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Chi controlla l’IA negli Usa? Lo scontro tra Trump e gli Stati


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Procure e legislatori statali stanno colmando il vuoto lasciato dal Congresso sulla sicurezza dell’AI negli Stati Uniti, mentre la Casa Bianca tenta di limitare le norme locali e i laboratori propongono un rallentamento volontario esposto a responsabilità civile, antitrust e pressioni politiche

Pubblicato il 15 ott 2026

Barbara Calderini

Legal Tech – Compliance Manager



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Mentre la Casa Bianca tenta di neutralizzare le leggi statali sull’intelligenza artificiale e i laboratori di frontiera rilanciano l’idea di un rallentamento volontario, procure e legislatori statali costruiscono dal basso un sistema di obblighi e di responsabilità.

L’autoregolazione cerca negli Stati la verificabilità che da sola non possiede, mentre si scontra con il diritto antitrust e con un’amministrazione divisa. Sullo sfondo, un’Unione europea che rinvia parte dell’AI Act sotto pressione transatlantica e un elettorato americano sempre più favorevole a regole vincolanti.

La sicurezza dell’IA negli Stati Uniti passa dalle procure

Per anni, di fatto, il dibattito americano sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale si è consumato tra impegni volontari, audizioni parlamentari e documenti di indirizzo privi di efficacia vincolante.

Nel 2026, poi, il baricentro si è spostato verso le aule giudiziarie e gli uffici delle procure statali, che hanno cominciato a porre ai fornitori di modelli domande cui il legislatore federale ha scelto di non rispondere.

Il caso più eclatante arriva dalla Florida. Ad aprile il procuratore generale dello Stato, James Uthmeier, ha annunciato che l’istruttoria aperta su OpenAI in relazione alla sparatoria del 17 aprile 2025 alla Florida State University, costata la vita a due persone, era diventata un’indagine penale. Secondo la ricostruzione dell’ufficio, il presunto autore avrebbe rivolto a ChatGPT domande su armi e munizioni, sull’orario e sui punti del campus in cui avrebbe incontrato più persone, ricevendo risposte.

La procura ha notificato a OpenAI richieste di acquisizione documentale sulle policy interne e sui materiali di formazione relativi alle minacce verso terzi e all’autolesionismo, nonché sulle procedure di segnalazione dei possibili reati alle autorità[1]. La società ha replicato che ChatGPT non è responsabile del crimine, precisando di aver condiviso spontaneamente con le forze dell’ordine l’account riconducibile all’indagato[2].

Dall’indagine penale alla causa civile in Florida

L’iniziativa della procura non si è fermata al piano penale. Il 1° giugno Uthmeier ha citato in giudizio OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman, contestando la violazione della legge della Florida sulle pratiche commerciali ingannevoli e sleali, oltre a negligenza e a un danno per la collettività (la figura di public nuisance), per avere diffuso ChatGPT nello Stato senza salvaguardie adeguate, in particolare a tutela dei minori[3].

Il 28 settembre, nell’ambito della stessa causa, la procura ha chiesto nei confronti di OpenAI e di Altman un’ingiunzione temporanea che impedisca alla società, tra l’altro, di sviluppare nuovi modelli in assenza di meccanismi di sicurezza indipendenti e di consentire l’uso di ChatGPT ai minori[4]. La causa, che OpenAI aveva portato davanti al giudice federale, è stata rinviata al tribunale statale della contea di Highlands, dove la richiesta attende una decisione[5].

Un’indagine penale rivolta a un’impresa di intelligenza artificiale per l’uso che un terzo ha fatto del suo prodotto resta un’iniziativa rarissima, e il suo esito è tutt’altro che scontato. Il suo peso sistemico, però, prescinde dalla condanna. Le richieste istruttorie trasformano documenti interni, valutazioni del rischio e scelte di progettazione in materiale probatorio, con un effetto di disciplina che nessun codice di condotta volontario riesce a produrre.

Lo stesso accade sul versante civile, dove già nel maggio 2025 il tribunale federale di Orlando, nella causa intentata da Megan Garcia contro Character Technologies dopo il suicidio del figlio adolescente, aveva rifiutato di archiviare il caso, respingendo in quella fase la tesi difensiva secondo cui le risposte di un chatbot sarebbero discorso protetto dal Primo Emendamento; nel gennaio 2026 Character Technologies e Google, chiamata in causa per i suoi legami con la società, hanno raggiunto accordi transattivi, soggetti all’approvazione dei giudici, su quella e su altre cause analoghe[6]. In California, la famiglia Raine ha portato OpenAI davanti alla Superior Court di San Francisco nell’agosto 2025 per ragioni analoghe[7].

I procuratori statali e la tutela dei minori

La Florida non è un caso isolato. Nell’agosto 2025 una coalizione bipartisan di 44 procuratori generali, guidata dal repubblicano Jonathan Skrmetti del Tennessee, ha scritto a tredici aziende, tra cui OpenAI, Meta, Google, Anthropic e Character Technologies, avvertendole che avrebbero risposto dei danni consapevolmente arrecati ai minori dai loro chatbot[8]. Nel gennaio 2026 il procuratore generale del Kentucky, Russell Coleman, ha poi citato in giudizio Character Technologies, descrivendo la piattaforma come un prodotto difettoso e irragionevolmente pericoloso per i minori[9].

Il contenzioso funziona così da regolatore di fatto, e lo fa con strumenti propri, dalla responsabilità per prodotto difettoso alla disciplina delle pratiche commerciali ingannevoli. Sono categorie antiche, che non richiedono una legge dedicata all’IA per entrare in funzione e che per questo sfuggono in larga misura alla strategia federale di contenimento.

Washington e il limite federale alle regole statali sull’IA

Per comprendere la posta in gioco occorre richiamare un istituto centrale del federalismo statunitense, la preemption, che qui chiameremo prelazione federale: il principio per cui il diritto federale prevale su quello statale e può sottrarre agli Stati intere materie. Di regola la prelazione discende da un atto del Congresso, e una decisione unilaterale del Presidente non basta a produrla.

L’11 dicembre 2025 Donald Trump ha firmato l’ordine esecutivo n. 14365, Ensuring a National Policy Framework for Artificial Intelligence, cioè un provvedimento con cui il Presidente impartisce direttive alle agenzie federali senza passare per il Congresso.

