Il lavoro che cambia

Flessibilità sul posto di lavoro: lo Smart Working mette d’accordo Baby Boomers e Millennials

Il 51% delle persone nate prima del 1964 lavora da remoto per più di metà della settimana, e quasi in egual misura (49%) il lavoro agile è diffuso tra colleghi più giovani, nati dopo il 1980. Tutti i dati della ricerca – condotta di Spaces, il brand IWG che fornisce spazi di lavoro innovativi – che mette due generazioni a confronto

Aggiornato il 07 Set 2018

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La flessibilità sul posto di lavoro è apprezzata dai lavoratori di tutte le età: a lavorare da remoto per più della metà della settimana è il 51% delle persone nate prima del 1964 e il 49% dei nati dopo il 1980. Lo Smart Working conquista quindi anche i Baby Boomers, e non solo i Millennials. A metterlo nero su bianco è la ricerca condotta da Spaces, il brand IWG che fornisce spazi di lavoro innovativi.

Secondo Mauro Mordini, Country Manager di Spaces in Italia: «Le distanze tra Baby Boomers e Millennials sono davvero minime e questo è il segno che il lavoro sta subendo una rivoluzione ormai riconosciuta e trasversale. D’altra parte, è importante per i datori di lavoro saper costruire un ambiente che sappia rispondere alle esigenze dei dipendenti di ogni fascia d’età».

Flessibilità sul posto di lavoro: per i Millennials favorisce le interazioni e per i Baby Boomers migliora la produttività

La digitalizzazione, i progressi tecnologici e la crescente connettività hanno reso il lavoro agile un’opportunità alla portata di tutti. Si tratta di una vera e propria rivoluzione che tocca non solo il modo di lavorare, ma anche come si vive lo spazio di lavoro. L’accezione classica di ufficio sta cambiando e sarà presto superata, uno dei sintomi è che sempre più spesso si sente parlare di “Smart Place“: è in crescita, infatti, la richiesta di spazi di lavoro flessibili, a patto però di non rinunciare al contatto umano e al confronto con colleghi e altri professionisti. Secondo il 59% dei Millennials gli spazi di lavoro ‘smart’ permettono di aggiornare di continuo le competenze perchè favoriscono le interazioni, a pensarla allo stesso modo tra i nati dopo il 1964 è invece il 42%. In generale, si può comunque affermare che la flessibilità sul posto di lavoro piace, anche se per motivi variegati, a persone appartenti a diverse generazioni: per i Baby Boomers migliora la produttività e favorisce la possibilità di nuovi business, mentre per i Millennials il vero potenziale è nella creatività, indicata dal 68% del campione contro il 55% delle persone nate prima del 1964. I più giovani vogliono un ambiente di lavoro stimolante (67%) più dei colleghi più grandi (58%). Inoltre a essere convinto che la flessibilità sul posto di lavoro offra nuove opportunità aziendali e progettuali è il 67% dei nati dopo il 1980 e il 55% di quelli prima del 1964.

In che modo si può stimolare la produttività in un ambiente di lavoro smart?

La presenza di un servizio ristoro all’interno dell’ufficio è un valido alleato per il 23% dei Millennials (contro il 13% della controparte in età più avanzata), mentre il WiFi è indicato per lo più dai Baby Boomers (85% contro 78%), anche se i giovani credono comunque molto nel networking.

A essere conquistati dalla flessibilità sul posto di lavoro sono anche i leader del business presente e futuro, che concordano sull’importanza che ha l’adozione di una strategia smart. Secondo il 72% dei Millennials e il 62% dei Baby Boomers le organizzazioni scelgono la flessibilità sul luogo di lavoro perchè accresce la motivazione tra i lavoratori, inoltre rispettivamente l’84% e il 75% ritiene che grazie a questa modalità di lavoro le aziende possono reclutare e trattenere i talenti migliori.

Articolo originariamente pubblicato il 07 Set 2018

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