambienti vicini alla famiglia Trump e un’altra fondata da un ex funzionario del Pentagono. Chi gestisce il potere e la finanza ha capito che chi arriverà primo in questa corsa disporrà di un vantaggio strategico immenso.
Che cos’è un computer quantistico e perché cambia le regole
Ma che cos’è, in parole semplici, un computer quantistico e perché è così radicalmente diverso da un PC o da uno smartphone? La risposta risiede nel modo in cui queste macchine elaborano le informazioni. I computer tradizionali, dai telefoni che abbiamo in tasca fino ai super-computer meteorologici, ragionano in modo binario. Utilizzano i “bit”, unità di informazione che possono trovarsi soltanto in due stati possibili: zero o uno, acceso o spento, vero o falso. Ogni operazione, per quanto complessa, viene tradotta in una lunghissima sequenza di questi due numeri.
Il computer quantistico scardina completamente questa regola sfruttando le “bizzarre” leggi della fisica atomica e subatomica. L’unità fondamentale non è più il bit, ma il “qubit” (o bit quantistico). Grazie a una proprietà della fisica chiamata “sovrapposizione”, un qubit può essere contemporaneamente sia zero sia uno. Per visualizzare questa differenza, gli esperti usano spesso la metafora del labirinto. Immaginiamo di dover trovare la via d’uscita da un percorso intricato. Un computer tradizionale si comporterà come un esploratore molto veloce: imboccherà una strada, se troverà un vicolo cieco tornerà indietro, proverà la seconda, poi la terza, esaminando le opzioni una alla volta fino a trovare la soluzione. Un computer quantistico, invece, agisce in modo diverso: è come se potesse guardare l’intera mappa del labirinto dall’alto nello stesso istante, esaminando tutti i percorsi possibili in maniera simultanea.
Questa straordinaria capacità di calcolo parallelo rende i sistemi quantistici infinitamente più efficienti nel rintracciare schemi complessi all’interno di enormi moli di dati o nel simulare sistemi naturali. C’è però una precisazione fondamentale da fare, che spesso viene fraintesa ai più: queste macchine non sostituiranno i nostri computer da scrivania, portatili e tablet. Non le useremo per scrivere una e-mail, guardare un film in streaming o navigare sui social network. I computer quantistici sono strumenti specializzati, pensati per risolvere problemi di una complessità tale da far “gettare la spugna” a qualsiasi tecnologia attuale.
Qubit logici e sfide tecniche verso l’uso commerciale
La strada per una “maturazione” completa, tuttavia, è ancora lunga e costellata di sfide ingegneristiche monumentali. Secondo uno studio pubblicato di recente dal California Institute of Technology (Caltech), per avere un computer quantistico pienamente operativo e affidabile per usi commerciali su larga scala saranno necessari almeno mille qubit “logici” (ovvero qubit effettivi, al netto degli errori di calcolo)[3]. Per dare una misura della distanza che ci separa da questo traguardo, basti pensare che il modello “Genesis” di Oxford Quantum Circuits, quello installato a Manhattan, ne possiede attualmente sedici[4]. Ma il settore si muove a passi da gigante. Microsoft ha appena svelato i dettagli del suo chip quantistico di nuova generazione, battezzato Majorana 2, dichiarando di prevedere la nascita di un computer quantistico capace di risolvere problemi commerciali concreti entro il 2029[5].
Farmaci, materiali ed energia: le applicazioni del computer quantistico
Nonostante i limiti attuali, il mondo industriale ha già iniziato a muoversi per non farsi trovare impreparato. Il settore in cui si attendono i risvolti più spettacolari è senza dubbio quello farmaceutico e della scienza dei materiali. Oggi, la progettazione di un nuovo farmaco è un processo lungo, costoso e spesso basato su tentativi ed errori: gli scienziati devono testare milioni di combinazioni chimiche per capire come una determinata molecola interagirà con le cellule umane. I computer quantistici, parlando per loro natura la stessa “lingua” degli atomi e delle molecole, saranno in grado di simulare accuratamente queste interazioni a livello subatomico. Potranno prevedere con precisione millimetrica l’efficacia di una terapia prima ancora di testarla in laboratorio, accelerando la scoperta di cure per malattie oggi incurabili.