L’ordine incarica il Dipartimento di Giustizia di istituire una task force dedicata a contestare in giudizio le leggi statali ritenute incompatibili con una politica nazionale “minimamente gravosa”, affida al Dipartimento del Commercio una ricognizione delle normative statali considerate onerose e dichiara non idonei a ricevere la quota residua dei fondi federali per la banda larga del programma BEAD (Broadband Equity, Access, and Deployment), quella non destinata alla costruzione delle reti, gli Stati che mantengono tali normative[10].

La task force è stata formalmente costituita dalla Procuratrice generale Pam Bondi il 9 gennaio 2026. Le esclusioni previste dall’ordine riguardano soltanto la proposta di legge federale che esso commissiona, la quale non dovrà sottrarre agli Stati la tutela dei minori, la disciplina delle infrastrutture di calcolo e dei data center e l’uso dell’IA nelle proprie amministrazioni. La task force non incontra limiti analoghi[11].

La pressione federale sul Colorado

Il 20 marzo 2026 la Casa Bianca ha completato il disegno con il National Policy Framework for Artificial Intelligence, un documento di raccomandazioni legislative non vincolanti indirizzato al Congresso, che individua sette obiettivi e pone al centro proprio la prelazione federale, sostenendo che agli Stati non dovrebbe essere consentito regolare lo sviluppo dei modelli[12]. Diversi commentatori hanno osservato che la richiesta di un intervento legislativo equivale a un’ammissione implicita: il potere esecutivo, da solo, non basta a spazzare via le leggi statali[13].

A conferma di questa lettura, la ricognizione del Dipartimento del Commercio, attesa per l’11 marzo, a fine marzo non risultava ancora pubblicata[14]. Il primo intervento federale in un’aula di giustizia è arrivato il 24 aprile, quando il Dipartimento di Giustizia si è costituito nella causa promossa da xAI, la società di Elon Musk che sviluppa il modello Grok, contro la legge del Colorado sui sistemi di IA ad alto rischio, che avrebbe imposto doveri di prevenzione della discriminazione algoritmica.

Il governo federale ha contestato, tra l’altro, la violazione della clausola costituzionale di eguale protezione[15]. Il 27 aprile, con un’ordinanza concordata tra le parti, l’applicazione della legge è stata sospesa in attesa della decisione sull’ingiunzione[16]. Il 14 maggio il Colorado ha abrogato quella legge prima che entrasse in vigore, sostituendola con una disciplina più ristretta, centrata sulla trasparenza delle decisioni automatizzate e applicabile dal 2027[17]. La pressione federale, dunque, produce effetti anche senza attendere una sentenza.

Dal Great American AI Act al FRONTIER Act

Sul piano legislativo il quadro resta aperto. Il 4 giugno un gruppo bipartisan di deputati guidato da Jay Obernolte e Lori Trahan ha diffuso la bozza del Great American AI Act, che sospenderebbe per tre anni le leggi statali sullo sviluppo dei modelli lasciando in vigore quelle sul loro impiego[18]. Il 23 luglio gli stessi deputati hanno presentato una versione rivista, il FRONTIER Act (H.R. 9925), che imporrebbe quadri di sicurezza obbligatori, affiderebbe le verifiche indipendenti a un mercato privato di revisori e consentirebbe al governo di bloccare il rilascio di un modello, ma sottrarrebbe la materia agli Stati da subito e senza scadenza.

Il testo è fermo all’esame delle commissioni, e la Camera tornerà a riunirsi solo dopo il voto di novembre[19]. Sul versante esecutivo, il 2 giugno Trump aveva firmato un secondo ordine esecutivo (n. 14409), dedicato ai modelli più avanzati, che istituisce un quadro volontario in cui gli sviluppatori possono consentire al governo di esaminare i modelli fino a trenta giorni prima del rilascio, ed esclude espressamente qualsiasi licenza o autorizzazione preventiva[20]. Anche a livello federale, dunque, la sicurezza dei modelli di frontiera viene affidata alla collaborazione volontaria delle imprese.

In Florida la sicurezza dell’IA divide il fronte repubblicano

La Florida offre il caso più istruttivo perché smentisce la lettura dello scontro in chiave puramente partitica. Il governatore Ron DeSantis ha promosso un AI Bill of Rights, tradotto nel disegno di legge SB 482 al Senato statale.

Il testo riconosce il diritto di sapere se si sta interagendo con una persona o con un sistema automatizzato, vieta l’uso non autorizzato di nome, immagine e sembianze, attribuisce ai genitori il controllo sulle interazioni dei figli con l’IA e vieta ai chatbot di compagnia, cioè i sistemi progettati per simulare una relazione emotiva, di intrattenere conversazioni con minori senza consenso dei genitori. Vi si aggiungono il divieto per le amministrazioni di contrattare con fornitori legati a Paesi esteri “di preoccupazione” e sanzioni di 50.000 dollari per le imprese che non sanano le violazioni entro 45 giorni[21].

Il Senato della Florida ha approvato il testo nella sessione ordinaria e di nuovo, con 37 voti contro uno, nella sessione straordinaria di fine aprile. La Camera, guidata dallo speaker Danny Perez, si è rifiutata di esaminarlo, dichiarando la propria posizione allineata a quella della Casa Bianca, che secondo la stampa locale aveva contattato direttamente Perez per scoraggiare l’approvazione[22]. Il futuro speaker Sam Garrison ha espresso l’auspicio che sia il governo federale a prendere l’iniziativa. DeSantis, che già a dicembre aveva ricordato come un ordine esecutivo non possa precludere l’azione legislativa di uno Stato, ha accusato la Camera di schierarsi con le grandi piattaforme contro gli elettori[23].

Il risultato è paradossale. Tra gli Stati a guida repubblicana, quello che più di ogni altro aveva investito politicamente nella regolazione dell’IA non dispone di una legge organica in materia, e le sue regole arrivano oggi per via giudiziaria. Il legislatore ha approvato soltanto la parte del pacchetto dedicata ai data center: la legge SB 484, firmata da DeSantis il 7 maggio, impedisce di trasferire sui clienti residenziali e sulle piccole imprese i costi del servizio elettrico generati dagli impianti di grandi dimensioni e conferma la competenza dei governi locali su zonizzazione e permessi[24].

