L’intelligenza artificiale è ormai entrata nello studio quotidiano molto più velocemente di quanto scuole e università siano riuscite a elaborarne le conseguenze. Le ricerche disponibili mostrano livelli di utilizzo ormai molto elevati tra gli studenti universitari e, soprattutto, un passaggio dall’uso occasionale alla presenza ordinaria dell’AI nelle attività di apprendimento. Una ricerca condotta in un college statunitense ha rilevato che, a meno di due anni dal lancio di ChatGPT, oltre l’80% degli studenti intervistati utilizzava già strumenti di intelligenza artificiale per finalità accademiche, sia per ottenere spiegazioni e feedback sia per automatizzare parti del lavoro richiesto (Contractor, Z. & Reyes, G., Generative AI in Higher Education: Evidence from an Elite College, 2025). Il dato interessante, tuttavia, non riguarda più soltanto quanti studenti utilizzino l’AI, ma quale parte del processo cognitivo stiano progressivamente affidandole.
apprendimento
AI a scuola: cosa delegare senza perdere l’autonomia di pensiero
L’AI può migliorare i compiti senza aumentare l’apprendimento. Per scuole e università diventa decisivo stabilire quali attività delegare e in quali fasi dello studio, preservando le competenze necessarie a ragionare autonomamente e valutare le risposte delle macchine
Prorettore per la Terza Missione – Università degli Studi IUL

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