A pochi minuti dall’allunaggio, il computer di Apollo 11 lanciò un allarme. Sul display comparve un numero: 1202. Armstrong e Aldrin scendevano verso la Luna; un errore poteva trasformare l’impresa del secolo in un cratere. Il software, invece, scelse quali operazioni salvare, scartò le altre e continuò a guidare la discesa. L’uomo arrivò sulla Luna anche perché una macchina aveva imparato a riconoscere le priorità.
missioni spaziali
Da Apollo 11 a Marte: perché il software conta più della potenza
Voyager, Shuttle, Pathfinder e i rover marziani mostrano come priorità, ridondanza e aggiornamenti da remoto abbiano reso il software spaziale decisivo per la sicurezza delle missioni. Con l’autonomia e l’intelligenza artificiale, il vantaggio non sta soltanto nella potenza, ma nella capacità di controllare l’imprevisto
Ceo Twin Advisors&Partners Limited

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