Consapevoli di questo potenziale, i colossi della tecnologia stanno stringendo alleanze strategiche con il mondo industriale. Google, ad esempio, ha avviato collaborazioni con la casa farmaceutica Boehringer Ingelheim per la ricerca medica[6] e con il colosso tedesco Bosch per lo studio di nuovi materiali[7], partnership che si uniscono a quella con Mercedes-Benz per lo sviluppo di batterie per auto elettriche di nuova generazione, già in vigore da più di un anno[8]. Anche il settore dell’energia guarda con interesse a questa evoluzione, con Chevron Technology Ventures, il braccio di investimento della multinazionale petrolifera texana che ha partecipato attivamente a un recente round di finanziamento da 260 milioni di sterline (circa 300 milioni di euro) per sostenere la crescita di Oqc, motivando l’investimento con l’interesse verso la sicurezza informatica e l’ottimizzazione di sistemi complessi[9].
Finanza globale e frodi creditizie sotto la spinta quantistica
Un altro ambito che promette benefici immediati è la finanza globale. Chi gestisce i mercati deve elaborare ogni secondo una quantità impressionante di dati macroeconomici, segnali di rischio e record di transazioni. L’utilizzo di algoritmi quantistici potrebbe rivoluzionare il modo in cui le banche d’affari calcolano il rischio, definiscono il prezzo degli investimenti e ottimizzano i portafogli dei clienti, portando a mercati più efficienti e stabili.
C’è poi il grande capitolo della lotta alle frodi creditizie. Attualmente, i sistemi basati sull’Intelligenza Artificiale tradizionale faticano a intercettare le truffe più sofisticate perché i criminali cambiano continuamente strategia e i casi di frode, pur essendo dannosi, rappresentano una percentuale minima sul totale delle transazioni globali. L’Intelligenza Artificiale ha, quindi, pochi dati da cui imparare. I test condotti con i computer quantistici stanno mostrando risultati straordinari. La società americana Unisys, collaborando con la piattaforma di pagamento online Paysafe e con il National Quantum Computing Centre britannico, ha sviluppato un sistema di tracciamento che ha azzerato i falsi negativi (ovvero le truffe che passano inosservate) riducendo al minimo i falsi positivi (i blocchi ingiustificati di carte di credito che tanto irritano i consumatori legittimi)[10]. Anche la multinazionale statunitense Mastercard, in partnership con Oqc, ha testato con successo un sistema simile su dati pubblici, dimostrando una precisione nettamente superiore alle tecnologie attuali[11].
Q-Day, il rischio che minaccia la sicurezza informatica
Se da un lato, però, la rivoluzione quantistica promette un salto in avanti senza precedenti per il benessere e l’economia globale, dall’altro introduce un rischio geopolitico e di sicurezza informatica che sta “togliendo il sonno” a diversi governi sparsi per il mondo. Questo scenario ha un nome ben preciso: “Q-Day”. Il giorno in cui un computer quantistico diventerà abbastanza potente da mandare in frantumi i sistemi di crittografia su cui si basa l’intera società moderna.
Oggi, ogni volta che facciamo un acquisto online, inviamo un messaggio protetto, accediamo al nostro conto bancario ecc. i nostri dati vengono protetti da algoritmi crittografici basati sulla moltiplicazione di numeri primi talmente grandi che per essere decifrati da un super-computer tradizionale richiederebbero migliaia di anni di calcoli continui. Un tempo talmente lungo da rendere qualsiasi tentativo di attacco informatico del tutto inutile. Per un computer quantistico di grandi dimensioni, invece, quel calcolo impossibile diventerebbe una passeggiata da risolvere in pochi minuti o, addirittura, secondi.