Si tratta, non a caso, di una delle materie che l’ordine esecutivo di dicembre esclude dalla futura prelazione federale. Le iniziative di Uthmeier hanno riempito lo spazio lasciato vuoto dal legislatore, con un grado di incertezza per le imprese molto superiore a quello che avrebbe prodotto una norma scritta.

California: trasparenza e verifiche per i modelli di IA

La California ha scelto un percorso diverso, costruito per strati successivi. Il primo è il Transparency in Frontier Artificial Intelligence Act (SB 53), firmato dal governatore Gavin Newsom il 29 settembre 2025 e in vigore dal 1° gennaio 2026. La legge si applica agli sviluppatori di modelli di frontiera, definiti come modelli fondazionali addestrati con una potenza di calcolo superiore a 1026 operazioni, e impone obblighi più intensi a quelli con ricavi annui superiori a 500 milioni di dollari.

Il nucleo consiste nella pubblicazione di un quadro di gestione dei rischi catastrofici, nella segnalazione degli incidenti critici di sicurezza entro quindici giorni, ridotti a ventiquattro ore quando vi sia un rischio imminente di morte o lesioni gravi, e nella tutela di chi, dall’interno, segnala rischi gravi, con sanzioni fino a un milione di dollari per violazione[25].

La legge rende vincolante il rispetto del quadro di sicurezza che l’impresa stessa ha pubblicato, e proprio su questo obbligo si è aperto il primo confronto applicativo: l’organizzazione di vigilanza The Midas Project ha accusato OpenAI, a febbraio e di nuovo a settembre, di non avere seguito il proprio quadro nel rilascio di nuovi modelli, mentre la società si dice certa della propria conformità[26]. Accanto a essa opera una legge distinta sui chatbot di compagnia, la SB 243, che ha introdotto misure di protezione dei minori.

Il registro californiano dei revisori di IA

Il secondo strato è arrivato il 9 settembre 2026, quando Newsom ha firmato due leggi dedicate alle verifiche indipendenti sui sistemi di IA, la SB 813 e la AB 1405. La prima definisce i requisiti che un’organizzazione deve possedere per verificare in modo indipendente la conformità di un sistema o di un modello alla legge statale.

La seconda istituisce un registro pubblico dei revisori di IA e fissa standard di indipendenza, trasparenza e integrità, compresi periodi di raffreddamento prima di poter lavorare per le imprese sottoposte a verifica[27]. Nessuna delle due leggi impone di sottoporre un modello a revisione. Come ha precisato la deputata Rebecca Bauer-Kahan, prima firmataria della AB 1405, il testo si limita a disciplinare chi esegue le verifiche[28].

Il sostegno dei laboratori e il confronto con l’Illinois

Il dettaglio più significativo riguarda il sostegno esplicito di Anthropic e OpenAI alle due leggi[29]. La California ha così costruito l’infrastruttura pubblica di cui l’autoregolazione ha bisogno per essere credibile, cioè una platea di verificatori accreditati, senza trasformarla in un obbligo. Un passo ulteriore lo aveva già compiuto l’Illinois, dove una legge sulla sicurezza dei modelli di frontiera, la SB 315, firmata dal governatore JB Pritzker il 6 luglio, impone ai grandi sviluppatori di frontiera una verifica annuale indipendente a partire dal 2028[30].

Lo stesso Newsom, firmando, ha però chiesto al governo federale di adottare regole nazionali all’altezza dell’urgenza del momento, segno che anche lo Stato più attivo considera il proprio impianto una soluzione transitoria[31]. Nell’attesa, il 18 settembre Newsom ha firmato un ordine esecutivo che accelera l’attuazione delle due leggi e incarica un gruppo di esperti di proporre entro due mesi ulteriori misure, tra cui un meccanismo di arresto d’emergenza dei modelli di frontiera, il cosiddetto kill switch, da sottoporre a verifiche indipendenti continue, e l’estensione della nozione di incidente critico alla perdita di controllo dei sistemi[32].

New York rafforza la sicurezza dei modelli di frontiera

New York ha seguito una traiettoria parallela con il Responsible AI Safety and Education Act, noto come RAISE Act. Firmato dalla governatrice Kathy Hochul nel dicembre 2025, è stato riscritto da una chapter amendment, una legge correttiva concordata tra governatrice e legislatore prima dell’entrata in vigore, firmata il 27 marzo 2026. Nella versione definitiva, che si applicherà dal 1° gennaio 2027, il RAISE Act riprende quasi alla lettera le definizioni californiane di modello di frontiera e di grande sviluppatore, comprese le soglie di calcolo e di fatturato[33].

Tempi, controlli e ruolo del DIGIT

Le differenze riguardano l’intensità dei controlli. Gli incidenti di sicurezza vanno notificati entro 72 ore anziché quindici giorni, la vigilanza è affidata a un nuovo ufficio, denominato DIGIT (Office of Digital Innovation, Governance, Integrity and Trust) e istituito presso il Department of Financial Services, l’autorità di settore per banche e assicurazioni, e i grandi sviluppatori non possono operare nello Stato senza aver depositato una dichiarazione aggiornata e versato un contributo.

La correzione ha invece eliminato il divieto originario di mettere in circolazione modelli che comportassero un rischio irragionevole di danno critico[34]. Il 21 settembre Hochul ha annunciato che da novembre lo Stato inizierà a registrare i grandi sviluppatori e ha nominato il primo responsabile dell’attuazione della legge[35].

L’allineamento tra Sacramento e Albany ha una conseguenza che indebolisce l’argomento principale dell’amministrazione federale. Il temuto mosaico di cinquanta regimi divergenti, almeno per i modelli di frontiera, si sta componendo in uno standard sostanzialmente comune, adottato dai due Stati che ospitano buona parte dell’industria e dei suoi capitali, e ripreso con le stesse soglie dall’Illinois.

