Success Story

“Be Adaptive!”: lo Smart Working secondo Maire Tecnimont

Responsabilizzazione delle persone, flessibilità e ripensamento degli spazi. Sono questi i tre elementi chiave del progetto intrapreso dal Gruppo «con l’obiettivo di promuovere l’engagement dei dipendenti, rafforzare la retention e trasformare la cultura aziendale», come racconta Franco Ghiringhelli, Human Resources, Organization & ICT Senior Vice President del Gruppo Maire Tecnimont

Aggiornato il 07 Giu 2019

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Con il programma “Be Adaptive!” il Gruppo Maire Tecnimont ha adottato un nuovo paradigma lavorativo incentrato sulla flessibilità e la responsabilizzazione delle persone: si tratta di un’ulteriore dimostrazione della propria attitudine “adattiva”, per favorire il raggiungimento efficace ed efficiente degli obiettivi aziendali. In linea con la propria strategia di business, il gruppo multinazionale technology-driven, impegnato nella trasformazione delle risorse naturali in prodotti innovativi, al crocevia tra energia e industria manifatturiera, ha deciso di scommettere sullo Smart Working e sulla definizione degli spazi come leva di sviluppo e trasformazione organizzativa.

«Per il Gruppo lo Smart Working rappresenta la filosofia lavorativa, la risposta all’esigenza di incrementare la produttività individuale e la profittabilità dell’azienda, la leva da attivare per promuovere l’engagement dei dipendenti, rafforzare la retention e trasformare la cultura aziendale, ponendo sempre maggiore enfasi sull’orientamento ai risultati e sulla responsabilizzazione delle persone. Si genera così un impatto positivo sulla sostenibilità aziendale, favorendo un miglior bilanciamento tra vita privata e lavoro», ha raccontato Franco Ghiringhelli, Human Resources, Organization & ICT Senior Vice President del Gruppo Maire Tecnimont.

Il progetto ha previsto anche la ridefinizione degli spazi fisici, per offrire luoghi adeguati alla nuova modalità di lavoro, nella convinzione che lavorare in un ambiente funzionale allo svolgimento efficace delle attività dovesse rappresentare uno dei capisaldi del programma di Smart Working. La mensa, ora “Be Adaptive! Canteen”, è stata riqualificata in ottica polifunzionale, prevedendo spazi e sale utilizzabili anche per incontri e riunioni. Inoltre i 1200 metri quadri della hall “MEETinG – Maire Tecnimont Garibaldi Hub” sono invece stati ripensati come uno spazio di coworking aperto al pubblico, con un totale di 200 postazioni.

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Un percorso promosso dal Top Management, che ha coinvolto sin da subito i dipendenti

Fortemente voluto e sostenuto dal Top Management – in particolare dalla Direzione Risorse Umane, Organizzazione, ICT & System Quality – il progetto è partito col lancio, a dicembre 2016, di un concorso interno denominato “Be Adaptive! – Think Thank”. «Il concorso, aperto ai circa 1700 dipendenti della sede di Milano, ha dato loro la possibilità di partecipare attivamente alla trasformazione in atto, formulando proposte per l’introduzione dello Smart Working», ha sottolineato Ghiringhelli.

Nel luglio 2017 ha avuto luogo la cerimonia di premiazione, durante la quale i cinque migliori business case hanno ricevuto un premio fino a 40.000 euro. In occasione dell’evento sono stati diffusi i primi contenuti formativi sui nuovi stili manageriali, con l’obiettivo di coinvolgere sin da subito i dipendenti nel processo di trasformazione del modo di lavorare.

«A settembre 2017, dopo aver firmato l’accordo sindacale con le rappresentanze dei lavoratori e aver definito il regolamento aziendale, sono state avviate la prima fase sperimentale, le attività di formazione dei responsabili e la campagna di comunicazione dello Smart Working rivolta ai collaboratori», ha raccontato Ghiringhelli.