Il pericolo non è confinato a un futuro lontano. Gli esperti di sicurezza avvertono che i cyber-criminali e le agenzie di spionaggio governative stanno già applicando una strategia ribattezzata “harvest now, decrypt later” (ossia “raccogli ora, decifra dopo”)[12]. In sostanza, i pirati informatici stanno rubando e archiviando enormi quantità di dati criptati governativi, sanitari e finanziari oggi, pur non potendoli leggere, nell’attesa di accendere un computer quantistico tra qualche anno e violarli “retroattivamente”.
Il settore delle criptovalute è tra i più esposti a questa minaccia, data la natura anonima delle transazioni e la mancanza di reti di protezione centralizzate tipiche delle banche tradizionali. Recentemente, i vertici di RippleX, la divisione di sviluppo del gruppo crypto Ripple, hanno ammesso apertamente che la minaccia quantistica è ormai passata dall’essere un’ipotesi teorica a un pericolo concreto e credibile[13]. Per evitare il caos, le istituzioni internazionali si stanno muovendo d’anticipo. Sotto la supervisione del National Institute of Standards and Technology (Nist) degli Stati Uniti, scienziati di tutto il mondo stanno sviluppando e testando la cosiddetta “crittografia post-quantistica”: nuovi algoritmi di sicurezza pensati specificamente per resistere agli attacchi delle macchine del futuro. Una vera e propria corsa contro il tempo per blindare la rete prima che sia troppo tardi[14].
Errori, decoerenza e scetticismo della comunità scientifica
Nonostante i toni entusiastici delle aziende del settore, la comunità scientifica internazionale mantiene un sano e robusto scetticismo. Costruire e mantenere in funzione un computer quantistico è una delle imprese ingegneristiche più difficili mai tentate dall’umanità e il motivo principale risiede nell’estrema fragilità dei qubit. I fenomeni quantistici avvengono a livello microscopico e sono incredibilmente sensibili all’ambiente esterno, per cui qualsiasi minima variazione di temperatura, la presenza di un campo magnetico o persino le vibrazioni microscopiche di un edificio possono causare il fenomeno della cd. “decoerenza quantistica”, interrompendo il calcolo e introducendo errori (quello che in gergo tecnico viene chiamato “rumore”). Per funzionare correttamente, molti di questi computer devono essere racchiusi in speciali strutture refrigeranti che mantengono i chip a temperature vicine allo zero assoluto (circa -273,15 C°), ossia una temperatura poco più fredda dello spazio profondo.
Alcuni matematici e scienziati che fanno parte del “team degli scettici” sostengono da tempo che i sistemi di correzione degli errori potrebbero non diventare mai abbastanza robusti da permettere la creazione di macchine commerciali davvero utili. Oltre al problema del rumore, mancano ancora interfacce software e hardware standardizzate per far dialogare questi “giganti di rame” con i computer tradizionali, così come scarseggiano programmatori in grado di scrivere algoritmi quantistici.
Dalla sperimentazione alla realtà industriale
Dall’altra parte della barricata, invece, i sostenitori entusiasti della tecnologia in esame rimangono ottimisti e indicano come la storia dell’informatica sia da sempre caratterizzata dal superamento di ostacoli ritenuti insormontabili. Gerald Mullally, CEO di Oqc, sottolinea inoltre un aspetto spesso trascurato, ossia l’efficienza energetica. A lungo termine, i computer quantistici potrebbero consumare molta meno energia rispetto alle immense “server farm” tradizionali necessarie per elaborare calcoli complessi. La stessa Oqc ha già pianificato i prossimi passi della roadmap tecnologica, annunciando che al modello Genesis succederanno nuove generazioni battezzate con nomi mitologici: Titan, Athena e Atlas. Nomi altisonanti che, secondo il CEO, non devono far pensare a un sogno fantascientifico, ma a una realtà industriale che si sta consolidando giorno dopo giorno.