L’autoregolazione dei laboratori entra nel sistema statale

Il 12 settembre 2026 Dario Amodei, amministratore delegato di Anthropic, ha pubblicato il saggio We Must Pace the Frontier, in cui sostiene che il settore debba rallentare il ritmo con cui accresce le capacità dei modelli. La proposta arriva dopo un’estate in cui agenti autonomi sviluppati da diversi laboratori sono usciti dagli ambienti di prova e hanno raggiunto sistemi reali, vicenda già ricostruita su queste pagine[36].

Il piano si articola in tre passaggi: l’inserimento stabile di valutatori indipendenti all’interno dei laboratori, con un accesso paragonabile a quello dei dipendenti, per verificare le pratiche di sicurezza e segnalare gli incidenti; il coordinamento tra le imprese di frontiera dei Paesi democratici su standard comuni; una cooperazione internazionale da costruire per gradi[37]. Anthropic ha dichiarato di adottare unilateralmente il primo passaggio. Sam Altman ha annunciato che OpenAI farà lo stesso, ed Elon Musk ha espresso il proprio sostegno[38].

Il Presidente Trump ha liquidato gli allarmi come argomenti di “forze negative”, ribadendo che chi vince nell’IA vince tutto[39]. Due settimane più tardi OpenAI ha sospeso l’addestramento, la valutazione e l’impiego con accesso a strumenti dei suoi modelli più capaci, dopo una serie di incidenti in cui alcuni agenti avevano agito oltre le istruzioni ricevute, anche su siti di amministrazioni federali. Si tratta della seconda pausa in tre mesi, e la ripresa è subordinata all’adozione di salvaguardie aggiuntive[40].

Letta accanto alle leggi statali, la proposta rivela una convergenza più stretta di quanto il dibattito pubblico lasci intendere. I valutatori indipendenti invocati da Amodei sono esattamente le figure che la California ha appena dotato di un registro e di requisiti di indipendenza. I quadri di gestione del rischio e le segnalazioni di incidenti, pilastri dell’autoregolazione dichiarata dai laboratori, sono gli stessi oggetti che SB 53 e RAISE Act rendono pubblici e sanzionabili. L’autoregolazione americana del 2026 si appoggia dunque sugli Stati per acquisire verificabilità, mentre l’amministrazione federale contrasta proprio quegli Stati in nome dell’innovazione.

Responsabilità e limiti delle verifiche indipendenti

I limiti del modello restano evidenti. Le leggi californiane, come è stato notato, non impediscono che sia l’impresa verificata a pagare il proprio revisore[41]. E l’impegno volontario a rallentare regge solo finché nessun concorrente decide di sottrarvisi, una fragilità che lo stesso Amodei riconosce legando il ritmo delle democrazie al vantaggio da mantenere sulla Cina. Su questo punto il contenzioso esercita una funzione che i codici di condotta non possono svolgere: rende costoso, a posteriori, il risparmio sulla sicurezza.

Lo ha riconosciuto, dall’interno dell’amministrazione, il Segretario al Tesoro Scott Bessent: il 15 settembre, davanti alla commissione Servizi finanziari della Camera, ha respinto la richiesta dei laboratori di un’esenzione dalla responsabilità, sostenendo che il modo migliore di garantire la sicurezza è che chi crea i modelli risponda di ciò che costruisce e genera[42]. Pochi giorni dopo ha attribuito l’attacco a Hugging Face alla dirigenza di OpenAI, «non a un gruppo di agenti»[43]. Sul punto il Tesoro e la Casa Bianca non parlano la stessa lingua: il primo difende la leva della responsabilità, la seconda punta sulla prelazione federale e sull’impegno volontario.

Il nodo antitrust del rallentamento coordinato

Un secondo ostacolo è di natura concorrenziale. Rallentare insieme significa coordinarsi tra concorrenti, e il diritto antitrust statunitense guarda con sospetto proprio a questo tipo di intese. Il 18 settembre quattro abbonati hanno promosso davanti al tribunale federale della California settentrionale un’azione collettiva contro Anthropic, OpenAI, xAI e Google, sostenendo che l’impegno a moderare il ritmo dello sviluppo costituisca un accordo restrittivo della concorrenza vietato dallo Sherman Act, la legge federale antitrust[44].

Secondo il sito The Information, Google, OpenAI e Anthropic preparano inoltre un organismo comune per fissare standard di sicurezza, ispirato alla FINRA, l’autorità di autodisciplina degli intermediari finanziari[45]. Il presidente della Federal Trade Commission, Andrew Ferguson, ha detto che la combinazione di nuove regole e deroghe antitrust gli fa scattare «tutti i campanelli d’allarme», e il senatore repubblicano Josh Hawley ha escluso qualsiasi esenzione[46]. Senza una cornice pubblica che la legittimi, l’autoregolazione rischia così di essere letta come un cartello.

Il rapporto difficile tra laboratori e governo federale

Un ulteriore limite riguarda il rapporto con il governo federale, che può penalizzare l’autolimitazione di un laboratorio. Alla fine di febbraio 2026 Trump ha ordinato alle agenzie federali di smettere di usare i prodotti di Anthropic e il Dipartimento della Difesa ha designato la società come rischio per la catena di fornitura, dopo che questa aveva rifiutato l’impiego dei propri modelli per la sorveglianza di massa interna e per armi completamente autonome[47]. Le corti si sono divise.

Ad agosto la giudice federale Rita Lin, in California, ha qualificato la designazione come una ritorsione illegittima, osservando che il richiamo alla sicurezza nazionale «non è un assegno in bianco per punire i critici del governo». Il 25 settembre la Corte d’appello del Distretto di Columbia, con due voti contro uno e in un giudizio fondato su una norma diversa, ha invece confermato la designazione, ritenendo decisivo il comportamento della società a prescindere dalle sue intenzioni[48]. Per un’impresa che fissa da sé i propri limiti di sicurezza, il segnale che arriva da Washington resta quanto meno contraddittorio.

La strategia federale sull’IA alla prova degli elettori

Il 7 ottobre l’Economist ha definito insostenibile la strategia di Donald Trump sull’intelligenza artificiale, osservando che la volontà del Presidente di liberare la tecnologia da ogni freno si sta scontrando con la realtà politica[49]. I dati raccolti a ridosso delle elezioni di metà mandato del 3 novembre, che rinnoveranno l’intera Camera dei rappresentanti e circa un terzo del Senato, danno consistenza a quella lettura.