Le iniziative di Smart Working del Gruppo Maire Tecnimont

Le iniziative sviluppate nell’ambito del progetto di Smart Working hanno riguardato diversi aspetti. Le giornate di Remote Working devono essere concordate da ciascun collaboratore col proprio responsabile, con la richiesta di garantire anche un solo giorno di presenza in azienda alla settimana. Inoltre, i lavoratori agili hanno la possibilità di lavorare presso aree di coworking convenzionate, come valida alternativa al “lavoro da casa”.

Lo Smart Working si integra con alcune iniziative dedicate alla flessibilità, adottate nelle sedi milanesi del Gruppo, quali la possibilità di ingresso in ufficio tra le 8 e le 9:30: per gli smart worker infatti l’orario di lavoro diventa flat, pur mantenendo il diritto di disconnessione tra le 21 e le 8, oltre che durante la pausa pranzo, e la possibilità di effettuare lavoro straordinario.

Infine, per promuovere la trasformazione culturale e comportamentale, un fattore determinante è stato la ridefinizione degli spazi aziendali, che ha seguito tre direttrici:

  1. rivisitazione degli spazi comuni: un esempio è quello della mensa, che da spazio dedicato esclusivamente al consumo del pasto, è oggi un vero e proprio luogo di incontro che favorisce lo scambio di idee e il confronto, con più di 500 sedute e 5 sale riunioni multimediali;
  2. riadattamento degli uffici, con la creazione di ambienti fluidi, che prevedono la possibilità di scegliere la postazione in base alle esigenze lavorative, con regole precise di utilizzo, come una clean desk policy;
  3. nuova concezione degli spazi di accoglienza: ne è un esempio la hall del Complesso Garibaldi “MEETinG” – Maire Tecnimont Hub Garibaldi” trasformata in nuova area di incontro e di coworking, aperta anche agli esterni con circa 200 tra postazioni e aree riunioni, in un ambiente che favorisce il confronto e lo scambio di idee.

Come Maire Tecnimont prepara i dipendenti allo Smart Working?

Come ha ricordato Ghiringhelli, la prima fase di sperimentazione ha visto la partecipazione complessiva di 500 persone – appartenenti ai dipartimenti di staff e alle task force di progetto. A partire dalla seconda metà del 2018, con la fase di deployment sono state inserite nel progetto ulteriori 1.200 persone, accompagnate da un piano di comunicazione e motivazione che prevedeva anche messaggi istituzionali, attività di change management e open day finalizzati ad alimentare la curiosità e a promuovere la conoscenza del Programma. «L’adesione al progetto è su base volontaria e aperta a tutti i dipendenti che svolgono attività compatibili col lavoro in modalità agile, che rappresentano circa il 97% della popolazione aziendale; le richieste dei dipendenti sono valutate dal responsabile di struttura e di progetto, oltre che dalla Direzione HR».

Una volta sancita l’adesione, è prevista una sessione formativa – sui temi della regolamentazione e della salute e sicurezza, degli aspetti comportamentali – messa a disposizione in modalità e-learning tramite la piattaforma di Learning Management. Sono inoltre previste ulteriori sessioni di formazione in aula dedicate all’approfondimento della conoscenza dei nuovi tool informatici aziendali. Alla formazione si affiancano inoltre percorsi di coaching a supporto dei manager e, in particolare, delle attività di coordinamento dei collaboratori, nonché di assegnazione degli obiettivi e nel monitoraggio del loro raggiungimento. Con la sottoscrizione dell’accordo individuale, al lavoratore “agile” viene consegnata la dotazione tecnologica necessaria: un laptop, uno smartphone e un welcome kit che contiene gli strumenti necessari per lavorare in mobilità. Inoltre, l’azienda ha investito nell’adozione delle tecnologie Cloud che consentono la condivisione dei documenti e favoriscono la collaborazione anche a distanza, e ha altresì offerto ai dipendenti la possibilità di usufruire di una convenzione aziendale per l’attivazione della connessione dati veloce.

Articolo originariamente pubblicato il 07 Giu 2019

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