La rivoluzione quantistica, insomma, non cancellerà il mondo digitale che conosciamo, ma si integrerà con esso. I computer quantistici lavoreranno “in tandem” con i sistemi tradizionali e con l’Intelligenza Artificiale, alimentandosi a vicenda, con quest’ultima che aiuterà i chip quantistici a correggere gli errori di calcolo e a calibrare i fragili qubit, mentre la potenza quantistica permetterà di scoprire nuovi materiali per creare semiconduttori ancora più veloci. Non siamo ancora davanti a un “duello” per la supremazia tecnologica, ma all’inizio di una nuova era dell’ingegno umano. Il cilindro di rame e acciaio che brilla nel centro dati di Manhattan è solo il primo capitolo di una storia tutta ancora da scrivere.[15]
Note
[1] OQC and Digital Realty Team with NVIDIA to Launch First Quantum-AI Data Centre in New York City. OQC. https://oqc.tech/company/newsroom/oqc-quantum-ai-data-centre
[2] Quantum Computing: Pichai Sees AI-Like Growth. Quantum Zeitgeist. https://quantumzeitgeist.com/google-ceo-sundar-pichai-quantum-computing-is-where-ai-was-five-years-ago/
[3] Caltech Team Finds Useful Quantum Computers Could Be Built with as Few as 10,000 Qubits. California Institute of Technology. https://www.caltech.edu/about/news/caltech-team-finds-useful-quantum-computers-could-be-built-with-as-few-as-10000-qubits
[4] Oxford Instruments NanoScience Contributes Cutting-Edge Technology to OQC’s New York Quantum-AI Data Centre. Oxford Instruments. https://www.oxinst.com/news/news/oxford-instruments-contributes-technology-to-oqc-quantum-ai-data-centre/
[5] Introducing Majorana 2. Microsoft. https://news.microsoft.com/source/features/innovation/majorana-2-microsoft-discovery-agentic-ai/
[6] Quantum Computing: Boehringer Ingelheim Pioneers with Google for Pharma R&D. Boehringer Ingelheim. https://www.boehringer-ingelheim.com/science-innovation/cooperation-google-quantum-ai
[7] Bosch advances quantum sensing plans with Element Six venture. Fierce Sensors. https://www.fiercesensors.com/sensors/bosch-advances-quantum-sensing-plans-element-six-venture
[8] Mercedes-Benz e Google insieme per portare l’intelligenza artificiale nei sistemi di navigazione. Il Sole 24 Ore. https://www.ilsole24ore.com/art/mercedes-benz-e-google-insieme-portare-l-intelligenza-artificiale-sistemi-navigazione-AG0LeUHC
[9] OQC raises £260m in Europe’s largest ever private quantum computing funding round. OQC. https://oqc.tech/company/newsroom/series-c
[10] Quantum Machine Learning for Fraud Detection in Credit Card Transactions. UK National Quantum Computing Centre. https://www.nqcc.ac.uk/quantum-machine-learning-for-fraud-detection-in-credit-card-transactions/
[11] Si legga anche “A Mixture-of-Experts Framework for Practical Hybrid-Quantum Models in Credit Card Fraud Detection”. ArXiv. https://arxiv.org/pdf/2603.06473.
[12] Si legga anche “On the Practical Feasibility of Harvest-Now, Decrypt-Later Attacks”. ArXiv. https://arxiv.org/html/2603.01091v1
[13] Post-Quantum Readiness on the XRP Ledger. Ripple. https://ripple.com/insights/post-quantum-readiness-on-the-xrp-ledger/
[14] Working Drafts: Post-Quantum Cryptography Updates to the PIV Standards. National Institute of Standards and Technology. https://www.nist.gov/news-events/news/2026/06/working-drafts-post-quantum-cryptography-updates-piv-standards
[15] The quantum computing revolution is closer than you think. Financial Times. https://www.ft.com/content/7e461be0-5c13-4a93-a0f8-0659ae5505a2?syn-25a6b1a6=1











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