Secondo un sondaggio Quinnipiac condotto tra il 24 e il 27 settembre su 1.032 elettori registrati, la gestione dell’IA da parte del Presidente raccoglie il 25% di approvazioni a fronte del 58% di giudizi negativi, mentre il 79% degli intervistati antepone la sicurezza alla leadership nell’innovazione[50].

Sul campione complessivo di 1.202 adulti, lo stesso rilevamento indica però che il 69% ritiene vitale mantenere il vantaggio sulla Cina: l’argomento competitivo su cui la Casa Bianca fonda la propria strategia conserva una presa ampia, e la domanda di regole convive con il timore di perdere terreno[51]. Una rilevazione Reuters/Ipsos chiusa all’inizio di ottobre indica che il 57% degli elettori ritiene che l’amministrazione sottovaluti i rischi della tecnologia, opinione condivisa da circa un terzo dei repubblicani; nello stesso elettorato repubblicano il sostegno a una regolazione più severa raggiunge il 61%[52].

Il malcontento più tangibile riguarda i data center, le grandi infrastrutture di calcolo su cui poggiano l’addestramento e l’esercizio dei modelli. Il 73% degli intervistati da Quinnipiac si oppone alla costruzione di un impianto nella propria comunità, e le contestazioni locali si concentrano sui consumi di energia e di acqua e sul loro riflesso sulle bollette. Anche su questo terreno la frattura attraversa il campo repubblicano, come mostra la legge sui data center approvata in Florida mentre il resto del pacchetto di DeSantis restava bloccato.

Dalla negazione dei rischi all’accordo volontario

Nel giro di due settimane il Presidente ha cambiato registro. Il 14 settembre, due giorni dopo il saggio di Amodei, aveva scritto sui social che l’idea di un’IA capace di distruggere l’umanità è una “bufala” e che l’unico argine di cui la tecnologia ha bisogno è un presidente “forte e intelligente”[53]. Il 29 settembre ha ricevuto alla Casa Bianca i vertici di Anthropic, OpenAI, Google, Meta e Nvidia, oltre a Elon Musk, che hanno sottoscritto una dichiarazione di principi di una pagina.

Il documento impegna le imprese a dotarsi di un sistema di controlli su più livelli, che arriva fino alla verifica affidata a una società esterna, e a riunirsi periodicamente per definire standard comuni di sicurezza. Prevede inoltre che questi passaggi possano un giorno essere tradotti in legge, senza però imporlo.

Interrogato sulla sua efficacia, Trump lo ha definito “moralmente vincolante” e “quasi una costituzione”, e ha riferito che si è discusso di un comitato di dieci persone incaricato di vigilare sul settore[54]. Pochi giorni più tardi, il 3 ottobre, lo stesso Bessent ha rivendicato una «accelerazione sicura», precisando che le revisioni governative dei modelli restano volontarie ma che l’amministrazione si riserva di intervenire, e ai dirigenti che temono di perdere il controllo dei propri sistemi ha replicato che allora «dovrebbero rallentare»[55].

Gli impegni della Casa Bianca e i loro limiti

La giornata del 29 settembre si presta a essere letta alla luce dell’analisi dell’Economist. Sotto la pressione dell’opinione pubblica, l’amministrazione ha adottato il lessico della sicurezza, dalle verifiche esterne a un organo di vigilanza, senza toccare l’impianto deregolativo costruito con l’ordine esecutivo di dicembre. L’accordo non prevede sanzioni né un’autorità che ne controlli l’attuazione. Lo stesso giorno, al Senato, il repubblicano Ted Cruz, presidente della commissione Commercio, ha bloccato la proposta del democratico Mark Warner che avrebbe istituito presso il Dipartimento del Commercio un organo per la sicurezza dell’IA, con accesso ai modelli di frontiera almeno 45 giorni prima del rilascio e obblighi di notifica degli incidenti[56].

Così, la Casa Bianca ha celebrato l’impegno volontario mentre in Senato veniva fermata l’alternativa obbligatoria. La linea dell’autoregolazione, del resto, è condivisa dalla leadership parlamentare: il 13 settembre lo Speaker della Camera, il repubblicano Mike Johnson, aveva escluso che il Congresso assumesse la guida della materia, indicando nelle aziende le prime responsabili della sicurezza dei propri prodotti e invitando a resistere a qualsiasi moratoria d’emergenza[57].

Ne deriva una contraddizione che riguarda da vicino il rapporto con gli Stati. L’impegno sottoscritto alla Casa Bianca ricalca nella sostanza le pratiche che California e New York hanno trasformato in obblighi di legge, esposti alle contestazioni della task force federale. La verifica esterna promessa dai laboratori avrà poi bisogno di revisori qualificati e indipendenti, e il primo registro pubblico che ne fissa i requisiti è quello appena istituito dalla California.

Una strategia che chiede agli Stati di farsi da parte mentre affida la propria credibilità a strumenti costruiti dagli Stati difficilmente potrà reggere a lungo, tanto più se il voto di novembre dovesse consegnare la Camera a una maggioranza favorevole a regole vincolanti.

Dagli Stati Uniti a Bruxelles: regole e sicurezza dell’IA

Il confronto con l’Unione europea va condotto con attenzione. L’AI Act, il Regolamento (UE) 2024/1689, disciplina l’intelligenza artificiale in base al livello di rischio degli usi e prevede obblighi specifici per i fornitori di modelli di uso generale, più stringenti per quelli che presentano rischi sistemici.

Nel novembre 2025 la Commissione ha proposto il Digital Omnibus on AI, un regolamento di modifica mirata, sul quale Consiglio e Parlamento hanno raggiunto un accordo politico il 7 maggio 2026; il testo, divenuto Regolamento (UE) 2026/1744, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 24 luglio ed è in vigore dal 27 luglio.

L’intervento sposta l’applicazione degli obblighi per i sistemi ad alto rischio al 2 dicembre 2027 per quelli autonomi e al 2 agosto 2028 per quelli integrati in prodotti regolati, senza modificare le regole sui modelli di uso generale. Gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 restano sostanzialmente invariati, con un periodo di tolleranza fino al 2 dicembre 2026 per la marcatura dei contenuti generati da sistemi già in commercio.

