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Piano triennale

Spc-Cloud, Consip: “Completato l’iter, ecco l’utilità per la PA”

E’ stato completato l’iter di attivazione dei Contratti quadro della gara Consip per i servizi cloud inerenti al Sistema Pubblico di Connettività (SPC). Le stime sulle adesioni ai servizi da parte della Amministrazioni per fine 2017 sono molto incoraggianti: sono circa 150 i progetti esecutivi in fase di realizzazione

17 Ott 2017

Olindo Rencricca e William Frascarelli, Consip – Direzione Progetti per la PA


Nel trimestre appena trascorso, con la stipula dei contratti relativi al lotto 3 “Interoperabilità dei dati, big data e open data” e al lotto 4 “Realizzazione di portali, app e servizi online”, è stato completato l’iter di attivazione dei Contratti quadro della gara Consip per i servizi cloud inerenti al Sistema Pubblico di Connettività (SPC).

Cos’è il Sistema Pubblico di Connettività (SPC) e perché è utile alla PA (Pubblica Amministrazione)

Le iniziative SPC-Cloud definite dalla collaborazione fra AgID e Consip rappresentano un forte strumento di supporto e di attuazione del Piano Triennale ICT della Pubblica Amministrazione che, come indicato nel documento Strategia per la crescita digitale 2014-2020, ha l’obiettivo di indirizzare gli investimenti in ambito ICT del settore pubblico secondo le linee guida del Governo. La finalità di fondo del Piano è quella di far contribuire le Amministrazioni allo sviluppo e alla crescita dell’economia del Paese, tramite l’utilizzo delle tecnologie digitali più innovative, che garantiscano lo snellimento dei processi burocratici, la maggiore trasparenza dei procedimenti amministrativi, la semplicità di accesso ai servizi digitali e, non ultimo, la razionalizzazione della spesa informatica.

SPC: connettività, open data e servizi pubblici in Italia

La mission delle nuove iniziative “Interoperabilità dei dati, big data e open data” e “Realizzazione di portali, app e servizi online” è di soddisfare l’esigenza di governare il costante aumento di dati digitali provenienti da fonti eterogenee (dati strutturati e non strutturati quali email, immagini, GPS, Social Network, Social Media, Internet of Things, Smart City, ecc.), per convergere verso un modello decisionale sempre più rapido e agile utile a monitorare e migliorare l’efficienza delle attività e delle policy delle Amministrazioni. Gli strumenti offerti incentivano lo sviluppo di un’economia basata sui “dati aperti”, dove le informazioni pubbliche (atti, documenti,…) siano liberamente usabili, riutilizzabili e ridistribuibili, da parte di chiunque e per qualunque scopo, favorendo di fatto la trasparenza nella Pubblica Amministrazione, con nuove forme di verifica sull’azione amministrativa e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Attivazione dei servizi di connettività: come funziona il SPC

I nuovi servizi, oltretutto, migliorano l’efficienza dei processi di comunicazione e di inter-scambio dati, abilitando l’interoperabilità e la cooperazione applicativa tra i sistemi informativi delle Pubbliche Amministrazioni (“API first”) e garantendo, ai cittadini e alle aziende, servizi digitali facilmente accessibili tramite portali web e dispositivi mobili  (“mobile first”), aiutando anche le autorità urbane nella attuazione degli interventi di Agenda Digitale nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane 2014–2020, finalizzati all’incremento dei servizi digitali per ridurre la “distanza” tra le istituzioni ed i cittadini.

Grazie ai nuovi contratti, ad esempio, le amministrazioni potranno acquisire sulle iniziative di “Interoperabilità dei dati, big data e open data” servizi dedicati all’architettura Service Oriented Architecture (SOA), con il fine di realizzare interfacce web services e strumenti per l’orchestrazione dei servizi, che permettono la ‘cooperazione applicativa’ tra le pubbliche amministrazioni; servizi Open Data per lo sviluppo di portali dedicati alla trasparenza e la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e servizi riservati al supporto, alla memorizzazione e all’analisi dei Big Data, con l’obiettivo finale di supportare efficacemente i processi amministrativi e di business delle amministrazioni.

Gare SPC e assegnazione delle amministrazioni ai fornitori

Sulle iniziative inerenti alla “Realizzazione di portali, app e servizi online”, le amministrazioni potranno acquisire servizi riservati alla progettazione, sviluppo, rifacimento e manutenzione dei portali web (istituzionali o servizi dedicati ai cittadini o alle imprese) e App; l’iniziativa comprende strumenti di content management e un supporto specialistico dedicato agli aspetti grafici, usabilità e user experience.

La nuova offerta si va ad aggiungere a quella già attiva, che era oggetto dei lotti 1 e 2 della stessa gara: i “Servizi di Cloud Computing”, ideati per la semplificazione dei processi di gestione dei CED, per la riduzione di nuovi investimenti sulle infrastrutture classiche e per l’abbattimento dei costi d’acquisto delle licenze, dei servizi professionali di gestione e di sviluppo e i servizi di “Identità digitale e sicurezza applicativa”, composti da strumenti di certificazione delle comunicazioni della PA, quali l’uso della Firma digitale remota o del Timbro elettronico, e da servizi remoti per certificare le applicazioni in cloud o tradizionali come “non vulnerabili”, per prevenire la gestione degli incidenti informatici e ridurre il rischio di perdita dei dati o di interruzione dei servizi.

Le novità del sistema pubblico di connettività e dell’agenda digitale italiana

Per quanto riguarda questi ultimi servizi, le stime sulle adesioni da parte della Amministrazioni per fine 2017 – elaborate in considerazione dei piani di fabbisogni in lavorazione – sono molto incoraggianti: sono circa 150 i progetti esecutivi in fase di realizzazione a supporto del Piano Triennale, per un ammontare totale di circa 200 milioni di euro di spesa. Tra questi citiamo, ad esempio, la realizzazione della BDOE, Banca Dati degli Operatori Economici, prevista dal nuovo CAD e negli ecosistemi del Piano Triennale e la realizzazione Data & Analytics Framework (DAF), componente del Modello di riferimento del Piano, che ha l’obiettivo di sviluppare e semplificare l’interoperabilità dei dati pubblici tra PA, standardizzare e promuovere la diffusione degli open data, ottimizzare i processi di analisi dati e generazione di conoscenza.

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