Il regolamento amplia inoltre i poteri dell’AI Office, l’ufficio della Commissione che vigila sui modelli di uso generale, attenua l’obbligo di formazione del personale sull’IA previsto dall’articolo 4 e aggiunge due nuovi divieti, relativi all’uso dell’IA per generare materiale pedopornografico e immagini intime non consensuali di persone identificabili[58].

La pressione transatlantica sul calendario europeo

Il rinvio non è maturato in un vuoto. Nell’agosto 2025 Trump aveva minacciato dazi aggiuntivi contro i Paesi dotati di tasse o regolamentazioni digitali ritenute discriminatorie verso le imprese americane, e le analisi più attente leggono l’Omnibus anche come risposta a quella pressione[59]. Sarebbe però un errore interpretarlo come una sospensione dell’AI Act.

Le norme sui modelli di uso generale con rischio sistemico, che impongono valutazione e mitigazione dei rischi, notifica degli incidenti gravi all’AI Office e misure di cybersicurezza, restano pienamente operative e ricalcano in larga misura i contenuti di SB 53 e del RAISE Act. Dal 2 agosto 2026, inoltre, la Commissione può farle rispettare con sanzioni fino al 3% del fatturato mondiale annuo o a 15 milioni di euro[60].

Il Codice europeo di buone pratiche

L’Europa, del resto, ha già sperimentato la formula che oggi si affaccia negli Stati Uniti. Il Codice di buone pratiche per i modelli di uso generale, pubblicato nel luglio 2025, è uno strumento volontario la cui adesione consente di dimostrare la conformità agli obblighi del Regolamento. Lo hanno sottoscritto, tra gli altri, Anthropic, Google, Microsoft, Mistral AI e OpenAI, mentre Meta non ha aderito e xAI ha firmato soltanto il capitolo sulla sicurezza[61].

Si tratta di coregolazione in senso proprio: l’impegno dell’impresa diventa verificabile perché si colloca dentro una cornice normativa. È la stessa architettura verso cui convergono, per vie diverse, la California dei revisori accreditati e i laboratori che offrono accesso permanente ai valutatori esterni. La cornice normativa attenua anche il problema concorrenziale emerso negli Stati Uniti, perché il coordinamento tra imprese si svolge dentro uno strumento previsto dal Regolamento e sotto la vigilanza dell’AI Office.

Che cosa cambia per le imprese europee tra AI Act e leggi statali

Per chi sviluppa o integra modelli e opera su entrambe le sponde dell’Atlantico, la lezione è pratica. La documentazione richiesta dall’AI Act ai fornitori di modelli con rischio sistemico, i quadri di gestione del rischio previsti da SB 53 e i report di trasparenza imposti dal RAISE Act condividono buona parte del contenuto, e un impianto di governance progettato con questa consapevolezza riduce sensibilmente i costi di conformità. Le tempistiche di notifica degli incidenti, 72 ore a New York e quindici giorni in California, impongono invece procedure interne tarate sul termine più breve.

L’incognita federale e la responsabilità per danno

Resta l’incognita federale. Finché il Congresso non tradurrà in legge le raccomandazioni della Casa Bianca, le norme statali restano pienamente efficaci e la loro eventuale disapplicazione dipenderà da giudizi che finora non hanno toccato le leggi sui modelli di frontiera. Nel frattempo, la spinta più concreta verso la sicurezza dei modelli negli Stati Uniti potrebbe arrivare meno dalle regole scritte e più dalla responsabilità accertata in giudizio.

Una prospettiva che dovrebbe interessare anche Bruxelles, dove la nuova direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, la (UE) 2024/2853, estende la responsabilità oggettiva del produttore al software, compresi i sistemi di IA, e va recepita dagli Stati membri entro il 9 dicembre 2026, mentre la proposta di direttiva sulla responsabilità civile per l’IA è stata ritirata dalla Commissione nel 2025[62].

La scadenza per le imprese italiane

Per le imprese italiane la scadenza è vicina. Lo schema di decreto legislativo che recepisce la nuova direttiva (Atto del Governo n. 434), all’esame delle Camere per il parere, riscrive le norme del Codice del consumo sulla responsabilità del produttore: le estende al software e introduce l’esibizione delle prove sotto il controllo del giudice, insieme a presunzioni relative di difettosità e di nesso causale a favore del danneggiato[63].

Il recepimento si inserisce nel quadro della legge 23 settembre 2025, n. 132, la prima legge nazionale organica sull’intelligenza artificiale adottata nell’Unione, in vigore dal 10 ottobre 2025, che affida al Governo le deleghe per adeguare l’ordinamento all’AI Act[64]. Anche in Italia, dunque, la responsabilità civile potrà esercitare sui produttori di sistemi di IA una funzione di disciplina analoga a quella che il contenzioso sta assumendo negli Stati Uniti.

Chi governa il ritmo della sicurezza dell’IA

Il quadro che emerge da questi mesi è quello di una regolazione per accumulo, priva di un centro. Le procure statali agiscono con gli strumenti della tutela dei consumatori, i legislatori di California, New York e Illinois scrivono obblighi di trasparenza sempre più simili tra loro, i laboratori propongono di rallentare e la Casa Bianca risponde con impegni volontari e con la minaccia della prelazione federale.

Ciascuno di questi attori colma una parte del vuoto lasciato dal Congresso, ma nessuno è in condizione di assumere la decisione da cui dipende tutto il resto: chi stabilisca il ritmo di sviluppo dei sistemi più potenti, e sulla base di quali prove di sicurezza.

L’autoregolazione, anche quando è sincera, sconta un limite strutturale. Il coordinamento tra concorrenti che la renderebbe efficace è lo stesso che il diritto antitrust sanziona, e la sua credibilità dipende da verificatori e registri che soltanto un’autorità pubblica può garantire. La responsabilità civile, oggi la leva più concreta, interviene a danno avvenuto e affida a singoli giudici scelte di politica tecnologica destinate a valere per l’intero mercato.

L’esperienza europea, con tutti i suoi rinvii, indica una via intermedia, in cui l’impegno volontario delle imprese viene accolto e misurato da una norma. Resta da capire se gli Stati Uniti sapranno imboccarla prima che la scelta venga imposta da un incidente grave anziché da un sondaggio o da una sentenza. Per l’Europa la lezione è speculare: rinviare l’applicazione delle proprie regole sotto la pressione della competizione rischia di indebolire proprio la cornice che oltreoceano manca.

Note


[1] Florida Phoenix, Uthmeier investigating whether ChatGPT is criminally liable for FSU shooting, 21 aprile 2026; ClickOrlando, Florida’s probe into OpenAI and the FSU shooting is now a criminal investigation, 22 aprile 2026. ↩

[2] CNN via ABC, Florida AG launches criminal investigation into ChatGPT maker OpenAI, aprile 2026. ↩

[3] CNBC, Florida AG sues OpenAI, seeks to hold CEO Altman personally liable for alleged harms, 1 giugno 2026; ClickOrlando, Florida sues ChatGPT maker OpenAI, accusing company of deceptive, harmful practices, 1 giugno 2026. ↩

[4] Axios, Florida seeks injunction to halt OpenAI model development, 28 settembre 2026; CBS Miami, Florida AG seeks to halt OpenAI development, 28 settembre 2026. ↩

[5] The Next Web, “Stop calling it safe”: Florida seeks temporary injunction on OpenAI, settembre 2026. ↩

[6] AP via WTOP, Google and chatbot maker Character to settle lawsuit alleging chatbot pushed teen to suicide, gennaio 2026. ↩

[7] Raine v. OpenAI, Superior Court della contea di San Francisco, n. CGC-25-628528, depositata il 26 agosto 2025; NBC News, servizio sulla causa della famiglia Raine contro OpenAI. ↩

[8] Procura generale del Tennessee, Attorney General Skrmetti Leads 44 States in Demanding Companies End Predatory AI Interactions with Kids, 25 agosto 2025. ↩

[9] WKYT, Ky. attorney general sues AI chatbot company, claims company preys on children, 9 gennaio 2026. ↩

[10] Paul Hastings, President Trump Signs Executive Order Challenging State AI Laws; William Fry via vLex, Trump Administration Issues Executive Order On Federal AI Policy Framework, gennaio 2026.; testo ufficiale: Federal Register, Executive Order 14365, Ensuring a National Policy Framework for Artificial Intelligence, 16 dicembre 2025 ↩

[11] Baker Hostetler, DOJ Establishes AI Litigation Task Force, 20 gennaio 2026; WUSF/NPR, Trump is trying to preempt state AI laws via an executive order, 11 dicembre 2025. ↩

[12] Jenner & Block, Takeaways from the White House’s Framework for Artificial Intelligence, 26 marzo 2026; Steptoe, White House Releases National AI Policy Framework. ↩

[13] McGuireWoods, White House Releases AI Legislative Recommendations, 23 marzo 2026. ↩

[14] Holland & Knight, White House Releases a National Policy Framework for AI, 27 marzo 2026; Proskauer, What President Trump’s AI Executive Order 14365 Means for Employers, 6 aprile 2026. ↩

[15] Barnes & Thornburg, DOJ Intervenes in Lawsuit Challenging Colorado’s ‘Algorithmic Discrimination’ Law, 1 maggio 2026. ↩

[16] McDermott Will & Schulte, Colorado AI law in flux: comprehensive replacement bill signed after federal court blocks predecessor’s enforcement, maggio 2026. ↩

[17] Skadden, Colorado Repeals and Replaces Its AI Act, giugno 2026; Crowell & Moring, Colorado Hits Reset on AI Regulation: SB 26-189 Repeals and Reenacts the Colorado AI Act. ↩

[18] DLA Piper, Unpacking the Great American AI Act, giugno 2026; CASRAI, Federal AI Preemption Fight: Where It Stands, 20 settembre 2026. ↩

[19] Congresso degli Stati Uniti, H.R. 9925, Frontier Risk Oversight, National Transparency, Independent Evaluation, and Reporting Act, presentato il 23 luglio 2026; Americans for Responsible Innovation, FRONTIER Act Improves on Prior Proposal, but Requires Critical Changes, luglio 2026. ↩

[20] Freshfields, Trump Executive Order on AI: Voluntary Framework, Cybersecurity Focus, and Key Takeaways, giugno 2026 (ordine esecutivo Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security, 2 giugno 2026); Congressional Research Service, Controlling Advanced Artificial Intelligence: Executive Order 14409 Explained; testo ufficiale: Executive Order 14409, Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security, govinfo.gov. ↩

[21] WUSF, Florida Senate committee backs AI Bill of Rights, 21 gennaio 2026; Florida Phoenix via Route Fifty, DeSantis pressures House to pass AI Bill of Rights, aprile 2026. ↩

[22] Patch, DeSantis’ AI Bill Of Rights Clears Senate, But House Won’t Touch It, 5 marzo 2026; Florida Phoenix, Florida’s AI Bill of Rights: what happened, what’s next, 20 aprile 2026. ↩

[23] ClickOrlando, Florida House again rejects DeSantis’ AI, vaccine measures, 28 aprile 2026. ↩

[24] Ufficio del Governatore della Florida, Governor Ron DeSantis Signs Law to Protect Floridians from Subsidizing Data Centers, 7 maggio 2026. ↩

[25] Baker Botts, AI Legal Watch: January 2026.; testo della legge: SB 53, Transparency in Frontier Artificial Intelligence Act, California Legislative Information ↩

[26] Fortune, OpenAI may have violated California’s AI safety law with latest model releases, AI watchdog says, 14 settembre 2026; Fortune, OpenAI violated California’s AI safety law with GPT-5.3-Codex, watchdog claims, 10 febbraio 2026. ↩

[27] KION/News, California adopts new AI laws requiring independent audits, assessments, 9 settembre 2026; CASRAI, California AI auditor registry, 20 settembre 2026. ↩

[28] GadgetReview, California Just Passed Two Major AI Laws, settembre 2026. ↩

[29] ai2.work, Newsom Signs First US Laws Requiring Independent AI System Audits, 11 settembre 2026; GadgetReview, op. cit. ↩

[30] Hunton Andrews Kurth, Illinois Governor Signs Frontier AI Model Law, luglio 2026; DLA Piper, The Artificial Intelligence Safety Measures Act: Illinois becomes the first state to require third-party audits of AI models, luglio 2026. ↩

[31] MLex, California enacts AI bills setting new standards for third-party audits, 10 settembre 2026. ↩

[32] Ufficio del Governatore della California, Governor Newsom issues executive order to accelerate independent oversight and advance the creation of an AI kill switch, 18 settembre 2026. ↩

[33] Wiley Rein, New York Finalizes RAISE Act for Frontier AI Models, 2026. ↩

[34] Cooley, New York’s Frontier AI Law Gets a California Makeover, 31 marzo 2026; Davis Wright Tremaine, New York Enacts RAISE Act, dicembre 2025. ↩

[35] Ufficio della Governatrice dello Stato di New York, AI Safety: Governor Hochul announces next steps to regulate major AI developers, 21 settembre 2026. ↩

[36] Agenda Digitale, Agenti AI fuori controllo: che cosa impone davvero l’AI Act. ↩

[37] ARY News, Anthropic CEO urges AI companies to slow model development, 13 settembre 2026; X-Risk Daily, Amodei calls for industry-wide AI slowdown, 13 settembre 2026. ↩

[38] ITV News, Musk and ChatGPT CEO back calls to slow down development of AI, 12 settembre 2026. ↩

[39] BusinessDay, Trump dismisses “very negative forces” warning over AI risks, 13 settembre 2026; L’Espresso, Intelligenza artificiale, la corsa e la Cina, 14 settembre 2026. ↩

[40] AP via U.S. News, OpenAI Pauses Training of Latest Models After Agents Probed US Government Sites in Unexpected Ways, 26 settembre 2026; Mexico Business News, OpenAI Pauses Models Training After Agents Access US Government, 28 settembre 2026. ↩

[41] Pebblous, California Registers AI Auditors the Way It Registers Accountants, settembre 2026. ↩

[42] FedScoop, Treasury’s Scott Bessent says no liability exemptions for AI labs, 15 settembre 2026. ↩

[43] Yahoo Finance, Treasury Secretary Bessent blames OpenAI management for Hugging Face breach, opposes AI liability shield, 21 settembre 2026 (intervista a CNBC). ↩

[44] Buist v. Anthropic, PBC, U.S. District Court for the Northern District of California, n. 3:26-cv-10693, depositata il 18 settembre 2026; Tech Policy Law, Buist v. Anthropic: antitrust class action over an alleged agreement to slow AI development. ↩

[45] The Next Web, Google, OpenAI and Anthropic plan AI safety body, The Information reports, 28 settembre 2026 (notizia basata su fonti anonime). ↩

[46] Implicator.ai, Bessent and FTC reject AI liability and antitrust waivers, 16 settembre 2026; Yahoo Finance, Four paid subscribers are suing the biggest AI labs for coordinating a slowdown, 20 settembre 2026. ↩

[47] TechCrunch, President Trump orders federal agencies to stop using Anthropic after Pentagon dispute, 27 febbraio 2026. ↩

[48] TechCrunch, Anthropic gets its first court win over the Pentagon’s supply-chain risk label, 28 agosto 2026; ABC News, Federal appeals court upholds Pentagon designation of Anthropic as supply chain risk, 25 settembre 2026. ↩

[49] The Economist, Donald Trump’s untenable strategy for AI, 7 ottobre 2026. ↩

[50] Newsweek, Donald Trump, AI guardrails and data centers: candidate map, settembre 2026 (sondaggio Quinnipiac, 24-27 settembre 2026, 1.032 elettori registrati, margine di errore ±3,8 punti); The National, AI, Trump and the midterm poll, 29 settembre 2026; per il campione complessivo di 1.202 adulti: Insurance Journal, Quinnipiac poll on artificial intelligence, 2 ottobre 2026. ↩

[51] IBTimes UK, 74% of Americans don’t trust AI leaders as Trump urges industry to ‘self-police’ anyway, 1 ottobre 2026 (sondaggio Quinnipiac, 24-27 settembre 2026, 1.202 adulti, margine di errore ±3,5 punti). ↩

[52] Reuters via The Express Tribune, Most US voters say Trump, Congress don’t take AI risks seriously, Reuters/Ipsos poll finds, 7 ottobre 2026 (4.506 adulti, di cui 3.526 elettori registrati, margine di errore 2 punti). ↩

[53] AP via WLOX, Trump dismisses new AI guardrails, says there is a “SICK conspiracy” against AI and data centers, 14 settembre 2026; Axios, Trump says a strong, smart president is the only “guardrail” AI needs, 14 settembre 2026. ↩

[54] CBS News, Trump and major AI executives sign “morally binding” voluntary controls, 29 settembre 2026; CNN, Top AI executives sign commitment to “self-police” after meeting at White House, 29 settembre 2026. ↩

[55] Axios, U.S. to propose emergency AI notification system with China, 3 ottobre 2026. ↩

[56] Implicator.ai, Cruz blocks AI bill requiring 45-day model access as Trump backs voluntary accord, 30 settembre 2026. ↩

[57] Axios, Johnson calls for AI solutions but says Congress won’t take the lead, 13 settembre 2026. ↩

[58] Hogan Lovells, EU legislators agree to delay for high-risk AI rules; Gibson Dunn, EU AI Act Omnibus Agreement, 27 maggio 2026; White & Case, EU AI Omnibus enters into force, amending the AI Act, luglio 2026. ↩

[59] Fox Business, Trump issues ultimatum, threatening tariffs over digital taxes and regulations, agosto 2025; Model Diplomat, EU Delays AI Rules: Digital Omnibus Impact, 2026. ↩

[60] Regolamento (UE) 2024/1689, art. 101; per una sintesi: Enforcement of Chapter V under the EU AI Act, artificialintelligenceact.eu. ↩

[61] Tech Policy Press, Brussels gains new AI Act enforcement powers as autonomous AI tests regulators, agosto 2026. ↩

[62] Norton Rose Fulbright, Revised Product Liability Directive introducing rules on strict liability for AI; Silicon Republic, EU withdraws its AI Liability Directive: what does this mean?. ↩

[63] Diritto Bancario, Responsabilità per danno da prodotti difettosi: novità dallo schema di decreto (Atto del Governo n. 434). ↩

[64] Legge 23 settembre 2025, n. 132, Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, Normattiva. ↩

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